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Maya complete

E' passato un sacco di tempo, non so se qualcuno si ricorda di me. Per questo, se la redazione lo permette, faccio copia e incolla di tutte le mie confessioni: non si tratta di episodi slegati tra di loro ma piuttosto di un diario, di un "percorso".
Per i lettori sarà molto più comodo seguire tutta la mia esperienza, anche perchè non mi risulta sia mai stato messo nero su bianco una esperienza di sesso estremo, da come nasce a come ... stavo per scrivere "va a finire".
In effetti pare che la scritta "THE END" non sia ancora passata sul mio schermo.

PS: naturalmente, chi ha già letto i singoli racconti, se vuole può saltare direttamente all'ultimo capitolo.


- IL MIO STRANO RAPPORTO COL SESSO -
capitolo primo
I PRIMI CONTATTI

Grazie, LauraX, il tuo sito è perfetto! Per me "raccontare" vuol dire soprattutto voglia di "comunicare", e tu sei l'unica che offre ai lettori la possibilità di aggiungere commenti.
Quello che mi ha spinta a cercarti è stato un episodio che ha scombussolato tutte le mie certezze sul sesso, ma sicuramente non riuscirei a farmi capire se prima non mi raccontassi un po' ... cominciando dall'inizio.


Adesso ho 24 anni, la mia vita è normale: sono innamorata del mio uomo, ho un lavoro normale, una casa normale, tante amicizie normali ... ma nel normalissimo ambiente in cui vivo, "certe cose" non le potrei mai dire. Fisicamente sono un po' piccolina, ma molto carina, proporzionata ... dicono che dimostro qualche anno in meno, probabilmente per la mia pelle molto fresca e sicuramente per seno piccolino.
Ho sempre avuto un rapporto un po' strano col sesso: con la mia fissazione di aspettare il "principe azzurro", sono rimasta vergine fino a 19 anni.


Prima di allora mi sentivo decisamente "bloccata" nei flirt di tipo sentimentale, ma in compenso ... ero fin troppo "sportiva" nelle avventurette senza un domani. Insomma, se sono rimasta vergine tanto tempo è stato grazie al sesso orale ... e lo sapete anche voi che per una vergine si tratta di "pompini" completi, non di romantico petting!
Oltretutto, quando mi sono resa conto che "il pompino" funzionava alla grande per ottenere un risultato pratico come quello di ... non cedere alla tentazione di scopare, ho capito anche che poteva funzionare per altri motivi. Anche se non l'ho mai fatto di mia iniziativa e ho risposto "picche" in diverse occasioni, in qualche altra occasione sono stata ... gentile. Diciamo che ho fatto anche qualche "pompino col rossetto" ... quei lavoretti puliti, perfetti, che lasciano solo un anello rosso alla base dell'uccello di un uomo con un completo elegante e la camicia profumata.


Dire che "col rossetto" non è sesso ma "pubbliche relazioni" mi i sembra un po' troppo ... forse è sesso a scoppio ritardato, perchè "dopo", quando una si è sitemata il trucco e ha bevuto una cola per dimenticarne il sapore, allora si sente vincente, sa di aver superato un ostacolo e ... si ritrova pure bagnata sotto.
Credo che comiciate a capire: da una parte inseguivo il mio sogno del Grande Amore, dall'altra mi "capitava" di essere abbastanza "zoccoletta", e questo mi metteva agitazione, mi faceva sentire in colpa.

Come se non bastasse, c'e stato l'episodio di Riccione: avevo 18 anni, passavo quindici giorni di vacanza ospite di mia zia ... e lei mi lasciava molto più libera dei miei genitori.
Chiaramente mi sono fatta una storia: lui un bel tipo di Milano, stava in una pensione assieme a due amici, e la loro camera aveva l'ingresso sul retro.
Per me era la prima volta che facevo sesso su un letto e già la mia verginità cominciava a pesarmi ..., perciò, quando i suoi amici toglievano il disturbo, su quel letto si scatenava la battaglia: lui ovviamente tirava a scopare, io puntavo tutto sui 69 più infuocati. Solo che, in quella posizione il sesso orale per me diventava molto impegnativo ... più che altro lui mi scopava nella bocca e io ero molto "indifesa" tra le gambe.
Lui non usava solo la lingua ... quando mi teneva le mani sotto al sedere, le sue dita mi facevano capire molto bene che "nel buchetto" il problema della verginità non esisteva ... e a forza di insistere, mi sono convinta a "provare" ... ma "solo un po', fai piano ti prego".
Come potete immaginare, "solo un po', fai piano" lui l'ha capito "fai piano solo un po'"... nel senso che ha cominciato piano, ma poi la profondità e il ritmo mi hanno tolto il fiato per buoni 10 minuti!
Durante la notte, sul lettino a casa di mia zia, non ho smesso un attimo di tormentarmi: mi rendevo conto che non potevo tornare indietro, mi davo della stupida, anzi, della stupida troia ... ma ero agitata anche perchè sapevo che il giorno dopo sarei tornata lì su quel letto e sarebbe successo di nuovo, magari con più calma e più tempo per capire il piacere della penetrazione.
Così è stato, ma non solo il giorno dopo ... esattamente il pometiggio e la sera dopo, e altrettanto per altri due giorni ... con relative notti agitate sul lettino a casa di mia zia.
A peggiorare la situazione ci si son messi anche i suoi amici: sicuramente conoscevano la storia fin nei minimi dettagli ... e non avevano più molta voglia di togliere il disturbo. Non so se succedeva spontaneamente o se si trattava di una loro "tattica", comunque si permettevano di tornare "sul più bello" e di sedersi "amichevolmente" sul letto senza darmi il tempo di infilarmi niente di più della maglietta.
Non è successo niente di "irreparabile", però questo per me è stato un inquietante campanello d'allarme: mi sono resa conto di non aver fatto niente per evitare "rischi" di far sesso anche con i suoi amici! Parlo di rischio concreto, non di pensieri notturni ... soprattutto in una occasione: loro erano particolarmente su di giri e io avevo appena avuto un rapporto anale completo, quindi, se solo "me lo appoggiavano" ... sarebbe scivolato dentro senza scampo!
Finita la vacanza, pensavo che tutto sarebbe tornato come prima ... invece quella esperienza aveva cambiato i miei sogni. Immaginavo il mio Principe Azzurro in modo molto meno romantico, ... lo volevo decisamente più "maschio" di prima.


Il colpo di fulmine è arrivato in autunno: io avevo trovato un impiego decente, lui stava facendo una consulenza tecnica in quella azienda. Nessun dubbio: era lui quello giusto. Single, bella moto, bella macchina, miniappartamento ... peccato che era anche circondato da "gran fighe" che, coi tacchi, mi sbandieravano le tette davanti al naso e mi facevano capire che dovevo tornare al mio posto!
Fregate tutte! non tanto per merito mio quanto perchè le "gran fighe" gli stavano troppo addosso e lui ha notato proprio me, che stavo "in seconda fila" e avevo le tette piccole, la faccina pulita ... e non portavo il reggiseno.
E' stato lui a dirmi:
- ti va di uscire con me questa sera? - ... CERRRRTO! ... e qualche ora dopo non ero più vergine.


Per ora mi fermo qua. Scusatemi se vi ho deluso un pò, ma le cose più difficili non le ho ancora dette ... forse avete intuito che mi riferisco al campanello d'allarme ... al sesso che "succede" tra una ragazza e più di un ragazzo.
Se mi fate coraggio ... vi racconterò tutto!
bacioni


capitolo secondo
IL RE DI DENARI e il TRE di BASTONI

Non ci ho messo molto a capirlo: io avevo deciso che Luca era il mio principe azzurro e mi ero fidanzata con lui … lui invece no. Non solo era allergico al matrimonio .. ma anche alle normali regole della coppia … insomma, stava bene assieme a me, ma stava sicuramente meglio con la sua libertà.

Luca non aveva cambiato la sua vita di una virgola e per un certo verso la cosa non mi dispiaceva: tutti i fine settimana si andava a trovare gente del suo giro e per dormire ci si arrangiava … nel senso che il numero delle coppie era sempre più alto di quello delle camere. Se per Luca "scopare in compagnia" era del tutto normale, per me … era tutta "agitazione" che mi sentivo addosso. Quando poi gli facevo notare che qualche suo "caro" amico si prendeva un po' troppa libertà nei miei confronti, lui mi guardava con quella sua tipica faccia da "un giorno capirai …"
Arrivati all'estate successiva, il nostro rapporto era già alle strette: i miei tentativi di ingelosirlo erano stati addirittura controproducenti … perché Luca, sentendosi provocato, rincarava la dose dicendomi che mi mancava il coraggio di andare fino in fondo. Tutto questo mi faceva star male dal punto di vista sentimentale ma mi metteva anche tanta "agitazione" dal punto di vista sessuale.

Quando una mia amica mi ha proposto di andare in Sardegna con lei (e lo ha fatto proprio per staccarmi da Luca), le ho detto di sì, a malincuore, ma ho detto di sì.
Villaggio vacanze, tante coppie, qualche piccolo gruppo che stava per i fatti suoi … meno male (ho pensato), sarebbe stata una tranquilla vacanza senza tentazioni, senza complicazioni … tanto mare e tanto sano sport.
In realtà, come unica ragazza sola, mi sono ritrovata immediatamente nel gruppo degli animatori e istruttori … accidenti a loro, tutti splendidi sanazzi. Quella furbetta della mia amica invece, si era portata al seguito il suo maschio e non si faceva vedere che per cena.
Il primo giorno ho chiamato Luca sul telefonino sperando disperatamente di sentire che gli mancavo e che mi chiedesse di tornare immediatamente da lui … ma niente. Mi ha detto:
"divertiti, adesso ti devo lasciare, sto lavorando … ecc"

Alla sera ho cercato di dimenticare, per mettere la testa in folle ho lasciato che mi offrissero qualche drink di troppo … e alla fine mi sono ritrovata in quel bungalow, quello degli animatori. Mi è ancora difficile ammetterlo, ma non sono andata lì per il maestro di tennis anche se apparentemente mi ero messa con lui … ci sono andata perché era lì che ci si ritrovava a finire la notte e c'era molta "complicità" con loro.
La prima notte non è successo niente di particolare … eravamo tutti stanchi e siamo "crollati" a dormire come sassi … solo nel dormiveglia ho sentito il "contatto" di Bob, il ragazzo che dormiva con me … quasi come se avessimo fatto all'amore.
La seconda notte io ero molto più cosciente dei "rischi" che correvo e anche molto più spaventata … loro invece avevano avuto tutto il tempo di pensarci e di organizzarsi, perciò l'assedio è cominciato appena ci siamo "appartati". Erano in tre, Bob, Marco e Giangy e la cosa più strana è che, pur essendomi cacciata volontariamente in quella situazione, avevo un disperato bisogno che mi ci "costringessero" … non volevo dire "ok, ci sto" … preferivo "arrendermi" alla disparità delle forze in campo … (non ho avuto il coraggio di decidere … spero che qualcuno mi capisca …).

Il feeling era con Bob, il maestro di tennis, per cui mi sono "rifugiata" subito tra le sue braccia nel mio ultimo disperato tentativo di escludere gli altri due … ma è stato un errore fatale! Bob non mi ha sicuramente protetta … anzi, abbracciandomi e baciandomi mi ha lasciata del tutto indifesa … dalla cintura in giù! Io chiedevo di smetterla … ma parlavo piano in modo da non esser sentita fuori dal bungalow, e questo la dice lunga su quanto poco ci tenevo che qualcuno mi "salvasse"!
Cinque minuti di battaglia sono bastati per ritrovarmi nuda e tremante in mezzo a quei tre, già disponibile a una negoziazione di pace pur di avere un attimo di tregua e rimettere i piedi per terra: naturalmente la pace è durata giusto il tempo di parlarne un attimo … e con scarso successo.
L'unica "condizione" che hanno accettato è stata "usare i preservativi" … poi è riscoppiata la battaglia sull'interpretazione degli accordi … cioè cercavo di convincere (soprattutto me stessa) che tutto sommato in qualche modo avrei fatto all'amore con tutti e tre senza che per questo dovesse diventare un'orgia.
Loro invece, a fare i "turni" non ci pensavano neanche … l'accordo per loro voleva dire "infilarlo dove c'era un posto libero"… senza tanti scrupoli, senza aspettare che ritornassi in me tra un orgasmo e l'altro … anzi, sfruttando proprio i miei "fuori giri" per "infierire" ancora di più!!
Beh, fintanto che hanno usato mezzi leali, me la sono cavata scopando e succhiando … quando sono passati alle armi chimiche (un vasetto di "lubrificante"), il primo siluro sparato contro il mio ingresso posteriore mi ha centrata e affondata, lui da solo, senza bisogno dell'aiuto degli altri due. Pur in stato confusionale, il mio cervello riusciva a collegare quella penetrazione con quella di ... vi ricordate a Riccione, il tipo di Milano ... e quel ricordo mi aiutava parecchio ad accettare quella nuova situazione.

Dopo quel rapporto anale non mi era rimasta né la forza né la volontà di difendermi, perciò ... mi hanno fatto quello che si fa a una "troia": cioè poche storie e cazzi a go-go da tutte le parti. Tanti orgasmi che non sono riuscita a frenare, tanto sesso anale da farmi quasi dimenticare tutto il resto e tanta vergogna per le sue imbarazzanti "conseguenze".
La mattina dopo mi sono risvegliata alle 11 con il bungalow diventato rovente sotto al sole, altrimenti sarei andata avanti chissà quanto. Una doccia interminabile, quasi per "lavare via" quella notte … e un controllo (con le dita) ai "danni" che mi erano sembrati irreparabili prima di addormentarmi (fortunatamente il mio sedere era solo indolenzito ma più o meno integro come prima …) … e poi di corsa a cercare Luca sul suo telefonino. Avrei voluto urlargli tutto quello che mi era successo, e stavo cercando di farlo quando lui mi ha detto:
-"scusa scusa, ti richiamo io, sono con un cliente"-
… e non mi ha più chiamato.
La notte successiva di nuovo in quel bungalow … più rilassati, solo Bob e Marco … solo una lunga preparazione con le dita e una lunghissima splendida doppia penetrazione (purtroppo "protetta"). La la desideravo "fatta bene" ... in modo vendicativo nei confronti di Luca.
Il resto della vacanza? Il maschio della mia amica si è trasferito nel nostro bungalow con lei, io ho portato la mia roba in quello di lui … ma le notti le ho passate tutte in quello degli animatori.

capitolo terzo
GIO

Tornata a casa, sono passati aluni mesi ...
Adesso questo segreto mi pesa: mi sono innamorata di un ragazzo meraviglioso! Lui non è per niente stupido e ha capito che sessualmente nascondo qualcosa che potrebbe "esplodergli" tra le mani … spero tanto che gli piaccia quello che piace anche a me, ma voglio che ci arrivi da solo e che sia lui a chiedermelo.
No, non pensate che lui non mi basti, non pensate che il sesso di coppia mi piace di meno … forse sono egoista e cerco solo di liberarmi dai miei sensi di colpa … però preferisco credere che un'esperienza così terribilmente eccitante sarebbe ancora più bella assieme a lui. Ci spero tanto.

Lui si chiama Gio e io non sono più quella ragazza un po' infantile che sognava il principe azzurro. Insomma, sono cresciuta.
Certo, non è stato tutto così semplice, non sono cambiata come per magia, dalla sera alla mattina e non avrebbe senso farne la cronistoria. In questo contesto interessa soprattutto la vicenda erotica, giusto? … posso raccontarvi i passaggi fondamentali.

Non vi dovrebbe esser difficile immaginare che i miei sensi di colpa erano parecchio "concentrati" sul sesso anale: la prima volta con Gio è stata un disastro. Ero tesissima nonostante aspettassi questa sua iniziativa come una possibile liberazione … ho sentito male , e più lui cercava di essere delicato, più io mi sentivo in colpa nei suoi confronti … e più diventavo "stretta". Come se la situazione non fosse abbastanza complicata, la mia tensione ha illuso Gio di esser stato il primo ad inaugurare il mio ingresso posteriore … accidenti a me.
Non sopportavo l'idea di mentirgli e di essere falsa nei suoi confronti come non sopportavo l'idea di ferirlo scaricandogli addosso tutta la verità, perciò ho raccolto il mio coraggio e mi sono imposta di "rischiare" il tutto per tutto pur di rendere "erotici" i miei sensi di colpa e trasformarli in "benzina" per il suo fuoco. L'occasione l'ho avuta una settimana più tardi, di sabato pomeriggio, sulle rive di un fiume, dove eravamo andati per goderci il primo sole caldo di primavera …
… insomma, mi sono spogliata completamente proprio perché era un angolo di fiume molto a rischio "estranei" e/o guardoni.

La mia spudorata imprudenza nel voltare la schiena proprio verso il sentiero che veniva dalla strada (e il mio disinteresse nei confronti dei rischi che potevano arrivare da quella parte) hanno subito messo Gio in agitazione … ed eccitazione. Senza mai guardare verso il sentiero, mi sono girata sulla schiena offrendo esplicitamente la bocca a lui e il mio "panorama tra le gambe" a chiunque fosse arrivato dalla strada.
Fortunatamente a Gio è andato subito il sangue alla testa, così mi è venuto quasi spontaneo il mio primo "capolavoro" (tutto di mia iniziativa): una confessione-pompino, un discorso tra me e il suo uccello eccitato allo spasimo
- mmm … scusa, scusami per l'altro giorno … mmm ……mmm … ero tesa, non è stata colpa tua … mmmm … mi piace sai … nel sedere mi piace un sacco … sono stata una stupida … è che mi sono vergognata … mmm … credevo che ti arrabbiassi …
Beh, dal sentiero non è arrivato nessuno … in compenso poi il rapporto anale c'è stato e di quelli "devastanti" . E' durato poco, perché questa volta era lui quello psicologicamente teso, ma ho capito (ho capito che lui aveva capito) … ho sentito per la prima volta che Gio mi aveva presa con quella così sconvolgente e particolare "rabbia" riservata alle "troie".
Non pensate che io sia cinica … in certi momenti il cervello fa quello che vuole lui, non quello che vorrebbe il buon senso … insomma, mentre Gio mi sodomizzava io non riuscivo a scacciare i "ricordi" … che il tipo di Milano era abbastanza più dotato e decisamente più "porcello" … mi faceva sentire molto più "umiliata" quando mi veniva dentro, … Bob, Marco e Giangy non avevano avuto particolari motivi di "rabbia" nei miei confronti e avevano sempre usato i profilattici … ma erano in tre e giocavano molto sul lato "spettacolare" …
Vorrei farvelo capire chiaramente: l'adrenalina che mi era esplosa nelle vene con quel rapporto era sì dovuta al fatto che finalmente Gio mi prendeva in quel modo … ma è fin troppo evidente che per me non sarebbe stato così terribilmente eccitante se non ci fossero stati gli altri prima di lui … e probabilmente anche lui non avrebbe provato una "rabbia" così sconvolgente se non si fosse reso conto che altri maschi mi avevano presa in quel modo prima di lui.

Voi non potete immaginare quante volte mi sono chiesta cosa vuol esattamente dire "troia" per voi maschi, cos'è che vi eccita tanto di una "troia".
Perché, se ho ben capito, una vera troia non deve essere né volgare, né insaziabile o tantomeno "ninfomane" … in parole povere una troia deve semplicemente "arrendersi", deve saper godere proprio di certe "angherie" erotiche … è così?
No, all'inizio non mi rendevo conto che ci fosse una stretta relazione tra la "colpa" di essere troia e la "punizione" riservata alle troie … adesso comincio a pensare che la "colpa" sarebbe ben poco eccitante se non ci fosse l'inevitabile "punizione".

Il gioco con Gio ha preso questa strada anche se le tappe sembrano quelle comunemente percorse da moltissime altre coppie: le foto hard, l'abbigliamento un po' troppo imbarazzante in pubblico, il coinvolgimento di estranei.
Per ora tutto si ferma alle avventure improvvisate in campo neutro (dove non rischiamo di incontrare conoscenti …). Lui ovviamente non sa che potrebbe saltare le tappe di avvicinamento … però neanche ci gira troppo attorno: adesso, per esempio, "devo" portare sempre con me diverse confezioni di profilattici anche se prendo la pillola … il messaggio è decisamente chiaro … prima o poi "dovrò" usarli con qualcuno questi palloncini!
Che vi devo dire … sinceramente mi sentirei parecchio imbarazzata dalla eventuale partecipazione di altre femmine, e capisco che questo è un mio limite, una mancanza di imparzialità nei confronti del mio uomo. Anche il "triangolo" fisso non riuscirei a reggerlo, non la voglio neanche immaginare una storia con un mio "amante" … no no no.
Il fatto è che non riesco neanche a desiderare la partecipazione di altri maschi né a considerarla eccitante … a meno che … a meno che Gio non mi ci dovesse "costringere".
Insomma, è soprattutto questo "particolare" che mi eccita, questa forma quasi di "punizione" … anche se poi gli strumenti della punizione dovrebbero necessariamente essere "altri maschi" e immagino che i rituali sarebbero "quelli" che già in parte conosco … cioè soprattutto sesso anale "abbinato" a tutto il resto.
Il dolore fisico? No, non c'entra per niente, anzi … diciamo che farei volentieri a meno anche di quello che provo quando il sesso anale è molto energico. Il mio "masochismo" è soprattutto mentale e molto ben circoscritto al gioco erotico … nel senso che, nella vita di tutti i giorni, non mi lascio certo sottomettere da nessuno, ve lo garantisco. Probabilmente mi piace sentirmi "costretta a godere", forse mi manca il coraggio di prendere l'iniziativa, forse ho bisogno di non sentire tutta la responsabilità selle mie spalle.

Hem, penso di comunicare soprattutto con persone intelligenti, quindi mi sembra perfino superfluo ricordare che non sto cercando proposte di incontri. E' già stato un bel regalo per me la possibilità di scrivere queste cose, chiarirle anche a me stessa … se poi dovessi scoprire di non essere la sola, o perlomeno di non essere una mosca bianca … sicuramente mi sentirei più tranquilla.


capitolo quarto

NAVIGAZIONE A VISTA
Non pensavo che la mia storia suscitasse tanto interesse.

Ringrazio tutti quelli che mi hanno invitata a corrispondere privatamente, ma credo che certi argomenti sarebbe un vero peccato relegarli nel privato … possono interessare a tante altre persone. Del resto Laurax ci permette di restare anonimi e, se continuerà gentilmente ad ospitarci, non sarà imbarazzante dialogare in questo spazio.

Ritorno alla mia vicenda.

Come immaginavo, questa estate ci sono stati parecchi sviluppi.
Il gioco tra Gio e me ha preso una strada diversa da come l'avevo immaginata e proprio per questo ne sono felice. Le mie esperienze passate mi pesavano parecchio e tendevo ad aspettarmi da lui qualcosa che riproducesse in copia quello che mi era capitato in Sardegna con quei tre ragazzi.
Beh, me ne sono resa conto: se lo spingessi ad emulare quella mia esperienza, probabilmente lo condannerei a doversi accontentare di un deludente surrogato. Innanzitutto perché quella era la mia prima volta, poi perché quei tre hanno avuto parecchi altri vantaggi: erano già affiatati tra di loro, l'atmosfera era quella trasgressiva di un villaggio vacanze, non ero la moglie di nessuno dei tre … anzi, per loro ero solo una fighetta qualsiasi, in piena "crisi" di identità sessuale.
Se fossi stata anche solo da qualche mese la ragazza di uno dei tre, sicuramente non si sarebbero presi tutte le "libertà" che si sono presi … e anch'io non avrei potuto dire di no senza esser presa sul serio (intendo dire che, per l'uomo con cui ho un rapporto di rispetto e fiducia, il no è veramente un no, per dei maschi ingrifati che sentono di aver "incastrato" la loro preda, i miei "no" facevano parte del gioco … entravano da un'orecchia ed uscivano dall'altra, oppure li attizzavano ancora di più).

Insomma, da questa primavera il nostro percorso non è più soltanto una "navigazione a vista" … Gio ha cominciato a stabilire delle regole ben precise e a pretendere la mia ubbidienza. Questo gli evita di dover tornare sempre sugli stessi punti e soprattutto "aggira" l'ostacolo del rispetto e della fiducia che c'è tra di noi. "Ubbidirgli" è un gioco che non intacca la nostra vita quotidiana. Lui mi dice quando devo farmi trovare pronta, e quello è l'appuntamento con le regole.
Il mio abbigliamento "hard" per esempio, lo tiene nel baule della sua auto: quando lui parcheggia, dovunque ci troviamo, io devo scendere, spogliarmi completamente, indossare quello che trovo nel baule e rientrare dopo aver riposto l'abbigliamento "normale".
Altra regola: mi è proibito fare la pipì in un qualsiasi bagno. Quando sono eccitata mi scappa spessissimo … la devo fare all'aperto e in un luogo non appartato (che sceglie lui). La prima lezione pratica è stata a Terni, un sabato notte: in pieno centro storico, c'era un muretto e, tra quello e la strada, un giardinetto: mi ha fatto salire sul muretto e ... tenere le gambe aperte. Insomma, se qualcuno mi avesse vista, doveva capire che era autorizzato a guardare ...
Dei profilattici vi ho già detto nella puntata n. 3: li devo portare nella borsetta. Non vi ho detto invece che ho dovuto andare io in una farmacia (che imbarazzo!) a fare la "spesa": tre confezioni "alla fragola", tre "ritardanti" e tre "supersafe" (quelli che si usano per il sesso anale), più l'idratante vaginale (lo sanno tutti: anche quello serve per il sesso anale). Accipicchia, ma quanto costano i profilattici … ho speso una follia!

Le prime volte è stato molto eccitante rispettare tutte quelle regole (soprattutto col "rischio" di dover usare i profilattici) … anche se poi non è successo niente … a parte quelli che mi hanno beccata a fare la pipì o mentre mi cambiavo.
Gio mi ha detto chiaramente che queste prove servivano per farmi acquistare certi "automatismi" … ma credo che anche a lui avesse bisogno di verifiche tecniche per lui.

La prima vera avventura è stata parecchio cruda, perfino squallida … e mai avrei pensato che mi sconvolgesse tanto (credo che sia stata proprio questa cercata volgarità a mettermi tanta adrenalina nel sangue).
Mi ha portato in uno di quei parcheggi dove "teoricamente" si danno appuntamento le coppie scambiste. Beh, in realtà l'unica coppia eravamo noi e, come ci siamo fermati con le luci di posizione accese, così è cominciato un certo traffico di auto guidate da uomini soli (anche perché il parcheggio è adiacente ad una strada dove "lavorano" le straniere).
Brr … è sempre difficile per me distinguere tra eccitazione e paura, perché non è che una scaccia l'altra … da me succede che si sommano, accidenti!
Non è stato Gio a scegliere, ha semplicemente detto di sì al primo che si è fatto avanti … chiaramente il più deciso tra tutti quelli che avevano gironzolato attorno alla nostra auto, rallentando e sbirciando. E' sceso anche lui, li ho visti parlottare per qualche secondo mentre il cuore mi andava a mille, si sono avvicinati al mio sportello, Gio lo ha aperto, mi ha fatto scendere di fronte al tizio, si è messo dietro di me, e sollevandomi l'orlo del miniabito fino alla cintura, gli ha chiesto senza preamboli:

- ti piace? - (accidenti, glie l'ha chiesto a lui, non a me! vi rendete conto?)
L'uomo ha farfugliato qualcosa che assomigliava a un - " … azzo, certo che sì!" -
… e lì, seduta astante, Gio mi ha fatto accucciare davanti a quello, mi ha sfilato l'abitino e la borsetta da sopra la testa e mi ha consegnato uno dei profilattici alla fragola!

… vabbè, mi tremavano le mani: il primo l'ho sprecato … il secondo il tipo se l'è messo da solo, e ho cominciato a fargli il lavoretto. Non l'ho neanche visto bene in faccia, so che aveva i baffetti neri, era robusto con una discreta pancia. Quando mi sono resa conto che nel frattempo si era fermata un'altra macchina, ero così spaventata (eccitata?) che non mi sono voltata neppure un attimo a controllare.
E' stato il tipo a fermarmi, perché col preservativo e tutta quella confusione in testa, non mi ero resa conto che stava venendo.
Mi sono alzata barcollando sui miei tacchi a spillo, mi sono guardata intorno per capire se l'altra macchina me l'ero sognata … e invece no, era là a pochi metri, con un tizio affacciato al finestrino che applaudiva me, tutta nuda che avevo appena fatto un pubblico pompino in un parcheggio "malfamato"!
- quanto vuoi, bella? - mi ha chiesto.

- è una troia, non una puttana - gli ha risposto secco il mio uomo … siamo risaliti in macchina e ce ne siamo andati.
… poi abbiamo fatto i fuochi d'artificio io e lui, e vi assicuro che non ne sono rimasta delusa.Lo sentivo che si era trattato solo di una tappa di avvicinamento ...


capitolo quinto
DUBBI e PAURE

Il mio appuntamento con gli amici di LauraX sta diventando quasi un "blog": mi aiuta parecchio a ragionare … senza contare che l'interesse dei lettori mi incoraggia a moltissimo.
Grazie a tutti.

Le vacanze sono state molto belle (nonostante un po' di brutto tempo): 10 romanticissimi giorni io e lui, senza nessun pensiero. Così le mie paure si sono ridimensionate … già, perché avevo il terrore che tuffandomi anima e corpo in questa follia erotica avrei perso la dolcezza del "fare all'amore".
E invece no, fortunatamente no … anzi, ho notato che anche lui, nella nostra intimità, non sente più l'assillo della superprestazione. In parole povere, la trasgressione ha trovato una sua dimensione concreta fuori dall'intimità del nostro lettone, restituendo così spazio e serenità alla dolcezza del fare all'amore.

Beh, beh … non è che sia diventato tutto improvvisamente semplice! Da parte mia comincio finalmente ad accettare che la mia sessualità (quella esplosiva, per intenderci) richieda un cocktail di tensione, paura, imbarazzo … perfino vergogna e umiliazione. Da parte sua … ve lo devo raccontare: mi ha fatto una sconvolgente dichiarazione di gelosia! Mi ha detto che non accetterà mai di avermi "da una certa data in poi". Ha detto che mi ama a come sono adesso, come sarò in futuro … e come sono stata in passato. Mi ha giurato che non accetterà mai né di occupare un posto in coda alla lista dei miei partner sessuali né di ottenere meno di quanto hanno ottenuto loro. Se questo vuol dire che dovrò concedergli più di quanto ho concesso agli altri …ops, sarà un bel problema!!.
Panico … figuratevi come posso essermi sentita dopo queste sue parole.
Rimuginandoci sopra però non posso dargli torto: in fin dei conti la mia sessualità è la somma delle mie precedenti esperienze (credo che sia così per tutti gli esseri umani) e lui non accetta di sentirsi escluso dal mio passato. Me l'ha detto chiaro e tondo:
- ho bisogno di sapere tutto sui tuoi trascorsi sessuali per poterli inglobare (ha usato proprio questo temine) nel nostro rapporto … altrimenti io non potrò mai sopportare il piacere che hai provato con gli altri maschi.
Ancora panico anzi, di più!

Quando ci siamo conosciuti mi ero illusa di poter fare punto e a capo, però certe cose mi sono rimaste dentro e tornavano a galla anche se cercavo di dimenticarle. Non ci posso fare niente: il sesso l'ho scoperto prima come trasgressione e poi come amore (credo che sia stato così per moltissime altre ragazze). Adesso per amore potrei benissimo rinunciare al piacere delle avventure trasgressive, ma non potrò mai convincere me stessa che il sesso secondo le regole coniugali sia altrettanto eccitante.
Lui poi non è certo uno stupido e molte cose le aveva già intuite anche senza che glie le raccontassi io, tanto che adesso le sue domande hanno quasi sempre una risposta implicita … io non posso far altro che confermare.
Insomma, ho dovuto ammettere che avevo già fatto sesso anale con altri ragazzi ma non ho trovato il coraggio di raccontargli "come", cioè quello che mi era successo quella estate in Sardegna.

All'inizio gli ho confidato solo l'altra storia estiva sulla riviera adriatica con il tipo di Milano. Poi, visto che gli avevo già accennato a proposito dei suoi due amici … ho cominciato a prendere in prestito qualche dettaglio dalla "famosa" vacanza in Sardegna (lui non sa niente di quella, ma i miei "fantasmi" stanno proprio là) e ad inserirli nella vicenda romagnola.
Ovviamente, improvvisando lì per lì, mi sono contraddetta diverse volte, e questo lo ha insospettito ulteriormente, spingendolo ad essere sempre più implacabile ed esigente nelle sue domande. Adesso sa che il tipo di Milano era attrezzato abbastanza sopra la media e che nonostante questo particolare ( … o proprio per questo?) il sesso anale con lui mi era piaciuto parecchio … forse grazie ai suoi "bis" inevitabilmente più prolungati e più scorrevoli del primo round … e di conseguenza meno dolorosi.
Quando mi sono accorta che le mie confessioni non causavano disastri ma, al contrario, creavano una profonda complicità tra di noi, ho trovato il coraggio di inventare che quel ragazzo di Milano a un certo punto se n'era dovuto tornare a casa e ... che io avevo continuato a frequentare i suoi amici (lasciandogli così intendere che c'era dell'altro).
Mi sono sentita un verme nel mentirgli proprio al gioco della verità , ma per me l'unico modo per continuare questo percorso è che sia lui a pretenderlo … lui che intuisce e mi incastra con le sue domande terribilmente imbarazzanti. Dopotutto uso delle bugie formali per potergli raccontare delle verità sostanziali …
Adesso sono molto agitata perché ancora non so se tanta complicità lo sta facendo soffrire oppure se piace anche a lui … da come mi prende dopo le mie "confessioni" direi che non è soltanto "incazzatura" … (non mi dispiacerebbe sentire opinioni maschili in proposito).
E' chiaro … sono anche parecchio eccitata dalla piega che stanno prendendo le cose. Ho letto la sezione annunci … brrr, certe cose succedono, eccome!

Visto che lui finora non ha sbagliato una sola mossa, credo proprio che prima o poi dovrò dirgli tutta la verità. Se 2+2 fa ancora 4, questo vuol dire … cosa vuol dire, accidenti?!
… gang-bang? … così, sotto ai sui occhi? … e si accontenterà di pareggiare i conti? … humm … non credo! Il cuore già mi batte a 1000 … perché un conto è stato trovarmi sola e indifesa a 1.000 kilometri da casa … arrendermi potendo dare la colpa all'alcool, ai maschi, alla delusione sentimentale … e tutto con la sicurezza che una vacanza finisce e poi si volta pagina e ricomincia la vita da brava ragazza.
Ma … "tutto organizzato" e accompagnata da uno come Gio (che incute rispetto) … come sarà? Metti che quelli resteranno indecisi, troppo rispettosi, troppo educati … io che scusa avrò per arrendermi? Invece, se mi ci costringeranno un po', come se lui non ci fosse, io sicuramente mi accendo. E se prorio Gio si sente in dovere di "difendermi" ??? … caso cosa cavolo faccio?
Seghe mentali. La testa mi bolle … devo fidarmi di lui, devo convincermi che lui riuscirà ad entrare nella parte di "uno di loro", così io potrò sentirmi indifesa … oltretutto, una donna che prende l'iniziativa viene considerata volgare, mentre quella che si arrende no … è solo "vittima" della disparità di forze e delle debolezze della carne.
E i rituali di dominazione? Molto sinceramente, se sono fini a se stessi, non mi eccitano per niente. Non mi eccita nessun tipo di "strumento" da sexy-shop … e non è solo una sfumatura: il lato cerebrale del gioco deve semplicemente "costringermi" ad accettare quello più animale … soprattutto se "estremo". Il piacere della vergogna e dell'umiliazione … quello penso sia solo un effetto collaterale dovuto all'educazione ricevuta, alla "morale" dei benpensanti (che tutto sommato mi condiziona anche se non ci credo).

Ok, ok la smetto di annoiarvi con i miei deliri. Mi rifarò viva quando ci saranno sviluppi concreti da raccontare (presto, credo).

capitolo sesto
GLI HO DETTO TUTTO

Gli ho dovuto dire tutto, c'era da aspettarselo.
Gio ha una memoria di ferro, come se avesse registrato ogni mia sillaba, come se avesse filmato ogni mia espressione del viso, come se avesse passato la mia voce alla macchina della verità. Ha analizzato tutto e … qualche sabato fa, dopo cena, mi ha snocciolato tutto l'elenco delle cose che non quadravano nella mia versione dei fatti.
Insomma, ha capito che mi era successo qualcosa di moooolto più importante di come glie la raccontavo. Non mi è restato altro che ammettere "quando" e "dove" … mi riferisco a quella mia storia in Sardegna.
A questo punto lui ha cambiato completamente tattica, forse rendendosi conto che per me era troppo difficile raccontargli tutta laverità a voce, faccia a faccia, occhi negli occh. Restare nel vago non sarebbe servito né a me né a lui.
Per quasi due ore è rimasto chiuso nel suo studio, poi ho sentito ronzare la stampante e subito dopo è uscito per consegnarmi alcuni fogli puntati con la cucitrice. Quando ho letto le prime righe ho avuto un tuffo al cuore … era una specie di quiz. Ad ogni domanda c'erano due o più risposte: io dovevo segnare quella giusta … cioè la verità.
La prima domanda era:

- hai avuto rapporti multipli? Sì No

…. Cavolo, ero con le spalle al muro. Anch'io mi sono chiusa in camera da letto, a mordere la penna, tutta rossa in faccia.
Mi rendevo conto … una volta messa la crocetta sul quel sì, non avrei più avuto nessuna possibilità di restare sul vago o di fornirgli una versione addolcita dei fatti … e neppure mi sarebbe rimasta la speranza di dimenticare col tempo.
Al diavolo i dubbi, al diavolo i tentennamenti … "Sì" sì amore, accidenti sì!
Ho risposto a tutte le domande, con le guance sempre più infuocate, la mano destra che segnava tremante le caselle, incapace di mentire … la sinistra attratta dalle umide smanie tra le mie gambe: … in quanti erano … chi erano … dove è successo … quante volte … usavano profilattici … li eccitavo con la bocca … erano violenti … quanto dotati … quanto resistenti … cosa dicevano … cosa dicevo … li volevo … non volevo … godevo … quanto godevo, quando, perché … accidenti a te, avrei dovuto stracciare quei fogli in mille pezzi. Accidenti a me invece, godevo! … avrei dovuto sentirmi infuriata … e invece no, ho scarabocchiato le mie crocette, ognuna delle quali alzava il prezzo da pagare.
Ero nella sue mani, totalmente … finalmente nelle sue mani.

Non avevo mai tradotto quella dannata storia in cifre, non l'avevo mai messa nero su bianco, ordinatamente, inesorabilmente. Accipicchia! Non mi ero resa conto di quanto avevo "minimizzato", di quanto avevo mentito a me stessa, … eppure era lì, tutto scritto come scritto da un'altra persona. Le mie inquietudini, i miei confusi sensi di colpa avevano improvvisamente preso un ordine preciso, dai contorni netti, impietosi. Non posso ancora crederci ... mi sono sentita sollevata, liberata.
Ho capito perché "confessare" è tanto liberatorio: i conti cominciano a quadrare, si accetta "la colpa" e si aspetta "la punizione" …
… e adesso è tutto nella tue mani, amore, fammi quello che vuoi, fammi fare quello che vuoi, farò quello che vuoi.

Giò ha ritirato la mia prova di esame e se l'è studiata. L'ha passata ai raggi X per due notti (chissà se si è masturbato anche lui ?). Era teso, molto buio in faccia e praticamente non mi ha rivolto parola fino al sabato successivo. Ha dormito poche ore, sfinito … io no, io sfinita come lui, io lo guardavo. Ho cercato la sua mano e lui non mi ha respinta … che tempesta deve esser passata nel suo cervello … amore mio siamo pazzi, pazzi l'una dell'altro.

Il sabato mattina sembrava rinato, sbarbato fresco fresco, con quella espressione da schiaffi che mi fa letteralmente impazzire. Il frigo vuoto, io ansiosa di espiare le mie colpe:
- "vado al supermarket, come mi vesto?"
- "da troia, naturalmente!" … me lo sentivo … ci capiamo: è arrivato il momento di "ufficializzare" la mia sottomissione.
Tacchi a spillo, minigonna nera a vita bassa, cintura luccicante, giacchino corto in maglia di cotone nero, microtanga, niente reggiseno. Mi presento per l'approvazione: il tanga non passa … lo tolgo (del resto me l'ero messo per pura formalità). Lui lo ritira e mi passa un profilattico "srotolato": dentro ci sono alcune banconote, il palloncino sgonfio è stato annodato.
- "ni…niente bancomat?" gli chiedo
- "no, e niente borsetta. I soldi te li infili nella figa!"
Alla faccia della delicatezza! Mi accompagna al super, controlla che entri senza barare.
Faccio la spesa. Così conciata mi sento tutti gli occhi addosso … mi becco pure una strusciata sul sedere. Sì, ma come faccio a "sfilarmi" le banconote? Il carrello è pieno, mi faccio coraggio: banco surgelati (il meno intasato), chiappe praticamente nel freezer e carrello davanti, divarico un po' le gambe e … flip! Ho finalmente in pugno il profilattico, è caldo, bagnatissimo, scivoloso. Lo butto nel sacco del pane, "slaccio" il nodo e vado alle casse in preda a quella esaltazione di chi ha appena superato una prova difficile. Provo lo stesso senso di sicurezza che da ragazza avevo sentito dopo un rapporto orale con un uomo, non maturo ma comunque ... sposato.

Vi sembrerà un episodio di poco conto, ma per me è il primo che si e svolto dentro i confini del mio quotidiano: non a caso il supermercato era quello abituale, a poche centinaia di metri dall'edificio in cui lavoro. Non a caso, al ritorno, Gio si è fermato per un caffè al bar dove faccio colazione tutte le mattine. I baristi non hanno saputo nascondere sorpresa nel vedermi in versione "zoccola" ... comunque, dopo un attimo di sbandamento, mi sembravano entusiasti del mio look..
Adesso mi sento più leggera, prima tenere nascosto il mio lato oscuro mi pesava come un macigno. Non ho più paura della eccitazione che provo nell'avere paura ... sembra uno scioglilingua.
Beh, ovviamente la "prova" del supermercato non era fine a se stessa: doveva "prepararmi" ad una fase successiva …
Non so che canale ha usato, ma gli è bastata una settimana per organizzare tutto.

Se da singola quella mia avventura non programmata (quella in Sardegna) mi aveva "sconvolta" proprio perché imprevista … in coppia, adesso questa avventura "programmata" mi sconvolge proprio per l'attesa carica di agitazione. Innanzitutto Gio non mi ha voluto dire né "chi" né … "quanti", nè se erano dei ragazzi oppure degli uomini. D'altra parte io non potevo certo aspettarmi né che si trattasse di un singolo, né di avere qualche possibilità di rifiuto.

No, tranquilli, non voglio dire che non fossi libera … pensavo che non sarebbe stato giusto dirgli di no e che comunque non gli avrei mai detto di no per nessun motivo al mondo. Il mio debito lo volevo pagare … lo desideravo, lo temevo e ne ero eccitata.
Insomma: l'esito dell'incontro non era in discussione … qualcuno mi avrebbe fatto "la festa" e temevo che sarebbe stato umiliante, punto e basta.

Alle 21 ero pronta, senza bisogno di ordini nè di istruzioni: abbigliamento "adatto" e alimentazione specifica (cercate di capire …) per praticare il sesso anale senza controindicazioni.
L'appuntamento era in campo neutro, cioè lontano da casa nostra e da casa loro. "Loro" erano in tre, il che mi rendeva del tutto impossibile un eventuale ripensamento dell'ultimo minuto.
Alle presentazioni strette di mano e battutine "semiprofessionali": non erano certo uomini con cui sarei uscita in condizioni normali. Non riuscivo assolutamente ad entrare nella parte di quella che si fa tre maschi come bere un bicchier d'acqua ... ero imbarazzatissima.
Fortunatamente le formalità sono state brevi, poi tutti nella loro macchina: il mio lui di fianco al guidatore, io dietro in mezzo agli altri due. Il "breefing" di Gio ha portato immediatamente la temperatura in zona rossa:
- "il rispetto sostanziale c'è già stato, grazie. Quello formale non importa". - Gio ostenta decisione ma io lo sento che anche lui è teso la sua parte - "d'ora in poi le regole del gioco sono: preservativo per qualsiasi tipo di rapporto e carta bianca per tutti. Io sono il play-maker, il centravanti, il guardialinee e soprattutto l'arbitro … e se non alzo il cartellino giallo o rosso, vale la regola del vantaggio.
Buon divertimento"
Anticipando il fischio d'inizio partita, Gio prende in contropiede tutti, non solo me … soprattutto per quella frase "che non importava il rispetto formale". I tre tizi sembrano già esperti, probabilmente abituati a garantire soprattutto la parte "atletica" del gioco … forse mi vedono un po' troppo fragile per un trattamento "da troia". Sui sedili della macchina, non sanno da dove cominciare: anche loro cedono ad una eccitazione molto più "oscura" di quella che probabilmente mettevano di solito in campo … si vede dagli sguardi che si scambiano …
Arrivati a destinazione (una piccola vecchia casa colonica), la tensione era salita alle stelle e un mio cenno di ripensamento dell'ultimo minuto ottiene il risultato opposto: accende le polveri. Giuro, non l'ho fatto apposta … mi ha preso davvero quell'attimo di panico e, nel ruolo di vittima predestinata, mi sono sentita cadere come nel vuoto ... troppo eccitata per non aver paura di me stessa.

Qualcuno forse ci resterà deluso, ma non voglio farvi esattamente la telecronaca dell'incontro… spero comunque di comunicare le sensazioni, quelle mie e forse anche quelle degli altri protagonisti.

Mi sa che comunque i maschi in gruppo si lasciano prendere anche loro da quei rituali che ricordano molto lo stupro di gruppo. Lo so, quello vero è un crimine odioso, terribile … ma quello ritualizzato (dai maschi) e desiderato (dalla femmina), per me è qualcosa di sconvolgente, travolgente. Non mi stancherò mai di ripeterlo: tra rituale e stupro passa la stessa differenza che c'è tra una partita di rugby e un pestaggio ai danni di un poveraccio. Era da chiarire ...

Insomma, spogliata e buttata su quel materasso senza lenzuolo, l'inizio è stato parecchio realistico: Gio mi ha tenuto le braccia sopra la testa, due di loro mi hanno aperto le gambe e mi hanno frugato con le dita … fino a strapparmi gemiti di piacere. Il terzo si è spogliato, ha armeggiato col preservativo e si è steso sopra di me, la sinistra a palparmi il seno, la destra a tenermi il mento, la sua lingua nella mia bocca e il suo cazzo a caccia dei miei orgasmi. Quando sono venuta, Gio mi ha lasciato liberi i polsi ... gli altri due avevano già permesso alle mie gambe di allacciare le reni del mio "violentatore".
Io? Beh, istintivamente ho desiderato che mi venisse dentro e ho odiato il preservativo per quello che mi stava negando.
Non mi aspettavo una scopata tanto infuocata, così appagante … sono rimasta lì, senza forze, lasciando che le loro dita mi preparassero all'assalto più temuto. La mia bocca ha cercato il sesso di Gio e l'ha trovato durissimo … così riuscivo a non vedere le operazioni necessarie al sesso anale "protetto" (ai maschi piace molto il lato spettacolare, ma per me è troppo imbarazzante).


Ho capito ben presto che il secondo era perfino più dotato del primo e che sarebbe stata un'impresa difficile anche collaborando al massimo. Così, faccia a faccia, con la schiena sul materasso e le ginocchia sul petto … non ce l'ho fatta proprio! Ho chiesto almeno di potermi mettere nella posizione più adatta, ginocchia, gomiti e fronte sul materasso.
Ovviamente già lo sapevo che il sesso anale con più maschi è completamente diverso da quello di coppia: con un solo maschio infatti il tormento finisce sul più bello, quando finisce anche il rapportonel senso che una comincia a rilassarsi verso la fine ... e dopo lui si riposa. Con più maschi, beh, è ovvio, il tormento finisce un po' prima perché l'eccitazione alle stelle rilassa i muscoli più in fretta … ma la vera differenza è che poi si aggiungono altri rapporti dopo il primo … più scorrevoli, perciò meno dolorosi e di conseguenza molto-moooolto più piacevoli. Fisicamente, non si richiude subilo lo spazio che il primo maschio ha aperto … e anche se gli altri sono molto ben dotati, questo spazio si adatta in tutti i sensi ... ampiezza e profondità (purchè ci sappiano fare).

Le sensazioni della penetrazione? Almeno per me, sono molto diverse: nei rapporti vaginali il sesso maschile entra "al suo posto", si fonde nella mia carne, sento che va quasi a "completare" il mio corpo ….nei rapporti anali invece l'ingresso è un'intrusione, un'invasione che pretende una resa incondizionata, e da questa resa partono le reazioni più sconvolgenti, a catena, fisiche, cerebrali, inevitabili e allo stesso tempo morbose, colpevoli.
Quando scopo, ho bisogno che il partner regoli il suo ritmo col mio, che la sua pelle aderisca alla mia, che le sue mani e la sua bocca mi cerchino … e che i suoi occhi mi guardino lucidi di desiderio. Quando vengo sodomizzata mi eccita l'energia, ho bisogno di mani che mi trattengano i fianchi, di affondi che mi tolgono il fiato, di ritmi che mi facciano implorare una tregua … e che la fine sia come deve essere, umiliante come desidero che lo sia l'eiaculazione dentro e tutto quello che succede quando il maschio estrae la sua spada (e che il profilattici purtroppo smorza).
Bene, adesso avete un'idea di come è andata.
Nonostante il mio cervello fosse in orbita, il ricordo delle mie prime esperienze senza Gio è stato una indesiderata presenza di sottofondo, un rumore di fondo fastidioso … ho avuto paura che per lui fosse l'unico motivo per cui se ne stava lì a vedere quello che mi facevano.
Ovvio, una certa "cattiveria" da parte sua me l'aspettavo e ammetto che un suo perdono mi avrebbe perfino delusa, magari delusa non sentimentalmente ma … sessualmente sì. Mettiamo i puntini sulle i: non è facile stabilire un confine tra piacere fisico e piacere mentale ... diciamo fisicamente quei tre hanno fatto un ottimo lavoro ...
Insomma, come donna mi fa piacere che il mio uomo sia sessualmente molto "incazzato" con me e che sia questa la sua punizione: è un fatto irrazionale, non posso farci niente.
Se fossi ancora singola o se non mi fossi innamorata di uno come lui, sicuramente la mia prima esperienza "multipla" sarebbe stata anche l'ultima (credo che sia stato così anche per altre ragazze … o no?).
Ma lui fortunatamente c'è e sa tutto.
Mi ha fatto scoprire di desiderare anche il sesso con altri maschi perché attraverso quello io sento tutto il suo amore, la sua gelosia, l'energia incontenibile dei suoi sentimenti.
Le umiliazioni che desidero, che mi eccitano (e che spero continuino anche in futuro) mi danno la prova di non farlo solo per me.
Se si potesse, cambierei una sola cosa … abolirei quei dannati preservativi! Lo sperma è qualcosa che vorrei sentire dentro di me: se "sul momento" mi fa sentire umiliata, "dopo", quando gli uomini diventano agnellini, mi farebbe sentire orgogliosa … ammirata, invidiata … ma su questo solo le donne possono capirmi.

 

capitolo settimo

ME L'ASPETTAVO

Dal momento che all'epoca dei fatti ero "single", avevo considerato la mia esperienza multipla come un plausibile incidente di percorso.
Poi era successo di nuovo in coppia con il mio lui … e questo l'avevo voluto considerare come qualcosa che gli dovevo, un prezzo che pagavo per estinguere il mio debito. Insomma, ho avuto una gran paura che la sessualità "estrema" fosse incompatibile con la sessualità "normale" (n.d.r - con l'infinita dolcezza del fare all'amore), incompatibile con una vita "normale" e perfino con una … mente "normale". Poi ho cominciato a rendermi conto che le mie paure erano infondate … o forse erano anche fondate ma fortunatamente avevo un compagno meraviglioso.
Alla fine mi sono arresa. Arresa all'idea che il mio incidente di percorso è stato solo apparentemente un incidente … in realtà era un percorso, o meglio, è stato l'inizio di un viaggio nella direzione di una sessualità sconvolgente, fisicamente piuttosto brutale ma anche tanto profondamente cerebrale e totalmente condivisa col mio uomo.
Insomma, lo ammetto, sono morbosamente attratta dalle situazioni al centro di più maschi … con l'inquietante "piccolo particolare" che la mia eccitazione è in qualche modo proporzionale al numero dei maschi e/o alle dimensioni della loro dotazione (rendo l'idea?).
Non voglio usare il termine gangbang solo perché se ne ricava un'idea abbastanza distorta (almeno per quanto mi riguarda).
Comunque non è il caso di sottilizzare sul termine: detta come va detta, faccio sesso con maschi in gruppo.

All'inizio neanche lui sapeva se e come si sarebbe sviluppata la cosa. Mi ripeto: anche per Gio il farmi "sbattere" da altri maschi è stata soprattutto una reazione al mio incidente di percorso, e pure lui non sapeva se la storia si sarebbe chiusa una volta pareggiati i conti. Ora però i conti sono più che pareggiati ma né lui né io siamo convinti di doverci fermare… anzi, conosciamo i nostri desideri così bene da poterli "organizzare" seguendo proprio quelle fantasie che al primo impatto avevano investito il nostro rapporto con la forza di un tornado.

Uffa, sto facendo un cappello infinito per dirvi che in questi mesi ho incontrato sia qualche singolo che qualche gruppetto maschile già formato. Un eccitante tour de force … e attorno a me si è formata una piccola cerchia di amici. Il programma prevede una "festa" a metà settembre … sarà il mio primato personale in fatto di numero di partecipanti (brrr, che pazzia). Cosa posso dirvi … le sensazioni sconvolgenti della prima volta non si possono ripetere all'infinito, ma fortunatamente Gio ha un sorprendente talento nel trovare tutte le stanze più oscure del mio mondo "inconfessabile".
Mi ha sorpresa con l'ambiguità del nostro primo annuncio. Con la frase - lei disponibile al primo incontro - ha fatto sì che molti si aspettassero una "semiprofessionista" … e "l'effetto puttana" mi ha inaspettatamente proiettata su un orbita di follia.
Gli appuntamenti "conoscitivi" non hanno avuto sviluppi in privato … tutto si è svolto sul posto, in macchina e dintorni … la qual cosa Gio me l'aveva presentata come un accorgimento per evitare giochi troppo impegnativi … in realtà aveva in mente procedure molto sbrigative, crude per non dire proprio "deliziosamente crudeli" nei miei confronti … della serie:

- salve, voi siete Tizio e Caio?
- Sì piacere, io sono tizio e io sono caio
- lei è Maya … allora? Cosa ne dite, vi piace?
- Cipicchia, complimenti, sei sexy …
- volete provarla? Subito, qui adesso, prendere o lasciare.

C'è stato chi non ha capito subito il gioco e ha chiesto quanto costavo, gli altri hanno cercato di capire con un certo imbarazzo … ma poi tutti hanno deciso per il giro di prova. Io? Ormai lo sapete, più la situazione è imbarazzante (più mi spaventa) e più mi eccita.
Gli incontri sono stati cinque, uno con un terzetto e gli altri con singoli in coppia.
I giorni che hanno preceduto questa serie di appuntamenti li ho vissuti in uno stato di agitazione molto erotica. Anche se fisicamente doveva essere qualcosa di leggero, temevo che risultasse squallido e deludente … invece (pazzesco!) al dunque ancora una volta è stata proprio la componente squallida a riempirmi il sangue di adrenalina!!

Quelli che ci sono andati giù pari-pari sono stati i tizi del terzetto. Forse proprio perché in tre, non hanno neanche provato a entrare in macchina tutti assieme. Uomini sulla quarantina, uno anche piuttosto sovrappeso, hanno fatto i loro comodi uno alla volta e mi hanno strappato orgasmi a raffica, senza giustificazioni razionalmente "accettabili". … già, perché le uniche ragioni stavano nel fatto che per me quei tre erano emeriti sconosciuti, ce l'avevano grosso, sudavano come fontane, mi soffiavano sul collo e soprattutto non si preoccupavano minimamente del mio piacere … e io, accidenti a me, chiavata come una puttana godevo lostesso. Insomma, mi sono sentita umiliata dai miei stessi orgasmi.

Gli altri tre appuntamenti non sarebbero andati poi tanto bene se Gio non avesse capito le mie difficoltà: a me infatti non va di essere troppo attiva, mi sento troppo volgare … per lasciarmi andare ho bisogno che siano i maschi a fare "le porcherie". In macchina invece manca lo spazio, dovrei collaborare. Da un lato la cosa mi ha eccita, perché vorrei tanto trovare il coraggio di mostrare esplicitamente a Gio (seduto in posizione strategica al posto di guida) le penetrazioni e il mio armeggiare per guidarle dentro di me. D'altro lato ormai mi conosco: è proprio il sentirmici "costretta" che fa crollare le mie inibizioni … è stato sempre così anche quando ero molto giovane e ancora vergine (vedi i pompini fatti in diverse occasioni dopo la discoteca … solo perché un maschio mi aveva offerto un paio di consumazioni e poi avevo accettato che mi accompagnasse a casa in macchina …) .
Gio ha trovato una soluzione drastica e coraggiosa: la "doppia" (protetta) in macchina.
Ok, lo sapete, non è proprio una novità per me … ma in macchina, ve lo assicuro, è tutto più esasperato, più estremo … senza la possibilità di arrivarci gradualmente. Un'ora tutta nuda per questo tipo di "prova": il miracolo l'ha fatto il lato "umiliante" dell'orologio che segnava il tempo a disposizione.
Non ho avuto via di scampo: è stato tutto terribilmente "spettacolare" (il vocabolo giusto sarebbe "osceno"), dalla preparazione alla penetrazione … fino alle inevitabili conseguenze del rapporto anale con un partner ben dotato.

Me ne rendo conto: descrivere queste cose rischia di risultare di pessimo gusto … sappiate soltanto che questi appuntamenti si sono volutamente svolti nel giro di una sola settimana … e due di questi nella stessa serata del sabato (alle 22 e alle 24). A parte il terzetto che ha richiesto più di un'ora, gli altri incontri si sono conclusi abbastanza velocemente … o meglio, la "doppia" vera e propria è durata pochi minuti.
Una delle cose più sconvolgenti è stata che, dopo ogni incontro, ho desiderato spasmodicamente che Gio mi prendesse … ho avuto disperatamente bisogno del suo corpo, del suo abbraccio, dei suoi baci appassionati. E' stato irremovibile: ho dovuto aspettare l'ultimo della serie.
Del resto, se avessimo fatto l'amore dopo il primo incontro, probabilmente non avremmo avuto la carica psicologica per gli altri 4.

Prossima tappa: la so già, è la gangbang vera e propria. Siamo in fase di trattativa: Gio punta sull'alto numero di partecipanti … io cerco di restare nel ragionevole … (a livello di fantasia mi piacerebbe senza profilattici, ma so che non si può)
Mi secca creare un collegamento tra il nick Maya e quello usato nel nostro annuncio … ma è evidente che di me esistono anche foto. Perché questa paura? Beh, perché in quel caso mi sentirei troppo fragile, troppo vulnerabile. Chi conosce bene il mio corpo è meglio che non conosca troppo la mia anima … cercate di capire, anche le troie ne hanno una.

Spero di non avervi annoiato.

 

capitolo ottavo

MANTENGO LA PAROLA

Mantengo la parola: eccomi all’appuntamento con la vostra curiosità. Anche questo per me sta diventando un piacere, perciò vi ringrazio tutti, in particolare chi ha espresso il suo apprezzamento sulla rubrica “messaggi”.

E’ fatta, è successo. E’ stata quasi una liberazione, perché questa benedetta “gang” estrema era diventata l’anello mancante per sentirmi veramente libera di scegliere (in futuro) una sessualità più “tranquilla”. Quando ci si trova di fronte a certe “opportunità”, rinunciarvi significa che prima o poi ci si sente sconfitti dalle proprie paure, ci si sente perdenti … e questo non è da me. Per farlo ho bisogno di sentirmi sicura che poi potrò smettere di farlo ... sembra un gioco di parole.
No, no, non rinnego il passato e non sono pentita. Non escludo neanche che in futuro possa “succedere” di nuovo. Senza aver raggiunto questo traguardo, forse non sarei riuscita nemmeno a dare un senso a tutte le tappe precedenti. Forse, se Gio non mi avesse fatto pagare un prezzo così “pesante”, non sarei riuscita a capire quanto lui vuole che io gli appartenga totalmente e quanto è disposto a rischiare perché io senta che lui mi appartiene totalmente.

Ma veniamo al sodo: ai “fantasmi” che ci hanno portato fin qua, se ne è aggiunto uno che ha complicato parecchio le cose. A Gio infatti rode parecchio che io abbia avuto i miei primi rapporti anali quando “davanti” ero ancora vergine e, se ricordate quella mia confessione, il ragazzo non aveva usavato profilattici, era piuttosto ben dotato e … l’abbondanza delle sue eiaculazioni aveva fatto nascere in me una forte istintiva ammirazione per la sua virilità. Questo è il motivo per cui Gio ha voluto che almeno qualcuno nel gruppo potesse avere con me rapporti non protetti ma altrettanto sicuri … (questa è davvero una bella complicazione!).
Insomma, io mi sono sottoposta senza problemi al test di sieronegatività, ma non è stato altrettanto facile convincere qualcuno ad accettare la stessa “seccatura” per un solo incontro. Oltretutto “il certificato” vale ben poco se non si è sicuri che il soggetto non ha rapporti a rischio tra la data del certificato e quella dell’incontro … mi capite?
Morale della favola, tra gli elementi più affidabili, due hanno accettato la proposta e, per evitare che nel frattempo si facessero altre storie, io ho dovuto accettare una relazione con loro … (ho sempre considerato troppo imbarazzante avere un amante … figuriamoci due). Diciamo che ho dovuto impegnarmi a garantire la mia disponibilità nel caso loro non fossero riusciti ad osservare l'astinenza fino alla data della gang. In realtà è andata a finire che mi hanno cercata diverse volte, soprattutto uno dei due.
Gli incontri “clandestini” in macchina, prima di cena, sono stati diversi e … accidenti a me, quelle “scappatelle” da mezz’oretta, senza Gio, sui ribaltabili delle loro auto mi sono piaciute non poco (tanto da esserne parecchio preoccupata).
Già, perché ... guidare fino al posto dell’appuntamento, scendere dalla mia macchina, salire sull’altra e cercare un inesistente posticino tranquillo, sfilarmi le mutandine (così “al volo” in piena luce del giorno), aprire le gambe (guardandomi attorno che non passasse qualcuno) … e poi la sveltina, zum zum zum in fretta … dai vieni si siii siiii … e poi il tipo che si sfila il profilattico bello ripieno, e i fazzolettini di carta, e l’odore di sperma & prfilattico ... e poi le macchine, i motorini che son passati, magari non hanno visto tutti i dettagli ma di sicuro qualcuno ha capito molto bene. E dopo, mentre lui guida, risistemarmi il trucco con quella strana sensazione che nel traffico attorno a te tutti pensino “zoccola ti sei fatta una scopata clandestina” ... e la voglia di correre a casa e trovare Gio sconvolto dall’attesa … woww … tutto questo mix di indecenze e cuore in gola si è rivelato un efficacissimo (e terribilmente eccitante) antistress.
Ma la gang?
Ok, ok … la gang è stata una cosa molto diversa dalle mie precedenti esperienze multiple
Voi già lo sapete cos’è che mi accende: il sentirmi assediata, il “dovermi” arrendere … braccia che mi stringono, bocche che mi cercano, dita che mi frugano, corpi che mi schiacciano, sudori che si mescolano, muscoli che vibrano, cazzi che mi impongono la legge della natura … cazzi che al di là della mia volontà, più mi entrano, più mi aprono e più mi fanno sentire femmina.
… Beh, la gang è diversa (almeno ... quella lo è stata). Per i maschi la gang è soprattutto spettacolo: vogliono essere spettatori e spesso subordinano allo show anche il loro ruolo di attori protagonisti. Quelli che ho incontrato hanno usato le mani soprattutto per “vedere” … per spalancarmi di più, per aprirmi il sesso … e per impugnarsi gli arnesi. Pochissimi i veri corpo a corpo: il contatto fisico è stato molto ircoscritto alle penetrazioni e alle mani che mi tenevano in modo “che si vedesse bene”. Ho capito fin dall'inizio che se non mi facevo prendere da questo gioco, rischiavo il “disastro” di irrigidirmi, di gelarmi.
Ripensandoci, ho avuto perfino l’impressione che il mio divieto di filmare/fotografare coi telefonini sia stato una grossa delusione per tutti … assurdo, no? Una è lì per lasciarsi fare praticamente di tutto, e loro ci restano male perché non possono fotografare!!!
Dal mio punto di vista la prima parte della serata è stata “difficile” … compreso il sesso orale, nonostante che la componente spettacolare (nella giusta misura) eccita anche me, per carità ... (diciamo che so essere “gola profonda”). In mezzo a tanti maschi però non riesco ad accettare di dover essere io a darmi da fare … e non mi va neanche di esagerare coi “numeri” solo perchè il gruppo è numeroso (… nel senso che avrei preferito succhiarne uno solo alla volta).
La seconda parte … hem ... in effetti loro hanno messo il turbo non appena hanno capito che “partiva” il sesso anale … si sono subito agitati tutti, chi per accaparrarsi il ruolo di “attore”, chi per assicurarsi “la visuale” migliore.
Ci mancherebbe altro, adesso ci scherzo sopra … ma ci scherzo soprattutto perché non riesco a rendere bene la tempesta che mi passava per la testa … già, non ve lo avevo ancora detto: loro erano in nove.
Il sesso anale in versione maratona lo temevo e allo stesso tempo lo desideravo come se mi potesse "liberare" dalle mie ossessioni …

... Però è stato diverso dalle mie fantasie “oscure”. In tutte le mie precedenti esperienze infatti, i rapporti anali sono stati sempre “completi” … cioè nessuno si è mai sognato di venire da un’altra parte. Stavolta invece hanno fatto così solo i due partecipanti “garantiti” (quelli autorizzati a non usare il profilattico) … gli altri si sono tenuti la cartuccia per il gran finale … un gran finale un po’ troppo scontato, in stile “porno-commerciale” (speriamo che non si offendano).
Non per scendere troppo nei dettagli, però sinceramente la fissazione di chiudere la serata con “la doccia” di sperma non mi è piaciuta un granchè. In questo “campo” mi erano piaciuti molto di più i ragazzi in Sardegna: più di una volta era successo che qualcuno di loro si fosse masturbato di gusto davanti alla mia bocca mentre un dei suoi "soci" mi sodomizzava. Ve lo assicuro, la spasmodica attesa a bocca rendeva ancor più sconvolgente il sesso anale, gli dava un significato morboso, cerebrale ed allo stesso tempo selvaggio.
Ma torniamo a questa gang. Bilancio?
Positivo soprattutto perché adesso perlomeno non ho più quel tarlo che mi rode il cervello.
Positivo come un bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto.
Positivo perché adesso so che, alla gang numerosa preferisco dell’avventura più spontanea ... magari con due o al massimo tre elementi.
Positivo perché adesso ne sono sicura: posso offrire uno spettacolo molto più sconvolgente a chi non cerca di imitare i film porno ma sa apprezzare i miei gemiti, la mia faccia sconvolta, i miei capelli intrisi del sudore mio e dei miei partner, il mio corpo tremante, violato, stremato, segnato dalla battaglia.
Positivo perché adesso non mi fa più paura una storia di sesso con un singolo … e se proprio dovessi averne una “per i fatti miei”, mai e poi mai mi allontanerebbe da Gio, mai e poi mai intaccherebbe il nostro amore.

Avrei tante altre cose da aggiungere sul “mondo” che sta attorno alle gang-bang, ma per ora me ne manca il tempo.
Aggiungo solo che mi sono sentita abbastanza sollevata nello scoprire che si tratta di uno “sport” con un certo numero di praticanti. Più che in espansione, credo stia uscendo allo scoperto … e ho notato con piacere che lo pratiano altre ragazze/signore mooolto carine, non volgari. Dai servizi fotografici che ho visto, sono proprio queste “matricole” le più immortalate in mitiche doppie penetrazioni perfino con ragazzi di colore veramente “oversize” (immagino vere bombe sia per loro che per chi si è goduto lo spettacolo dal vivo)
… eh-eh, ma allora non sono l’unica!! ...

PS: non è che a me foto o videoriprese fanno schifo … anzi! A livello di fantasia mi eccitano parecchio. Vi dirò di più: uno dei mie fantasmi più eccitanti è quello di essere portata in un locale a luci rosse (tipo quelli di Amburgo, per intenderci) e di esser data in pasto ad una gang … sul palco, davanti a un bel pubblico pagante!!

Non si può, non si può, non si può … ci vuole discrezione.

 

capitolo nono

LA SBANDATA
Carissimi, se non mi sono fatta viva da tanto è perché ho passato un periodo intenso e … turbolento.
Mi rendo conto che i miei racconti sono difficili da seguire, visto che non si tratta di episodi a sé stanti. Per me è chiaro che si tratta di un "percorso" ... e pare che questo mio viaggio non abbia intenzione di fermarsi tanto presto (come credevo …).

La storia della “gang” ha spostato molti “paletti” che mi avevano sempre fatto da riferimento. Da una parte ha azzerato quasi tutti i miei sensi di colpa dandomi tanta sicurezza. Dall’altra parte proprio la “forse troppa” sicurezza mi ha resa molto più vulnerabile sia a quelle tentazioni che io credevo di saper controllare, sia a tentazioni del tutto nuove (e in contrasto con i miei principi “morali”).
Insomma, accidenti, nonostante quei paletti io li avessi spostati, ho sbandato, sono uscita fuori abbatendoli come birilli!

Fortunatamente sono tornata in strada dopo poche settimane ... "la prima tentazione" è stata la storia con Lele (uno dei due singoli “certificati” che avevano partecipato alla gang e che avevo "frequentato" anche prima.
Vi ricordate? L’avevo incontrato diverse volte da sola, prima della serata di gruppo, e avevamo fatto sesso in macchina. Sesso “clandestino” dopo l’orario di lavoro.
Il mio sbaglio è stato quello di credere che i rapporti non protetti fossero un rischio solo “sanitario”, e che risolto quello non ci fossero complicazioni di altro tipo. Invece … sarà perché avviene uno “scambio” ormonale o chimico o chèssoio, ma quando lo sperma di un uomo ti entra dentro e ti piace tenerlo dentro, è come se lui ti entrasse nel sangue … te lo ritrovi nel cervello, lo desideri e quello che provi rischi di scambiarlo per sentimento.
Ho provato rabbia verso me stessa e, quello che più mi dispiace, anche verso Gio … “colpevole” di avermi spinta tra le braccia di Lele.
Ebbene sì, lui, Lele ha continuato a cercarmi, non a casa, ma sul lavoro … e gli appuntamenti si sono ripetuti anche due-tre volte alla settimana. Solito posto tra il fiume e la strada, un sesso veloce, impaziente, carico dell'attesa accumulata durante la giornata, carico dell'inrigo, degli SMS, dei preparativi nella toilette dell'ufficio.
Con Lele sessualmente mi sono sentita molto “me stessa” perché le dimensioni del suo pene gli permettevano di essere virile anche senza diventare violento. Non avevo bisogno di sollevare le gambe per sentire la profondità della penetrazione, non mi serviva incitarlo … semplicemente e naturalmente mi abbandonavo a lui e lui comunque mi sfiancava, mi riempiva, mi faceva vibrare ... e soprattutto non usciva sul più bello. Tenevo gelosamente il suo sperma dentro di me, tornavo a casa e lasciavo che Gio lo trovasse, ne sentisse l’odore forte che impregnava i miei slip. Gio mi scopava cosciente ed eccitato di trovarmi già soddisfatta, poco reattiva, con la mente al mio amante ... e io a lui mi concedevo come se volessi mettere in atto una sottile vendetta ... neanche mi spogliavo completamente, neanche mi facevo salire un orgasmo, neanche nascondevo quel lampo di fastidio nel sentire che mi veniva dentro.

E poi, un lunedì ho capito, sono rinsavita, ho visto il vero volto di Lele: evidentemente nel fine settimana lui aveva “progettato” tutto, perché mi ha portato in un posto diverso da quello “nostro”.
Per arrivarci così deciso, vuol dire che ci era già stato là. Era uno spiazzo molto più appartato rispetto alla strada ma allo stesso tempo molto più esposto ad eventuali occhi indiscreti. Già, perché, nel nostro solito posto lungo la strada, è vero che gli automobilisti “capivano” quello che stavamo facendo … ma non potevano fermarsi a guardare e soprattutto non potevano farlo di nascosto … quindi era eccitante ma anche sicuro.
Lì appartati invece, era l’insicurezza che mi metteva l’adrenalina in corpo. Anche il suo comportamento è stato subito molto diverso: mi ha spogliata completamente e ha voluto che fossi io a cavalcarlo … si eccitava nel fare in modo che io fossi ben visibile attraverso i finestrini della macchina, mi voleva porca, mi respingeva per farmelo succhiare … cercava di farmi stare col sedere alto e mi allargava le natiche … accidenti, accidenti, accidenti, l’adrenalina mi è salita a 1000, lo assecondavo. Lui ha aperto lo sportello, lo abbiamo fatto un po’ fuori e un po’ dentro, e in piedi e schiacciata contro il cofano e sempre e comunque giocando col rischio che mi vedessero, cercando e godendo l’oscenità più sfrenata come se ci fosse stato tutto il mondo a guardarmi allupato (chissà se c’era qualcuno davvero ...).
E’ venuto fuori, o meglio, ha cominciato dentro e poi ha infierito “mirando” gli schizzi proprio lì, tra le mie gambe … e me l’ha detto:
- porca - mi ha detto - domani chiamo quell’altro (si riferiva all’altro partecipante “certificato” alla famosa serata-gang) e ti ripassiamo i buchi come ti meriti !-
C’era molta rabbia nelle sue parole. Nel suo sguardo ho visto anche un lampo di odio … forse gelosia. Era molto agitato, ha cercato di umiliarmi spingendomi nuda lontano dalla macchina, come se minacciasse di lasciarmi lì sola e svestita e senza nemmeno un fazzolettino per pulirmi … Poi ha cercato di capire fino a che punto ero disposta ad umiliarmi per scongiurare quel pericolo.
Hem … sul momento ho fatto quello che voleva lui, col cuore impazzito, tremando non solo per il freddo. Non ce l’aveva proprio in erezione: era evidente che cercava di fare la pipì e voleva la mia bocca. Fortunatamente io lo so che i maschi non ce la possono fare se sono in erezione … così ho provveduto a metterlo in sicurezza: io cercavo di farlo venire di nuovo, lui cercava di aprire il rubinetto … e naturalmente ho vinto io nonostante la sua smorfia di rabbia quando mi è venuto in faccia.
Con tutte quelle emozioni e quel freddo, la pipì alla fine l’ho dovuta fare io, davanti a lui, alla faccia di tutte le regole, con un’esaltante sensazione liberatoria … dentro di me pensavo: vuoi che mi vedano? Vuoi potermi disprezzare? Vuoi che sia io quella volgare e non tu il porco?
OK, accontentato, sporca in faccia, sporca tra le gambe me ne sono tornata in macchina senza rancore.

Con Lele ho chiuso: sono stata irremovibile .. e lui ha capito anche che non avevo niente contro di lui, a parte il fatto di aver capito cosa voleva da me. Già … perché da me lui voleva quella complicità che io avevo con Gio e grazie a Gio, complicità che era cresciuta con Gio e che esisteva solo perché dietro a quella c’era il nostro amore e il nostro reciproco impegno a condividerne le gioie e i dolori.
Se Lele avesse accettato il suo ruolo, se avesse capito che il nostro gioco si faceva in tre e che lui era appunto “il terzo”, quasi sicuramente quella storia poteva ancora riservarci dei momenti molto intriganti. Perché no, me lo avesse proposto in un altro modo non mi sarebbe dispiaciuto un incontro “clandestino” con lui e l’altro tizio. Anche quello è molto ben dotato … per niente sensibile, poco gentile, più egoista … insomma, perfetto per le mie tendenze masochiste. Alla serata a cui aveva partecipato, era stato quello là il più aggressivo, quello che si era vantato di avermi lascia dilatata dopo un rapporto anale … e a Lele la cosa aveva dato fastidio, lui che mi aveva presa cercando di non mettermi troppo in difficoltà …

L’altra tentazione?
Cipicchia, non è facile da spiegare!!
Sapete cos’è l’ebbrezza da protagonismo?
Beh, se una donna carina è disponibile per delle “gang”, diventa una specie di star … tutti la vogliono, tutti la cercano, tutti la incoraggiano, tutti hanno proposte allettanti … wow … non pensavo!! ... o meglio, non ci avevo mai pensato.
Fino all’anno scorso un mondo come quello delle feste erotiche e delle gang lo avrei considerato immorale, da starci alla larga. Adesso sinceramente non mi scandalizzo anche se non credo che ci entrerò mai “a tempo pieno”.
… però la fantasia di avere un sito internet, schiere di fans, organizzare feste, fare video, incontrare tanti uomini … consumare tanti profilattici … ripeto, come FANTASIA mi diverte, mi intriga.
Non so proprio spiegare come possa eccitarmi l’idea del sesso da “semiprofessionista” … “teoricamente” non dovrebbe essere per niente divertente, eppure la fantasia ci gira attorno e il sangue si scalda …
Forse … dico forse potrebbe diventare un gioco da fare ogni tanto .. vedremo.

capitolo decimo
E INVECE NO

Sono preoccupata e allo stesso tempo elettrizzata: quando ho accettato che la nostra coppia (io e Gio) diventasse "aperta", ero convinta che si trattasse di un desiderio momentaneo, una compensazione delle pazzie che avevo combinato prima di conoscere lui. E invece no. La nostra storia era nata dai miei sensi di colpa e dalla sua gelosia, ma adesso mi accorgo che sta prendendo una strada tutta sua, indipendentemente dalle motivazioni iniziali. Mi sono ritrovata a pensare ad altri maschi mentre facevo sesso con Gio, questo perché dentro di me qualcosa mi spingeva a cercare quelle scariche di adrenalina irraggiungibili nell'intimità del proprio lettone.
Non è colpa di Gio, lo so benissimo, ed è proprio questo che risveglia i miei sensi di colpa, come se ne avessi bisogno, come se non potessi vivere senza di quelli, accidenti!!
Riesco a controllare le tentazioni di avventurarmi in relazioni clandestine: la storia con Lele da una parte mi ha fatto scoprire il piacere dell'intrigo e del sesso non protetto con un uomo esuberante e molto dotato … dall'altra mi ha fatto capire che "in pratica" la faccenda inevitabilmente si complica.
Mi tormenta il desiderio che Gio pretenda sempre di più da me … è un tarlo che mi rode. A volte mi rimprovero di "delegare" al mio uomo la realizzazione di desideri che sono miei, mi sento vigliacca nello scaricare su di lui tutte le responsabilità di questo gioco pericoloso … però è proprio questo che mi turba e che mi lega sempre più stretta a lui e alle sue "punizioni".
Più ci penso e più mi rendo conto che il mio "masochismo" si è concentrato nel sesso anale fin dai primi passi, quando ancora vergine mi sono fatta quella storia estiva sulla riviera romagnola. Col senno del poi adesso mi rendo conto di aver rischiato veramente tanto che quella diventasse la mia prima esperienza "multipla" … perché adesso so molto bene che il sesso anale non calma "i pruriti" (la voglia di cazzo … tanto per usare la terminologia maschile), anzi … se si trattasse solo di scopare (intendo "rapporti vaginali") le gang non avrebbero senso: una buona scopata mi mette già abbastanza "tranquilla" e una seconda è tutto grasso che cola, una cosa a cui mi abbandono per il piacere di lasciarmi "sfinire".
A parte "la doppia" (che per una serie di motivi al 90% è sesso anale), essere sodomizzata per me non è solo la sensazione forte del "passaggio" più stretto, non è solo l'esaltazione della virilità, non è solo la trasgressione allo stato puro, ma è anche "la mancanza" del sesso vaginale … come il supplizio di Tantalo: più mi scopano nel sedere e più l'uccello mi manca "davanti" … fino a perdere ogni dignità, fino a supplicare, fino a diventare "ubbidiente" pur di essere scopata ancora "davanti".
Era stato già così con quei tre ragazzi in Sardegna: diverse notti in quel bungalow, con quelle temperature torride, mi ero già ritrovata alla frutta dopo la prima scopata, sazia e ricoperta di sudore. Sui rapporti multipli avevo poche idee e ben confuse … eppure il sesso anale riapriva i giochi: mi piaceva soprattutto quando uno mi sodomizzava incitandomi a rieccitare gli altri due con la bocca … e dal momento che sta cosa piaceva un sacco anche a loro (nel senso che venivano abbastanza in fretta …) a volte il mio desiderio di essere scopata di nuovo non veniva soddisfatto. Ovviamente la vergogna mi impediva di fare richieste esplicite … però c'erano altri ragazzi che lavoravano in quel villaggio (e che di giorno mi "marcavano" …) e temo che non avrei detto di no se li avessero invitati alla festa … Pensate che in seguito ho perfino fantasticato su quello che sarebbe potuto succedere se una notte mi avessero portata su quella spiaggia dove si radunavano diversi ragazzi del luogo … secondo me molto affamati di sesso.

Comunque non voglio annoiarvi con i ragionamenti: venerdì scorso ho partecipato ad un'altra gang.

Non mi aspettavo che fossero dei George Clooney. All'appuntamento si è presentato un uomo sulla cinquantina, in Mercedes. Dintorni di Modena, 10 minuti di macchina e siamo in un quartierino residenziale: palazzine affiancate, pochi piani, circondate da giardinetti curati.
La "location" mi meraviglia, non mi sembra per niente adatta a una gang, ma rimango letteralmente basita quando il tizio si ferma nell'atrio e apre una porta sul pianerottolo del piano rialzato.
E' un monolocale con ingresso sul soggiorno. Subito sulla destra della porta c'è un grande letto e al posto dell'angolo cottura c'è un mobile bar. C'è anche un tavolino da salotto con un paio di poltrone e un divano occupati dagli altri quattro componenti del gruppo. Sì, l'arredamento non è male, ci devono aver speso dei soldi ma … accipicchia, continua a preoccuparmi che sul pianerottolo ci siano altre due porte dietro alle quali probabilmente abitano due normalissime ignare famiglie!!!
Mi leggono in faccia la perplessità e mi assicurano che è stato fatto un buon isolamento acustico, ma non riesco a togliermi dalla testa che tra il letto e il pianerottolo ci sia solo poco più di un metro e una porta chiusa. Quel misero spazio tra il letto e la porta è occupato da un comodino sul quale è appoggiato un vassoio inox con una serie bustine variopinte … preservativi di vari modelli pronti per esser consumati.
Interrogo Gio con lo sguardo sperando di strappargli un ok per girare i tacchi e rimandare a occasioni migliori, ma in risposta lui mi fulmina con un'espressione sadicamente divertita … si accomoda in una poltrona recitando esplicitamente la parte dell'accompagnatore non invadente.
I partecipanti alla festa mi offrono da bere: mi elencano tutta una seria di vantaggi che potrei avere frequentando il loro giro … ovvero piscina, palestra, sconti vari … sembrano introdotti dappertutto. Lancio occhiate a Gio sperandoancora in un rinvio a data da destinarsi …
Loro non sono stupidi, vedono la mia tensione e il mio imbarazzo, ma forse è proprio il mio smarrimento ad eccitarli tanto: si considerano quasi "clienti" e spingono perché sia io a prendere l'iniziativa. Balbetto chiedendo se devo spogliarmi … domanda stupida: uno di loro risponde battendo una mano sul tavolino:
-"Sali qui e facci uno strip … hai detto che ti chiami Luna vero? Brava, facci vedere la luna tra le gambe ha-ha-ha" -
… ah-ah-ah che ridere, sono talmente tesa che là sotto dovrebbe essere tutto asciutto e secco proprio come il suolo lunare …
E invece no. Quando arriva il momento fatidico di accucciarmi davanti ai loro nasi e spalancare le ginocchia, istintivamente mi copro il sesso con una mano … e il dito medio mi scivola tra le labbra: sono fradicia, vergognosamente fradicia. Tutto quel bagnato non riesco a giustificarlo neppure a me stessa, figuratevi l'imbarazzo di mostrarlo a loro … e soprattutto al mio uomo. Mi sento colta sul fatto, nuda come non mi ero mai sentita, umiliata e sconfitta agli occhi di Gio … ma allo stesso tempo terribilmente eccitata nel sentirmi "ceduta" a quel gruppo di cinquantenni.

Ok, lo spettacolo ha avuto successo: loro si spogliano … o meglio, tirano fuori gli arnesi senza preoccuparsi minimamente di rendere la cosa un minimo attraente per me, così, senza pantaloni, in calzini e t-shirt. A giudicare dall'erezione, il mio strip l'hanno gradito forse proprio per i miei movimenti impacciati e per le mie guance rosse di vergogna. Due di loro sono già "pronti", cerco di cominciare da loro …
E invece no: altra sorpresa che mi mette in difficoltà. Sono gli altri tre che pretendono le cure del caso. Non mi era mai capitato, mi sento umiliata nel dover portare all'erezione completa degli uomini a cui evidentemente non basta che io sia carina, giovane e terribilmente imbarazzata.
Mi do da fare inginocchiata sulla moquette, rendendomi subito conto che quelli si stanno sforzando di tenere gli arnesi in uno stato di semirigidità: trovano molto divertente mettermi in difficoltà. Chissà che spasso invitarmi ad aprire la bocca e farmi aspettare così fintanto che non mi decido a guardarli dritto negli occhi … ! Quando dimostro di aver imparato la lezione, a uno dei tre sale il sangue alla testa e me lo fa prepotentemente succhiare premendomi la nuca per il gusto di spingermelo in gola. Fa il giochetto di "gonfiarmelo" nella bocca per il gusto di vedere i miei occhi che si riempiono di lacrime (non di pianto … diciamo "effetti da rigetto").
Nessun preambolo, neanche un accenno di preliminari: mi trasferiscono di peso sul grande letto. Mi aspetto numeri da contorsionista e geometrie da film porno.
E è di nuovo una sorpresa: vogliono semplicemente che io stia distesa sulla schiena e tenga le gambe ben aperte. Mi è sempre più chiaro: per loro la cosa più eccitante è guardarmi in faccia, leggere la mia vergogna e il mio imbarazzo.

Il primo di turno armeggia col preservativo, senza tener minimamente conto dei tempi miei, ostentando di fare il comodo suo … e poi il comodo suo lo fa pesandomi addosso e soffiandomi sul collo. Guardo il soffitto, non voglio incrociare lo sguardo di Gio nè voglio fargli sentire i gemiti e i sospiri che quell'odioso cazzo mi sta prepotentemente pompando nelle vene e nei polmoni. Non ho un orgasmo come lo conosco io ... sento solo la vagina molto più aperta di quanto dovrebbe esserlo per merito di quell'arnese (di dimensioni non entusiasmanti).
Il tipo non è venuto … si è tirato indietro senza consumare la cartuccia… e l'intervallo che segue, se possibile, mi sembra perfino più imbarazzante.
Cerco di essere più professionale: resto distesa sulla schiena e faccio cenno a due di loro di sistemarsi uno di qua e uno di là, di fianco alla mia testa. Lo so, l'ho già fatto diverse volte: a tutti i maschi piace "vedere in faccia" i pompini che faccio … evidentemente i miei lineamenti dolci sono sempre stati un plusvalore, qualcosa di irresistibile per tutti, nessuno escluso.
Quando mi sistemano in modo che Gio veda sia tra le mie gambe sia quello che sto facendo con la bocca, ho la certezza che tutto fa parte del gioco, un gioco di ruolo in cui io sono la puttana e loro i clienti stronzi. Stando così le cose, mi alzo a sedere e mi allungo a prendere una manciata di preservativi dal vassoio e li butto sul letto: sono pronta, si dia inizio alla recita.
Un muro umano si mette tra me e gli sguardi di Gio … sono tutti eccitati, mi sento in balia del gruppo. Per giustificare il piacere che sto provando non ho più i suoi occhi puntati su di me. Le mie mani cercano i loro sessi eccitati, li guidano dove la mia voglia li reclama. Il mio viso si offre spontaneamente perché qualcuno se ne serva, qualcuno non-importa-chi. Sì, un po' mi scopano, ma solo quel tanto che basta per trasformare il mio desiderio in una irrefrenabile voglia di farmi sbattere. Uno schizzo di sperma mi arriva all'improvviso, come una sferzata. Viso, collo, capelli … una sferzata non-vedo-da-chi, non mi interessa … rifiuto anche la salvietta che qualcuno mi ha lanciato in soccorso … se mi vogliono mi tengono "sporca".
Adesso che vi scrivo, a mente (quasi) fredda comincio a capire cosa cercano gli uomini da una prostituta. Secondo me la soddisfazione sta nel liberarsi dall'obbligo di farla godere. Gli esseri umani tendono a passare da un estremo all'altro, cioè dal desiderio di far godere una donna fino a sfinirla, al piacere contrario di metterla in imbarazzo fino a umiliarla.
GRRR, non voglio indagare come mai Gio già sapeva queste cose … GRRRRR !!

Finalmente rivedo il mio uomo (non riesco a descrivere la sua faccia): è ancora vestito, apparentemente imperturbabile … inutile chiedergli se devo continuare. Del resto anche per me andare avanti è una sfida che il cervello mi agita tra una tempesta di pensieri confusi … e "la svergognata" (la figa) reclama tra le gambe come se urlasse a squarciagola … scopare, vuole scopare, in questo momento accetterebbe anche una rozza chiavata da un energumeno qualunque.
Non sono sicura di saper rendere lo scontro tra la volgarità di certi miei pensieri (… anche comportamenti) e il carattere riservato del mio vivere quotidiano. Che ci crediate o no, sono una persona sensibile, dolce e altruista, "dura" solo quando non è proprio possibile farne a meno.

Il gruppo non si smentisce: non cerca il mio piacere, non ascolta le mie voglie animali … ha inizio il sesso anale … "professionale", cioè non nel bel mezzo di una battaglia nè all'apice della mia eccitazione. I preparativi loro li fanno con una calma esasperante, sadica, usando unguento & vibratore, "testando" la dilatazione con le dita, ognuno smaneggiandsi l'arnese in attesa del proprio turno.
Mi sodomizzano tutti e cinque, senza altra ragione che umiliarmi. Qualche affondo fino alle palle sperando di vedermi trasalire, e tappa-stappa tappa-stappa per sottolineare di essere quel genere di maschi che disprezzano "la puttana" che loro stessi hanno cercato. Mi prende un attimo di panico: non posso essere io quella che ha voglia di essere energicamente scopata da questi uomini straffottenti. Chiedo l'intervento dell'arbitro.
Gio si alza, ha la faccia tesa, i muscoli della mascella contratti.
- "c'è qualche problema?" mi chiede con voce inaspettatamente calma e suadente
Quale problema posso esporgli se i suoi occhi non vedono le mie mani tremanti e il mio viso scottato dalla vergogna? … non so cosa rispondergli.
- " mettiti giù da brava … così" le sue mani mi schiacciano giù a carponi, con la testa contro il materasso e le ginocchia divaricate … le sue dita mi frugano e trovano la cruda verità, la prova schiacciante che la Maya-troia ha letteralmente annullato la Maya-seria. Ho la vagina fradicia, i muscoli anali rilassati … non ho diritto di replica. Lui torna alla sua poltrona e io torno in balia di quei cinque cinquantenni strafottenti.
Segue una staffetta: quattro rapporti anali completi e abbinati a sesso orale … in stile porno di fascia economica. Più mi sento umiliata e più disperatamente ho voglia di essere scopata nella "pussy". Più lei,"lei-la-figa", ha voglia di cazzo e di spe rma, più io, io-la-Maya-seria, ho disperatamente bisogno di essere punita (sodomizzata). Il gatto si morde la coda, io devo mordere il lenzuolo.
Non so quanti di voi riusciranno ad abbinare le mie parole con una qualsiasi idea di piacere. Ci ho provato, ma non sono una scrittrice … non sono nemmeno una cultrice della letteratura sadomaso.
Se masochismo ha a che fare con il dolore fisico, il mio non è masochismo. Sospetto perfino che il mio desiderio di umiliazione nasconda una verità molto meno deviata.

Cioè? … cioè che mi piace fare sesso anale con partners molto dotati, che desidero moltissimo ricevere il loro sperma dentro di me … come del resto è naturale. In fin dei conti questo è stato il mio primo approccio col sesso, è stato il seme da cui è nata la pianta …
Non ditemi che è contro natura: con la penetrazione il sedere diventa più accogliente della vagina (almeno in profondità …) ed è più difficile avere un rapporto solo che averne "diversi" uno dopo l'altro.
Non so che direzione prendere: assecondare queste mie tendenze "naturali" oppure i miei "deviati" sensi di colpa?
Dopotutto le due strade non portano a risultati pratici molto diversi … e se scegliessi le mie naturali tentazioni non sarei neanche l'unica donna sposata in cerca di gang con ragazzi dotatissimi, di colore ecc ecc …solo che a me piacerebbe senza profilattici.
Lo so, lo so, non è possibile.
Forse è un'utopia anche cercare di far capire che non c'è niente di spregevole nel mio desiderio di ricevere "dentro" lo sperma di più maschi, molto dotati … molto esuberanti. Secondo me gli sperma-party tanto richiesti di questi tempi, non sono altro che il surrogato del mio stesso "mito". L'istinto più naturale, più primordiale è quello di rimanere gravida … cioè ricevere lo sperma "dentro".
Sono davvero "sbagliata" io ?

"E invece no" … mi piacerebbe sentirvi rispondere così.


capitolo undicesimo
LA GANG PERFETTA

Rieccomi: non mi facevo viva da un pezzo e in effetti una pausa c'è stata. Solo fatti positivi, per fortuna! Anche se fuori tema in un racconto erotico, gli avvenimenti essenziali ve li devo raccontare. Fanno parte della mia vita e servono soprattutto a farvi capire che sono una di voi, o perlomeno una che quotidianamente vive come voi, tra di voi.

Bene: ho passato delle bellissime vacanza estive. Noi due, innamoratissimi come in luna di miele, anzi meglio (meno stanchi e meno sotto pressione che allora).

Poi, a settembre, la battaglia decisiva riguardante il mio lavoro. Non potete neanche immaginare la soddisfazione che ho provato sbaragliando i colleghi che mi snobbavano in quanto donna. C’era chi voleva farmi passare come “la segretaria del capo” … e probabilmente ci sarebbe pure riuscito se non ci fosse stato l’imprevisto che “il capo” è passato alla concorrenza (e di fatto io l’ho sostituito). Insomma, in direzione si sono accorti che io le cose le mandavo avanti meglio del mio predecessore e gli costavo di meno (per ora, eh eh) … così mi hanno confermata “capo”.Ve lo dovevo dire, sono troppo contenta !!!

Relax estivo e vittoria sul lavoro hanno risvegliato … l’eros. La scintilla è stata la comparsa di un corteggiatore tra i miei collaboratori. Giovanissimo, libero, spudorato, disarmante. Per la prima volta in una posizione nettamente dominante, mi sono divertita a giocarci come il gatto col topo. Me lo sono anche portato in giro (per ragioni di lavoro) e ha avuto occasione di provarci “in concreto” quando ho fermato l’auto aziendale in un posticino tranquillo per chiarire il nostro rapporto.

E’ stato molto eccitante parlarci, anzi, “farlo parlare” e chiedergli se si rendeva conto che ero il suo capo e che ero sposata. Perché gli piacevo, che cosa voleva da me, si trattava solo di sesso, perché proprio con me ... insomma alla fine gli ho fatto capire che purtroppo, “per ragioni di lavoro”, una storia tra di noi era impossibile …

Forse i signori uomini non colgono del tutto il lato erotico di questo episodio, ma se mi legge qualche “lei” sicuramente adesso ha un leggero “sogghigno” dipinto sulle labbra.

Comunque la scintilla è stata che l'ho detto a Gio … e lui ha ricominciato a scavare nella zona buia della mia sessualità. Lui ormai coglie sempre nel segno e ho dovuto ammettere che con quel ragazzo non era successo niente solo perché ho giocato nella parte “illuminata” del campo, cioè in quella zona “razionale” che conosco e che adesso so controllare con tanta sicurezza (anche grazie ai miei recenti successi sul lavoro).

Il mio lato oscuro?

Ormai lo conoscete: è un mix di esuberanza ormonale e tendenze masochiste. Perfino la formula chimica del mio piacere è un misto di endorfina e adrenalina, cioè di piacere e di paura. Non credo che in me ci sia stata una predeterminazione precisa. Le mie tendenze avrebbero potuto svilupparsi in varie direzioni, ma il caso ha voluto che in me siano cresciute attorno al sesso anale. Se non avessi incontrato Gio, probabilmente avrei seppellito da qualche parte i miei peccati di gioventù, e lui senza di me non avrebbe mai scoperto il legame profondo che lega “padrone e schiava” in un inscindibile rapporto di simbiosi.

Tornerei indietro? … non ci penso nemmeno!

Adesso (lo sapete) il sesso anale l’ho già fatto con diversi partner “selezionati” perché ben dotati. Soprattutto i parecchi rapporti avuti con Lele, il suo sperma caldo, così denso e abbondante che poi per tante notti mi è mancato e mio malgrado ho desiderato, il fatto che per me le recenti esperienze siano state “rapporti con sconosciuti” … beh, tutti questi sono stati fatti concreti che hanno lasciato un’impronta … non solo psicologia, anche fisica.

Per me non è stata solo trasgressione … ma benzina gettata sul fuoco dei miei sensi di colpa ai quali non saprei e non potrei mai rinunciare. Del resto mi affido alla volontà di Gio e ho bisogno di lui proprio perché lui mi punisca … Ah, sì, ho usato il termine “padrone-schiava” anche se il rapporto tra Gio e me esce abbastanza dai “canoni” SM … è solo una etichetta che ho adattato per farmi capire.

Beh, con questo “cappello” spero che che vi riesca più facile entrare nelle mie “stanze buie” e trovare la chiave di lettura della “gang perfetta”.

La settimana che precede un “appuntamento” mi vede sempre molto agitata: vengono a galla dubbi e indecisioni … che però appartengono a quel genere di paure senza le quali la trasgressione non riesce ad attirarmi nei suoi vortici oscuri.Questa volta le mie paure sono più che giustificate dai ragionamenti che Gio mi aveva fatto nelle settimane precedenti … lui non è uno che si accontenta dei compromessi.

Conosco solo la data e l’ora dell’appuntamento … tutto il resto è top-secret.

Comunque non ho bisogno di “ordini precisi” … so come essere fisicamente pronta a questo genere di incontri. Questa volta però non conosco nemmeno l’abbigliamento che dovrò indossare: esco di casa in abiti non appariscenti e so che il cambio di “look” avverrà durante il trasferimento. Mi meraviglio invece di essere ancora “in abiti civili” quando incontriamo il gruppo.

Siamo a Ferrara e, dal momento che sono solo in due, è evidente che si tratta di una “delegazione”. Due stazze da body-gard, simpatici anche se poco loquaci: uno sale in macchina con noi, l’altro ci precede con un pick-up. Una decina di minuti in direzione periferia, poi ci fermiamo davanti ad un bar dall’aspetto decisamente squalliduccio … il che mi preoccupa, perché evidentemente non è una mossa casuale. Gio tira fuori dal baule una borsa di carta: ho capito, è l’abbigliamento che dovrò indossare.

Entriamo scortati dai due della delegazione: barista “untuoso” e cinque-sei avventori habituè che di bicchieri ne devono aver già bevuti diversi. Mi viene consegnata la borsa e un biglietto di istruzioni.

Gulp, il bagno è dietro una porticina sgangherata e proprio davanti ci sono gli avventori che mi puntano gli occhi addosso come fossi una marziana. Passo tra i loro fiati, entro e accendo l’orrida luce al neon … azzzz, non c’è neanche la chiave, solo uno striminzito gancetto che agganciato lascia una fessura tra la porta e lo stipite. Di fronte c’è il cesso (il vocabolo rende l’idea) … impossibile cambiarmi dentro a quella zozzeria: dovrò farlo qui nello sgabuzzino, dietro a questa porta che non chiude bene.

Leggo le istruzioni:

- spogliati COMPLETAMENTE NUDA e indossa quello che trovi nella borsa - : un paio di scarpe volgarotte con kilometrico tacco in plexiglass … più uno straccetto nero semitrasparente. Stop, nient’altro!

Eseguo gli ordini con le mani che mi tremano … Gio bastardo, Gio bastardo tu lo sai che non so resistere a questo tipo di “cattiverie” … l’umiliazione che provo mi brucia le guance e mi attira nel suo vortice. Comunque il coraggio di uscire così conciata non riesco a trovarlo … busso alla porta e chiamo Gio accostando le labbra alla fessura. Fortunatamente lui ha tutte le antenne alzate e lo sento dietro la porta

- "Sono io, apri!" -

Apro nascondendo le mie parti intime con la borsa di carta … gli occhi degli avventori mi fanno la radiografia!! Peggio di così la mia richiesta di aiuto non poteva andare … anzi no, il peggio arriva quando Gio mi porta via dalle mani la borsa di carta e se ne esce con una delle sue classiche frasi “devastanti”:

- Che gnokkka ke sei, dai fatti guardare !!! -

OK, non posso tirarmi indietro col rischio che a qualcuno venga in mente di “salvarmi” chiamando il 118! Per evitare guai devo dimostrarmi chiaramente consenziente … anche perché a quel punto, lo giuro, non ho la minima voglia di essere salvata. Trattengo il respiro e faccio una piroetta nonostante i trampoli in plexiglass … ma per non stramazzare concludo i 360° con una gamba di qua e una di là … e d’istinto gioco la carta dell’aggressività: voilà! Alzo l’orlo dello straccetto (peraltro già trasparente all’eccesso), ben decisa a sconfinare nell’osceno in modo da bloccare qualsiasi iniziativa degli astanti. Il contropiede funziona quasi sempre e arrivo al bancone senza rimediare neanche una palpata … solo che quelli si riprendono in un attimo e, con la scusa di offrirmi da bere, tornano ad assediarmi … (cazzo … qui tutti vogliono offrire da bere per tutti!). OK, accetto un giro di sauvignon poi un'altra piroetta sui tacchi, molto più lenta, così chi aveva dei dubbi adesso è sicuro che sono intimamente depilata. Stavolta il contropiede non funziona, ma con qualche gomitata e un amichevole pugno nello stomaco a uno della mia “scorta”, riesco a guadagnare l’uscita. Ridiamo come matti, io nervosamente, tesa come un violino, loro di gusto … di un gusto molto “grasso”. Saliamo tutti e quattro nella nostra macchina.

Tra risate e commenti, i due body-gard però le mani le allungano, eccome … e le loro dita fanno pure un sondaggio per valutare il mio grado di ebollizione. Divento improvvisamente seria e mi vergogno di ansimare già in modo “sonoro”. Di malavoglia il tizio del pick-up torna sul suo mezzo e si riparte … Non so come cavolo fanno ad orientarsi in quel dedalo di strade che è la bassa ferrarese … ah, si, che stupida, il GPS !!

Arriviamo: cancello in tubi di ferro e rete metallica, aia e casa colonica. Fuori mi sembra brutta , ma dentro l’atmosfera non è male … ripensandoci a freddo, adesso sono perfino in grado di dirvi che si trattava di una buona ristrutturazione.

Dentro la musica non è il solito bum-bum fastidioso, le luci sono soffuse e il gruppo … hem, non ho la freddezza di contarli, ma certo è che … brrr, sono una bella squadra!

Non mi saltano subito addosso, anzi, ostentano una certa indifferenza al fatto che sono più nuda che seminuda. Altro drink, lo bevo in fretta, pur sapendo che così, a stomaco praticamente vuoto (e con la mia incapacità di reggere l’alcool) divento pericolosa per me stessa e uno spasso per gli altri.

Finalmente interrompono l’imbarazzo dell’attesa: mi sfilano lo straccetto che vola non so dove e balliamo in tre in mezzo alla tavernetta. Quello che mi sta dietro si presenta tenendomi le mani sulle tette e sussurrandomi il suo “nik” all’orecchio. Quello davanti forse non sa dove mettermele … fa un giro panoramico di palpeggiamenti, non si presenta ma in compenso mi assicura di avercelo bello grande … forse si aspetta che sia io a slacciargli i pantaloni …? … col cavolo, non mi piace prendere l’iniziativa, non posso farci niente, mi basta che uno sia indeciso per diventare uno stoccafisso. Il mio “blocco” improvviso infastidisce Gio: sotto sotto ha sempre il timore di essere lui a bloccare la troia che c’è in me. Confabula con quello che sembra il padrone di casa, poi velocemente liberano il tavolo dal buffet e mi ci stendono sopra ostentando “maniere forti”. Mi allungano le braccia sopra la testa, mi allargano le gambe, ma inizialmente ci vanno cauti, cercano conferme dai miei occhi e dal mio respiro … mi sparano delle domande a bruciapelo, della serie

- "Ti piace esse trattata da troia, vero ?!!"

Ve lo giuro, non faccio commedie, non recito “ad arte” il ruolo della vittima e cerco perfino di nascondere il montare della mia eccitazione … però loro ottengono le conferme di ciò che sicuramente Gio aveva anticipato su di me, cioè che mi piaccono le maniere spicce. Tutto il gruppo si sente ingrifato dalla piega che sta prendendo l’incontro.

Ormai queste per me sono sensazioni palpabili che riconosco immediatamente: questo tipo di eccitazione-paura io l’ho conosciuto come “singola” e vi giuro che l’ho sempre considerato un fatto legato proprio al mio stato di singola, cioè al fatto di sola davanti all'imprevisto … mai e poi mai avrei pensato di poter condividere questa mia “debolezza” con il compagno della mia vita, la persona che amo.

Scusate, riprendo il racconto. Volano in giro anche gli abiti maschili e mi rendo subito conto che si tratta di un gruppo selezionato in base alle misure del pene … e forse vi deluderò, ma, insomma, a volte il troppo preoccupa molto ed eccita meno … comunque gli “strumenti” non li usano subito: forse per loro è più eccitante farmeli desiderare.

Ancora non li ho inquadrati tutti che già riconosco l’immancabile “fetente” del gruppo: le sue dita sono cattive … pizzicano i capezzoli e mi entrano in modo sgarbato. Lo fa cercando di non essere notato né dai suoi compari né dal mio uomo … e capisco perfettamente che i suoi messaggi sono diretti solo a me. Non posso farci niente, mi sento attratta da lui che mi guarda dritto negli occhi mentre me lo caccia in bocca umpugnandolo con la destra e mi stringendomi i capelli nel pugno sinistro. Normalmente non sopporto che mi si tirino i capelli, perdipù mi sta facendo male, eppure non fiato … annebbiata di lacrime anch’io lo fisso negli occhi e lascio che mi scopi nella bocca.

Faccio fatica a mettere in ordine i fatti … so solo che nel frattempo “qualcuno” ha cominciato a scoparmi anche nella vagina … ma sono troppo “distratta”. La troia dentro di me chiede lo sperma nella bocca … non cerco un pompino qualsiasi, voglio vedere la sua faccia che si sconvolge, voglio sentire i suoi rantoli e … quel torrente caldo che rompe gli argini quando l'animale-maschio è eccitato allo spasimo .... Strano come in certi momenti “sparisca” tutto quello che ti sta attorno … questo me lo ricordo. Il torrente in parte lo devo mandare giù e in parte finisce sul tavolo dopo che lo sento scorrere lungo guance, mento e collo. Solo a questo punto mi rendo conto di avere attorno un muro di maschi nudi. Quello fetente, soddisfatto ma pur sempre fetente, mi butta un asciugamano come per dirmi “pulisciti” che tocca ai miei amici.

Sorry, lo sperma non me lo pulisco mai anche se ho il faccino da ragazza pulita… con me non si fanno “turni” e non passa l’impresa di pulizie tra un turno e l’altro. Ero abbastanza ubriaca di alcool e adesso lo sono anche di perma, sotto a chi tocca, prendere o lasciare. Il tipo che mi scopa lascia il suo posto ad un altro. Peggio per lui, penso, invece quello si toglie il profilattico, me lo avvicina alla bocca e quello che vuole glie lo leggo in faccia: c’è scritto “vediamo cosa altro sai fare".

Uffa, se non uso un po’ di linguaggio volgare non riesco né a farmi capire da voi né ad essere sincera. Abbiate pazienza, cercherò di limitarmi allo stretto indispensabile. C’est pa facile!

So fare altre cose, eccome! soprattutto a uno che si eccita vedendomi ancora “sporca”, a uno ingrifato che nel frattempo altri mi scoscino e mi scopino come una puttana. Nello stato in cui mi trovo, potrei anche accettare gli inviti a succhiarne più di uno alla volta … l’ho già fatto ma sono sempre più convinta che è meglio uno solo ma con tanto trasporto … e poi, se lo faccio, preferisco che sia “fino in fondo”, fintanto che non mi scoppia tra le mani. No, non ho sbagliato … ho scritto “tra le mani” perché se lo faccio “attivamente” mi piace “impugnare”, mi piace che la pelle scorra sul duro, che le vene siano gonfie e mi sguscino sotto ai polpastrelli. Insomma, il succhiare fine a se stesso mi dice poco … il vero pompino per me è sempre stato “far venire” … e più in fretta possibile, perché da parte mia non c’è l’orgasmo con i suoi tempi da rispettare. Anzi, meno ci metto, più mi sento "brava" e desiderata. Anche questa mia specialità viene dalle mie primissime esperienze di ragazza, nel senso che le primissime volte di orale c'è stato poco e in compenso ho collaborato molto con la manina.

Tutte queste divagazioni sul tema le faccio per ricordarvi che sono un essere umano. Ebbene sì, ammetto che sono brava: il tipo me lo faccio venire “a fior di labbra”, e dal momento che mi sta di fianco, ne esce uno di quei pasticci che piacciono tanto a chi si gode lo spettacolo: guancia, per poco anche un occhio, tutto inondato da caldi schizzi. Poi sento la parte più liquida scorrere giù giù fin dietro alla nuca ad inzupparmi i capelli … wow !!

Fatto questo capolavoro, mi abbandono agli orgasmi miei. Mi viene da ridere ripensando che solo in quel momento cerco di capire chi mi sta scopando, se non altro per trovare quella intesa che permetta anche a lui di venire con soddisfazione. Da quello che vedo e quello che sento, è uno col cranio rasato e il cazzo grosso. Gli altri, Gio compreso, si limitano a palparmi un po’ le tette e a fare il tifo. Poi a un certo punto cranio rasato mi solleva dal tavolo, e sempre conficcato dentro di me, mi trasferisce finalmente sul più comodo tappeto persiano (forse un kilim).

Godi troia - godi troia – godi troia ! Certo che Godo! e see non urlo le vene del collo mi scoppiano, perciò urlo, e forte! Siamo in mezzo alla campagna cazzo, intorno a me c’è solo chi aspetta il suo turno … perché mai dovrei reprimermi ???

Finalmente una gang che va per il verso giusto, finalmente dei maschi che non sono là per sfoggiare doti atletiche e resistenza da maratoneti … il tipo dalla testa lucida va in orbita, mi schiaccia col suo peso, trema come una foglia e sussulta, si dimentica perfino che ho il collo impiastricciato di sperma e mi mangia un orecchio … lo sento, lo sento il preservativo che si riempie e mi viene da piangere pensando a tutta quella spremuta di testicoli che resterà lì dentro per poi finire in qualche bidone della spazzatura (organico o differenziata??).

Sono già esausta, intorno a me ci sono ancora … quanti … faccio fatica a connettere, comunque so che una gang che si rispetti Gio la intende una decina di elementi. Occhio e croce siamo su quella cifra.

Mi danno tregua, perciò tento di mettermi a sedere per guardarmi attorno, ma come sollevo le ginocchia per darmi una spinta, così la mia vagina emette un rumore sconcio … rido di spossatezza, rinuncio ad alzarmi, chiudo gli occhi e spalanco le gambe.

Una gang vera riconosce il momento in cui la preda si arrende e non è più in grado di difendersi (sarebbe più esatto dire: non ha più voglia di difendersi … aspetta di essere “finita”). Adesso finalmente il gruppo si muove come gruppo e mi mettono in ginocchio. Anche se ora so quello che sta per succedere, questa volta riconosco quella paura che mi rende troia fino agli estremi. Sento che abuseranno del fatto che mi sono arresa. Il rituale è quello, e mi rendo perfettamente conto che in quei maschi si è svegliato l’istinto del branco.

Il rituale: uno di loro mi sodomizza e dimostra agli altri che in quel modo mi fa diventare “ubbidiente”.

Questo fatto mi spaventa sempre, soprattutto perché sono io a desiderarlo. L’ho scoperto come singola, non come “coppia”, e già come singola lo avevo accettato pur non rendendomi ancora conto che si trattava di un rituale ancestrale, forse istintivo ma anche ben determinato. In Sardegna si comportava così soprattutto quello più dotato dei tre, nel senso che, quando mi sodomizzava, lui usava la potenza del suo attrezzo come un mezzo di persuasione: se facevo la porca mi sodomizzava in modo ragionevole, se smettevo diventava più energico. Questo vi può sembrare "un abuso di potere" ... in realtà in questo modo io mi sentivo giustificata sia quando accettavo di fare la porca, sia quando rifiutavo ... perchè, fintanto che resistevo, mi piacevano sia gli affondi che il ritmo accelerato. Da qui agli effetti collaterali il passo è breve … mi sono resa conto quasi subito che "la dilatazione" a loro piaceva moltissimo e che io inconsciamente “collaboravo”.

Divagazioni “storiche” a parte, inginocchiata su quel tappeto, il rituale di quel gruppo mi si rivela subito molto esplicito. Sicuramente sanno che per me non è la prima volta, per cui la loro sfida (manco a dirlo) è quella di cominciare con il più dotato. Ahi-ahi-ahi, nel vero senso della parola !! Solo l’operazione di discesa in profondità richiede un tempo interminabile e una quantità di lubrificante. A tutto il gruppo (Gio compreso, anzi, lui più di tutti) piace proprio il fatto che per me è doloroso cominciare da un grosso calibro. "Purtroppo” lo desidero anch’io. Non è il dolore fisico che cerco (ne farei volentieri a meno) … è l’angheria in sé che mi “risucchia” verso l’abisso della mia luna nera. Credetemi, nella vita di tutti i giorni odio tutte le forme di maschilismo. Però in situazioni come questa è proprio al maschio più “bastardo” e più dotato che riconosco il diritto di sodomizzarmi "in quel modo" ... cioè per “costringermi” a fare la troia con gli altri e per umiliarmi col la dilatazione.

Insomma, lo avete capito, divento ubbidiente. Con una vera gang questo non vuol dire che i maschi cominciano a “copiare” dai film porno o dalle foto “dimostrative” postate sui siti specializzati. Una vera gang ti monta, ti apre, ti sfinisce e nessuno “sborra” per lo spettacolo … lo fanno perché esplodono di libidine. Con una gang vera la doppia non è esattamente una doppia … diciamo che ti sodomizzano mentre uno te lo tiene conficcato davanti … e se ne fregano dei numeri complicati. Insomma, la bocca te la lasciano per farti respirare e per sentirti “cantare” al ritmo con cui ti montano.

E’ inutile scendere nei dettagli: finisce quando tutti si sentono soddisfatti. Sul tappeto mi sento a pezzi ma Gio mi mette ancora in ginocchio, mi benda gli occhi con un foulard e stavolta volta dà il permesso di usare i telefonini. Qualcuno mi apre le natiche e vedo i lampi attraverso la stoffa. Mi chiedono se ho provato "con la mano" ... non me la sento, rifiuto. Ho la pipì e non ho più pudore, così ondeggio tra uomini ormai rivestiti, apro la porta e mi libero sotto al portico. Mi applaudono, ma sono troppo distrutta. Nuda come sto, mi butto sui sedili dell’auto. Casa, dormire …. Per un po’ sento il motore che ronza, poi mi risveglio che siamo già fermi in garage.

Giò mi bacia, è premuroso, vorrebbe rivestirmi, vorrebbe togliermi i grumi di sperma che si sono seccati tra i miei capelli. L'adrenalina che mi scorreva nelle vene si è riassorbita da un pezzo, ma le endorfine invece mi sono rimaste in ogni muscolo, in ogni anfratto del mio corpo. Nel garage mi piace, ho 4 piani di benpensanti che dormono sopra mia testa. Alla festa Gio non ha partecipato attivamente ... vorrei vendicarmi in qualche modo, ma lo amo disperatamente e voglio che faccia l'amore con me ... dopo ci addormenteremo nel nostro lettone.

- Tutto OK ?

Sorrido e lo bacio. - Sì, tutto OK, e tu amore, mi amerai ancora?

Il sesso tra una femmina e più maschi è uno dei rituali più antichi che ci siano, sicuramente ancora più antico del mestiere più antico del mondo. Ovvio, l’umanità è cambiata, fortunatamente la civiltà ha fatto tanta strada, ma certe cose credo siano dentro di noi, nel nostro bagaglio cromosomico o in chissà quale altro “archivio” della nostra memoria.

Ora, giustamente, sottolineo GIUSTAMENTE e FORTUNATAMENTE, lo stupro di gruppo è il più odioso dei crimini … però lo ripeto ancora: la gang sta allo stupro come una partita di rugby sta al pestaggio di una persona inerme. Uno è un rito leale, l'altro è un crimine odioso.

Ohi-ohi-ohi, cosa ho mai scritto. Spero che nessuno mi fraintenda. Mi raccomando, certe cose si fanno solo con una femmina che chiede esplicitamente questo genere di rituale, chiaro ragazzi?

 

capitolo dodicesimo
IL RUOLO DEL CORPO

Molti pensano che il vero organo sessuale stia nel cervello. Pene, vagina e quant'altro sarebbero solo le "periferiche" ... se il software è nel cervello questo ragionamento non fa una piega. Però ... però c'è anche il corpo, e anche il cervello funziona grazie ad un suo hardware alimentato e regolato da sostanze chimiche.
Ma lasciamo perdere le divagazioni pseudo-scientifiche ... volevo solo introdurre l'argomento.
All'inizio, per poter accettare il sesso estremo, ho dovuto autoconvincermi che si trattava solo di saltuarie parentesi ritagliate nella normalità del mio quotidiano. Pensavo: se è soprattutto una questione di testa, se devo usare il mio cervello per attivare la funzione "sesso estremo", vuol dire che per disattivarla sarà la stessa cosa e lo posso fare quando mi pare.
Beh, le cose non stanno esattamente così.
Innanzitutto quando si va ad una "festa" di quel tipo, non è che l'interruttore lo accendo prima di entrare e lo spengo quando esco !! Tra me e il mio uomo c'è un gioco di tensioni ed eccitazioni che iniziano anche più di una settimana prima dell'appuntamento. Ci sono i preparativi, per me c'è l'ansia di non saper bene cosa ha in mente Gio, e poi c'è il sesso anale che impone di osservare una dieta salutista ... e poi c'è che nella normalità io ci devo inserire anche tutti i controlli medici del caso.
E dopo??? ... dopo ci vuole qualche giorno per smaltire tutti i postumi ... senza contare che il cervello recupera autonomamente i ricordi più sconvolgenti e te li frulla per la testa quando meno te l'aspetti.
Poi c'è il corpo.
Già ... la sua partecipazione non è mica secondaria! All'interno della coppia "chiusa" il problema delle dimensioni del pene non esiste: il corpo femminile si adatta al pene del proprio partner. Nella coppia aperta invece, anche se gli incontri con altri partner non sono assidui, il corpo di lei si adatta facilmente alle dotazioni di chi frequenta ... non solo, ma si adatta anche alla quantità e qualità delle loro performances, capittoo???
Poi è anche vero che io ho la mia volontà e che posso regolare mia vita secondo le mie convinzioni, però ...
Però non è facile ammetterlo, ma il corpo, se gli dai tot, poi reclama tot ... che tu voglia o no, l'appetito vien mangiando.

Ci ho messo un sacco di tempo a capirlo, ma quanto sopra spiega un pò tutta la mia storia: se da ragazza non avessi fatto sesso orale con diversi ragazzi, probabilmente poi non lo avrei mai fatto per migliorare le mie pubbliche relazioni ... se non mi fossi sentita già così smaliziata, probabilmente a Riccione non avrei "provato" il sesso anale con quel ragazzo di Milano ... se fosse successo qualcosa di imbarazzante la prima prova, probabilmente non avrei riprovato anche un paio di volte al dì ... se lui non fosse stato ben dotato forse non mi sarebbero venuti tutti quei sensi di colpa e non avrei mitizzato le misure del pene ... se avesse usato il profilattico non mi sarei appassionata tanto alle eiaculazioni interne ... se non avessi già provato sensi di colpa forse in Sardegna non mi sarei fatta una storia "multipla" così cruda ... se in Sardegna non avessi avuto rapporti protetti non avrei odiato i profilattici e non sarei ossessionata dal desiderio di sperma ... se non avessi incontrato Gio adesso forse sarei una donna sposata e annoiata ... se mia nonna aveva le ruote ...
Insomma, è il caso che ti segna la strada, poi una decide se starci dentro o starci fuori, ma a starci fuori io sono convinta che non c'è soddisfazione, perche non sei sulla tua strada.

Qualcosa vorrei dire anche sui meccanismi mentali dell'eros. All'inizio le mie voglie di sesso estremo mi sembravano giustificate solo dai miei sensi di colpa e dal desiderio di essere "punita" in un certo modo dalla gelosia di Gio. Più avanti è stato evidente che il mio debito l'avevo già abbondantemente pagato. Prima infatti per me erano "funzionali" le gang numerose, le umiliazioni erotiche, le situazioni on the road, con intervalli piuttosto lunghi tra un "evento" e l'altro. In seguito ho convinto Gio a ridimensionare il carattere estremo degli incontri in cambio di ... intervalli più brevi.

Così siamo arrivati al periodo più recente del mio percorso. In questi ultimi tre mi sono proposta solo a piccoli gruppi maschili di 2, 3 o max 4 elementi. Per praticità, ho rinuciato perfino alla regola dell'incontro unico, nel senso che all'inizio non volevo assolutamente vedere più di una volta la staessa gang, mentre adesso frequento un numero di persone molto ristretto.
Per questo genere di incontri poi, io ho sempre avuto un bioritmo molto stagionale: d'inverno vado quasi in letargo, faccio volentieri una pazzia per carnevale, in primavera mi sveglio affamata. D'estate invece, le ferie con Gio sono sacre, non si toccano, ma a parte quell'intervallo, apprezzo di più la continuità.
Tantoper capirci, quest'anno i nostri w.e. al mare sono stati spesso abbinati agli appuntamenti con un gruppo di 3 ragazzi. Si tratta di tre persone che lavorano nell'alberghiero, quindi per me sono "perfetti". Hanno poco tempo libero (quindi, anche volendo non riuscirebbero ad essere invadenti), sono simpatici, esuberanti e sentimentalmente impegnati (le rispettive fidanzate abitano molto lontano) ... e possono ospitare l'incontro senza problemi e finita la stagione tornano a casa.

Insomma, non è esattamente quello che volevo, anzi, per certi versi è quello che non volevo. Con Gio va bene ... tutto sommato lui non ha più tutto il peso delle responsabilità e non ha neanche delle ansietà da prestazione.
Io pentita? no di sicuro! Certo, qualche rischio lo corro, ma non cambierei un anno dei miei con 100 anni di calma piatta.

Adesso qualche particolare più piccante ve lo racconto: non voglio annoiarvi.

Per me il gruppo maschile ideale è quello in cui i suoi componenti hanno ruoli diversi. In questo caso la carica erotica "complessiva" è molto più intrigante e più intensa di quella di elementi tutti uguali fatti con lo stampino.
L'avevo già notato in altre occasioni, ma il massimo l'ho provato con i ragazzi "dell'area romagnola".
Il bello, il buono e il cattivo ... scherzo, però rende l'idea. Il buono è il corteggiatore, quello più sensibile, quasi un doppione del ruolo di Gio, se non fosse per il fatto che non siamo innamorati e ... che gli altri due sono amici suoi. E' lui quello mi eccita e poi mi offre al suo compare "cattivo", è lui quello che sta sempre sotto mentre il cattivo se la prende col mio sedere, è lui che non riesce a nascondere una certa bisessualità latente. Il cattivo non è particolarmente dotato, ma compensa con maniere piuttosto ruvide e doti atletiche non indifferenti ... a lui piace il mio sedere ed è lì che sfoga la sua aggressività erotica.
E il bello? Beh, è bello e scopa bene ... è affiatato con gli altri due ma gli piace anche fare il solista ... se il cattivo mi distrugge, lui mi resuscita scopando ... ha sempre in serbo più di una cartuccia da sparare e apprezza molto i pompini fatti bene, umidi, dedicati più alla sostanza che allo spettacolo e con un finale senza sprechi.
Con loro tre, per la prima volta, dopo il sesso c'è un seguito ... o meglio, dopo il piacere della carne cè il piacere della gola. Sanno preparare piatti profumati e gustosi: dopo che hanno finito con me,, vanno in cucina e io scopo con Gio ... poi tutti a tavola con una fame da lupi ... wowww ... cosa vuoi di più dalla vita?!?

 

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