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E' passato un sacco di tempo, non so se qualcuno si ricorda di me. Per
questo, se la redazione lo permette, faccio copia e incolla di tutte le
mie confessioni: non si tratta di episodi slegati tra di loro ma piuttosto
di un diario, di un "percorso".
Per i lettori sarà molto più comodo seguire tutta la mia
esperienza, anche perchè non mi risulta sia mai stato messo nero
su bianco una esperienza di sesso estremo, da come nasce a come ... stavo
per scrivere "va a finire".
In effetti pare che la scritta "THE END" non sia ancora passata
sul mio schermo.
PS: naturalmente, chi ha già letto i singoli racconti, se vuole
può saltare direttamente all'ultimo capitolo.
- IL MIO STRANO RAPPORTO COL SESSO -
capitolo primo
I PRIMI CONTATTI
Grazie, LauraX, il tuo sito è perfetto! Per me "raccontare"
vuol dire soprattutto voglia di "comunicare", e tu sei l'unica
che offre ai lettori la possibilità di aggiungere commenti.
Quello che mi ha spinta a cercarti è stato un episodio che ha scombussolato
tutte le mie certezze sul sesso, ma sicuramente non riuscirei a farmi
capire se prima non mi raccontassi un po' ... cominciando dall'inizio.
Adesso ho 24 anni, la mia vita è normale: sono innamorata del mio
uomo, ho un lavoro normale, una casa normale, tante amicizie normali ...
ma nel normalissimo ambiente in cui vivo, "certe cose" non le
potrei mai dire. Fisicamente sono un po' piccolina, ma molto carina, proporzionata
... dicono che dimostro qualche anno in meno, probabilmente per la mia
pelle molto fresca e sicuramente per seno piccolino.
Ho sempre avuto un rapporto un po' strano col sesso: con la mia fissazione
di aspettare il "principe azzurro", sono rimasta vergine fino
a 19 anni.
Prima di allora mi sentivo decisamente "bloccata" nei flirt
di tipo sentimentale, ma in compenso ... ero fin troppo "sportiva"
nelle avventurette senza un domani. Insomma, se sono rimasta vergine tanto
tempo è stato grazie al sesso orale ... e lo sapete anche voi che
per una vergine si tratta di "pompini" completi, non di romantico
petting!
Oltretutto, quando mi sono resa conto che "il pompino" funzionava
alla grande per ottenere un risultato pratico come quello di ... non cedere
alla tentazione di scopare, ho capito anche che poteva funzionare per
altri motivi. Anche se non l'ho mai fatto di mia iniziativa e ho risposto
"picche" in diverse occasioni, in qualche altra occasione sono
stata ... gentile. Diciamo che ho fatto anche qualche "pompino col
rossetto" ... quei lavoretti puliti, perfetti, che lasciano solo
un anello rosso alla base dell'uccello di un uomo con un completo elegante
e la camicia profumata.
Dire che "col rossetto" non è sesso ma "pubbliche
relazioni" mi i sembra un po' troppo ... forse è sesso a scoppio
ritardato, perchè "dopo", quando una si è sitemata
il trucco e ha bevuto una cola per dimenticarne il sapore, allora si sente
vincente, sa di aver superato un ostacolo e ... si ritrova pure bagnata
sotto.
Credo che comiciate a capire: da una parte inseguivo il mio sogno del
Grande Amore, dall'altra mi "capitava" di essere abbastanza
"zoccoletta", e questo mi metteva agitazione, mi faceva sentire
in colpa.
Come se non bastasse, c'e stato l'episodio di Riccione: avevo 18 anni,
passavo quindici giorni di vacanza ospite di mia zia ... e lei mi lasciava
molto più libera dei miei genitori.
Chiaramente mi sono fatta una storia: lui un bel tipo di Milano, stava
in una pensione assieme a due amici, e la loro camera aveva l'ingresso
sul retro.
Per me era la prima volta che facevo sesso su un letto e già la
mia verginità cominciava a pesarmi ..., perciò, quando i
suoi amici toglievano il disturbo, su quel letto si scatenava la battaglia:
lui ovviamente tirava a scopare, io puntavo tutto sui 69 più infuocati.
Solo che, in quella posizione il sesso orale per me diventava molto impegnativo
... più che altro lui mi scopava nella bocca e io ero molto "indifesa"
tra le gambe.
Lui non usava solo la lingua ... quando mi teneva le mani sotto al sedere,
le sue dita mi facevano capire molto bene che "nel buchetto"
il problema della verginità non esisteva ... e a forza di insistere,
mi sono convinta a "provare" ... ma "solo un po', fai piano
ti prego".
Come potete immaginare, "solo un po', fai piano" lui l'ha capito
"fai piano solo un po'"... nel senso che ha cominciato piano,
ma poi la profondità e il ritmo mi hanno tolto il fiato per buoni
10 minuti!
Durante la notte, sul lettino a casa di mia zia, non ho smesso un attimo
di tormentarmi: mi rendevo conto che non potevo tornare indietro, mi davo
della stupida, anzi, della stupida troia ... ma ero agitata anche perchè
sapevo che il giorno dopo sarei tornata lì su quel letto e sarebbe
successo di nuovo, magari con più calma e più tempo per
capire il piacere della penetrazione.
Così è stato, ma non solo il giorno dopo ... esattamente
il pometiggio e la sera dopo, e altrettanto per altri due giorni ... con
relative notti agitate sul lettino a casa di mia zia.
A peggiorare la situazione ci si son messi anche i suoi amici: sicuramente
conoscevano la storia fin nei minimi dettagli ... e non avevano più
molta voglia di togliere il disturbo. Non so se succedeva spontaneamente
o se si trattava di una loro "tattica", comunque si permettevano
di tornare "sul più bello" e di sedersi "amichevolmente"
sul letto senza darmi il tempo di infilarmi niente di più della
maglietta.
Non è successo niente di "irreparabile", però
questo per me è stato un inquietante campanello d'allarme: mi sono
resa conto di non aver fatto niente per evitare "rischi" di
far sesso anche con i suoi amici! Parlo di rischio concreto, non di pensieri
notturni ... soprattutto in una occasione: loro erano particolarmente
su di giri e io avevo appena avuto un rapporto anale completo, quindi,
se solo "me lo appoggiavano" ... sarebbe scivolato dentro senza
scampo!
Finita la vacanza, pensavo che tutto sarebbe tornato come prima ... invece
quella esperienza aveva cambiato i miei sogni. Immaginavo il mio Principe
Azzurro in modo molto meno romantico, ... lo volevo decisamente più
"maschio" di prima.
Il colpo di fulmine è arrivato in autunno: io avevo trovato un
impiego decente, lui stava facendo una consulenza tecnica in quella azienda.
Nessun dubbio: era lui quello giusto. Single, bella moto, bella macchina,
miniappartamento ... peccato che era anche circondato da "gran fighe"
che, coi tacchi, mi sbandieravano le tette davanti al naso e mi facevano
capire che dovevo tornare al mio posto!
Fregate tutte! non tanto per merito mio quanto perchè le "gran
fighe" gli stavano troppo addosso e lui ha notato proprio me, che
stavo "in seconda fila" e avevo le tette piccole, la faccina
pulita ... e non portavo il reggiseno.
E' stato lui a dirmi:
- ti va di uscire con me questa sera? - ... CERRRRTO! ... e qualche ora
dopo non ero più vergine.
Per ora mi fermo qua. Scusatemi se vi ho deluso un pò, ma le cose
più difficili non le ho ancora dette ... forse avete intuito che
mi riferisco al campanello d'allarme ... al sesso che "succede"
tra una ragazza e più di un ragazzo.
Se mi fate coraggio ... vi racconterò tutto!
bacioni
capitolo secondo
IL RE DI DENARI e il TRE di BASTONI
Non ci ho messo molto a capirlo: io avevo deciso che Luca era il mio
principe azzurro e mi ero fidanzata con lui
lui invece no. Non
solo era allergico al matrimonio .. ma anche alle normali regole della
coppia
insomma, stava bene assieme a me, ma stava sicuramente meglio
con la sua libertà.
Luca non aveva cambiato la sua vita di una virgola e per un certo verso
la cosa non mi dispiaceva: tutti i fine settimana si andava a trovare
gente del suo giro e per dormire ci si arrangiava
nel senso che
il numero delle coppie era sempre più alto di quello delle camere.
Se per Luca "scopare in compagnia" era del tutto normale, per
me
era tutta "agitazione" che mi sentivo addosso. Quando
poi gli facevo notare che qualche suo "caro" amico si prendeva
un po' troppa libertà nei miei confronti, lui mi guardava con quella
sua tipica faccia da "un giorno capirai
"
Arrivati all'estate successiva, il nostro rapporto era già alle
strette: i miei tentativi di ingelosirlo erano stati addirittura controproducenti
perché Luca, sentendosi provocato, rincarava la dose dicendomi
che mi mancava il coraggio di andare fino in fondo. Tutto questo mi faceva
star male dal punto di vista sentimentale ma mi metteva anche tanta "agitazione"
dal punto di vista sessuale.
Quando una mia amica mi ha proposto di andare in Sardegna con lei (e
lo ha fatto proprio per staccarmi da Luca), le ho detto di sì,
a malincuore, ma ho detto di sì.
Villaggio vacanze, tante coppie, qualche piccolo gruppo che stava per
i fatti suoi
meno male (ho pensato), sarebbe stata una tranquilla
vacanza senza tentazioni, senza complicazioni
tanto mare e tanto
sano sport.
In realtà, come unica ragazza sola, mi sono ritrovata immediatamente
nel gruppo degli animatori e istruttori
accidenti a loro, tutti
splendidi sanazzi. Quella furbetta della mia amica invece, si era portata
al seguito il suo maschio e non si faceva vedere che per cena.
Il primo giorno ho chiamato Luca sul telefonino sperando disperatamente
di sentire che gli mancavo e che mi chiedesse di tornare immediatamente
da lui
ma niente. Mi ha detto:
"divertiti, adesso ti devo lasciare, sto lavorando
ecc"
Alla sera ho cercato di dimenticare, per mettere la testa in folle ho
lasciato che mi offrissero qualche drink di troppo
e alla fine
mi sono ritrovata in quel bungalow, quello degli animatori. Mi è
ancora difficile ammetterlo, ma non sono andata lì per il maestro
di tennis anche se apparentemente mi ero messa con lui
ci sono
andata perché era lì che ci si ritrovava a finire la notte
e c'era molta "complicità" con loro.
La prima notte non è successo niente di particolare
eravamo
tutti stanchi e siamo "crollati" a dormire come sassi
solo nel dormiveglia ho sentito il "contatto" di Bob, il ragazzo
che dormiva con me
quasi come se avessimo fatto all'amore.
La seconda notte io ero molto più cosciente dei "rischi"
che correvo e anche molto più spaventata
loro invece avevano
avuto tutto il tempo di pensarci e di organizzarsi, perciò l'assedio
è cominciato appena ci siamo "appartati". Erano in tre,
Bob, Marco e Giangy e la cosa più strana è che, pur essendomi
cacciata volontariamente in quella situazione, avevo un disperato bisogno
che mi ci "costringessero"
non volevo dire "ok,
ci sto"
preferivo "arrendermi" alla disparità
delle forze in campo
(non ho avuto il coraggio di decidere
spero che qualcuno mi capisca
).
Il feeling era con Bob, il maestro di tennis, per cui mi sono "rifugiata"
subito tra le sue braccia nel mio ultimo disperato tentativo di escludere
gli altri due
ma è stato un errore fatale! Bob non mi ha
sicuramente protetta
anzi, abbracciandomi e baciandomi mi ha lasciata
del tutto indifesa
dalla cintura in giù! Io chiedevo di
smetterla
ma parlavo piano in modo da non esser sentita fuori dal
bungalow, e questo la dice lunga su quanto poco ci tenevo che qualcuno
mi "salvasse"!
Cinque minuti di battaglia sono bastati per ritrovarmi nuda e tremante
in mezzo a quei tre, già disponibile a una negoziazione di pace
pur di avere un attimo di tregua e rimettere i piedi per terra: naturalmente
la pace è durata giusto il tempo di parlarne un attimo
e
con scarso successo.
L'unica "condizione" che hanno accettato è stata "usare
i preservativi"
poi è riscoppiata la battaglia sull'interpretazione
degli accordi
cioè cercavo di convincere (soprattutto me
stessa) che tutto sommato in qualche modo avrei fatto all'amore con tutti
e tre senza che per questo dovesse diventare un'orgia.
Loro invece, a fare i "turni" non ci pensavano neanche
l'accordo per loro voleva dire "infilarlo dove c'era un posto libero"
senza tanti scrupoli, senza aspettare che ritornassi in me tra un orgasmo
e l'altro
anzi, sfruttando proprio i miei "fuori giri"
per "infierire" ancora di più!!
Beh, fintanto che hanno usato mezzi leali, me la sono cavata scopando
e succhiando
quando sono passati alle armi chimiche (un vasetto
di "lubrificante"), il primo siluro sparato contro il mio ingresso
posteriore mi ha centrata e affondata, lui da solo, senza bisogno dell'aiuto
degli altri due. Pur in stato confusionale, il mio cervello riusciva a
collegare quella penetrazione con quella di ... vi ricordate a Riccione,
il tipo di Milano ... e quel ricordo mi aiutava parecchio ad accettare
quella nuova situazione.
Dopo quel rapporto anale non mi era rimasta né la forza né
la volontà di difendermi, perciò ... mi hanno fatto quello
che si fa a una "troia": cioè poche storie e cazzi a
go-go da tutte le parti. Tanti orgasmi che non sono riuscita a frenare,
tanto sesso anale da farmi quasi dimenticare tutto il resto e tanta vergogna
per le sue imbarazzanti "conseguenze".
La mattina dopo mi sono risvegliata alle 11 con il bungalow diventato
rovente sotto al sole, altrimenti sarei andata avanti chissà quanto.
Una doccia interminabile, quasi per "lavare via" quella notte
e un controllo (con le dita) ai "danni" che mi erano
sembrati irreparabili prima di addormentarmi (fortunatamente il mio sedere
era solo indolenzito ma più o meno integro come prima
)
e poi di corsa a cercare Luca sul suo telefonino. Avrei voluto urlargli
tutto quello che mi era successo, e stavo cercando di farlo quando lui
mi ha detto:
-"scusa scusa, ti richiamo io, sono con un cliente"-
e non mi ha più chiamato.
La notte successiva di nuovo in quel bungalow
più rilassati,
solo Bob e Marco
solo una lunga preparazione con le dita e una
lunghissima splendida doppia penetrazione (purtroppo "protetta").
La la desideravo "fatta bene" ... in modo vendicativo nei confronti
di Luca.
Il resto della vacanza? Il maschio della mia amica si è trasferito
nel nostro bungalow con lei, io ho portato la mia roba in quello di lui
ma le notti le ho passate tutte in quello degli animatori.
capitolo terzo
GIO
Tornata a casa, sono passati aluni mesi ...
Adesso questo segreto mi pesa: mi sono innamorata di un ragazzo meraviglioso!
Lui non è per niente stupido e ha capito che sessualmente nascondo
qualcosa che potrebbe "esplodergli" tra le mani
spero
tanto che gli piaccia quello che piace anche a me, ma voglio che ci arrivi
da solo e che sia lui a chiedermelo.
No, non pensate che lui non mi basti, non pensate che il sesso di coppia
mi piace di meno
forse sono egoista e cerco solo di liberarmi dai
miei sensi di colpa
però preferisco credere che un'esperienza
così terribilmente eccitante sarebbe ancora più bella assieme
a lui. Ci spero tanto.
Lui si chiama Gio e io non sono più quella ragazza un po' infantile
che sognava il principe azzurro. Insomma, sono cresciuta.
Certo, non è stato tutto così semplice, non sono cambiata
come per magia, dalla sera alla mattina e non avrebbe senso farne la cronistoria.
In questo contesto interessa soprattutto la vicenda erotica, giusto?
posso raccontarvi i passaggi fondamentali.
Non vi dovrebbe esser difficile immaginare che i miei sensi di colpa
erano parecchio "concentrati" sul sesso anale: la prima volta
con Gio è stata un disastro. Ero tesissima nonostante aspettassi
questa sua iniziativa come una possibile liberazione
ho sentito
male , e più lui cercava di essere delicato, più io mi sentivo
in colpa nei suoi confronti
e più diventavo "stretta".
Come se la situazione non fosse abbastanza complicata, la mia tensione
ha illuso Gio di esser stato il primo ad inaugurare il mio ingresso posteriore
accidenti a me.
Non sopportavo l'idea di mentirgli e di essere falsa nei suoi confronti
come non sopportavo l'idea di ferirlo scaricandogli addosso tutta la verità,
perciò ho raccolto il mio coraggio e mi sono imposta di "rischiare"
il tutto per tutto pur di rendere "erotici" i miei sensi di
colpa e trasformarli in "benzina" per il suo fuoco. L'occasione
l'ho avuta una settimana più tardi, di sabato pomeriggio, sulle
rive di un fiume, dove eravamo andati per goderci il primo sole caldo
di primavera
insomma, mi sono spogliata completamente proprio perché
era un angolo di fiume molto a rischio "estranei" e/o guardoni.
La mia spudorata imprudenza nel voltare la schiena proprio verso il
sentiero che veniva dalla strada (e il mio disinteresse nei confronti
dei rischi che potevano arrivare da quella parte) hanno subito messo Gio
in agitazione
ed eccitazione. Senza mai guardare verso il sentiero,
mi sono girata sulla schiena offrendo esplicitamente la bocca a lui e
il mio "panorama tra le gambe" a chiunque fosse arrivato dalla
strada.
Fortunatamente a Gio è andato subito il sangue alla testa, così
mi è venuto quasi spontaneo il mio primo "capolavoro"
(tutto di mia iniziativa): una confessione-pompino, un discorso tra me
e il suo uccello eccitato allo spasimo
- mmm
scusa, scusami per l'altro giorno
mmm
mmm
ero tesa, non è stata colpa tua
mmmm
mi piace
sai
nel sedere mi piace un sacco
sono stata una stupida
è che mi sono vergognata
mmm
credevo che ti
arrabbiassi
Beh, dal sentiero non è arrivato nessuno
in compenso poi
il rapporto anale c'è stato e di quelli "devastanti"
. E' durato poco, perché questa volta era lui quello psicologicamente
teso, ma ho capito (ho capito che lui aveva capito)
ho sentito
per la prima volta che Gio mi aveva presa con quella così sconvolgente
e particolare "rabbia" riservata alle "troie".
Non pensate che io sia cinica
in certi momenti il cervello fa quello
che vuole lui, non quello che vorrebbe il buon senso
insomma, mentre
Gio mi sodomizzava io non riuscivo a scacciare i "ricordi"
che il tipo di Milano era abbastanza più dotato e decisamente più
"porcello"
mi faceva sentire molto più "umiliata"
quando mi veniva dentro,
Bob, Marco e Giangy non avevano avuto
particolari motivi di "rabbia" nei miei confronti e avevano
sempre usato i profilattici
ma erano in tre e giocavano molto sul
lato "spettacolare"
Vorrei farvelo capire chiaramente: l'adrenalina che mi era esplosa nelle
vene con quel rapporto era sì dovuta al fatto che finalmente Gio
mi prendeva in quel modo
ma è fin troppo evidente che per
me non sarebbe stato così terribilmente eccitante se non ci fossero
stati gli altri prima di lui
e probabilmente anche lui non avrebbe
provato una "rabbia" così sconvolgente se non si fosse
reso conto che altri maschi mi avevano presa in quel modo prima di lui.
Voi non potete immaginare quante volte mi sono chiesta cosa vuol esattamente
dire "troia" per voi maschi, cos'è che vi eccita tanto
di una "troia".
Perché, se ho ben capito, una vera troia non deve essere né
volgare, né insaziabile o tantomeno "ninfomane"
in parole povere una troia deve semplicemente "arrendersi",
deve saper godere proprio di certe "angherie" erotiche
è così?
No, all'inizio non mi rendevo conto che ci fosse una stretta relazione
tra la "colpa" di essere troia e la "punizione" riservata
alle troie
adesso comincio a pensare che la "colpa" sarebbe
ben poco eccitante se non ci fosse l'inevitabile "punizione".
Il gioco con Gio ha preso questa strada anche se le tappe sembrano quelle
comunemente percorse da moltissime altre coppie: le foto hard, l'abbigliamento
un po' troppo imbarazzante in pubblico, il coinvolgimento di estranei.
Per ora tutto si ferma alle avventure improvvisate in campo neutro (dove
non rischiamo di incontrare conoscenti
). Lui ovviamente non sa
che potrebbe saltare le tappe di avvicinamento
però neanche
ci gira troppo attorno: adesso, per esempio, "devo" portare
sempre con me diverse confezioni di profilattici anche se prendo la pillola
il messaggio è decisamente chiaro
prima o poi "dovrò"
usarli con qualcuno questi palloncini!
Che vi devo dire
sinceramente mi sentirei parecchio imbarazzata
dalla eventuale partecipazione di altre femmine, e capisco che questo
è un mio limite, una mancanza di imparzialità nei confronti
del mio uomo. Anche il "triangolo" fisso non riuscirei a reggerlo,
non la voglio neanche immaginare una storia con un mio "amante"
no no no.
Il fatto è che non riesco neanche a desiderare la partecipazione
di altri maschi né a considerarla eccitante
a meno che
a meno che Gio non mi ci dovesse "costringere".
Insomma, è soprattutto questo "particolare" che mi eccita,
questa forma quasi di "punizione"
anche se poi gli strumenti
della punizione dovrebbero necessariamente essere "altri maschi"
e immagino che i rituali sarebbero "quelli" che già in
parte conosco
cioè soprattutto sesso anale "abbinato"
a tutto il resto.
Il dolore fisico? No, non c'entra per niente, anzi
diciamo che
farei volentieri a meno anche di quello che provo quando il sesso anale
è molto energico. Il mio "masochismo" è soprattutto
mentale e molto ben circoscritto al gioco erotico
nel senso che,
nella vita di tutti i giorni, non mi lascio certo sottomettere da nessuno,
ve lo garantisco. Probabilmente mi piace sentirmi "costretta a godere",
forse mi manca il coraggio di prendere l'iniziativa, forse ho bisogno
di non sentire tutta la responsabilità selle mie spalle.
Hem, penso di comunicare soprattutto con persone intelligenti, quindi
mi sembra perfino superfluo ricordare che non sto cercando proposte di
incontri. E' già stato un bel regalo per me la possibilità
di scrivere queste cose, chiarirle anche a me stessa
se poi dovessi
scoprire di non essere la sola, o perlomeno di non essere una mosca bianca
sicuramente mi sentirei più tranquilla.
capitolo quarto
NAVIGAZIONE A VISTA
Non pensavo che la mia storia suscitasse tanto interesse.
Ringrazio tutti quelli che mi hanno invitata a corrispondere privatamente,
ma credo che certi argomenti sarebbe un vero peccato relegarli nel privato
possono interessare a tante altre persone. Del resto Laurax ci
permette di restare anonimi e, se continuerà gentilmente ad ospitarci,
non sarà imbarazzante dialogare in questo spazio.
Ritorno alla mia vicenda.
Come immaginavo, questa estate ci sono stati parecchi sviluppi.
Il gioco tra Gio e me ha preso una strada diversa da come l'avevo immaginata
e proprio per questo ne sono felice. Le mie esperienze passate mi pesavano
parecchio e tendevo ad aspettarmi da lui qualcosa che riproducesse in
copia quello che mi era capitato in Sardegna con quei tre ragazzi.
Beh, me ne sono resa conto: se lo spingessi ad emulare quella mia esperienza,
probabilmente lo condannerei a doversi accontentare di un deludente surrogato.
Innanzitutto perché quella era la mia prima volta, poi perché
quei tre hanno avuto parecchi altri vantaggi: erano già affiatati
tra di loro, l'atmosfera era quella trasgressiva di un villaggio vacanze,
non ero la moglie di nessuno dei tre
anzi, per loro ero solo una
fighetta qualsiasi, in piena "crisi" di identità sessuale.
Se fossi stata anche solo da qualche mese la ragazza di uno dei tre, sicuramente
non si sarebbero presi tutte le "libertà" che si sono
presi
e anch'io non avrei potuto dire di no senza esser presa sul
serio (intendo dire che, per l'uomo con cui ho un rapporto di rispetto
e fiducia, il no è veramente un no, per dei maschi ingrifati che
sentono di aver "incastrato" la loro preda, i miei "no"
facevano parte del gioco
entravano da un'orecchia ed uscivano dall'altra,
oppure li attizzavano ancora di più).
Insomma, da questa primavera il nostro percorso non è più
soltanto una "navigazione a vista"
Gio ha cominciato
a stabilire delle regole ben precise e a pretendere la mia ubbidienza.
Questo gli evita di dover tornare sempre sugli stessi punti e soprattutto
"aggira" l'ostacolo del rispetto e della fiducia che c'è
tra di noi. "Ubbidirgli" è un gioco che non intacca la
nostra vita quotidiana. Lui mi dice quando devo farmi trovare pronta,
e quello è l'appuntamento con le regole.
Il mio abbigliamento "hard" per esempio, lo tiene nel baule
della sua auto: quando lui parcheggia, dovunque ci troviamo, io devo scendere,
spogliarmi completamente, indossare quello che trovo nel baule e rientrare
dopo aver riposto l'abbigliamento "normale".
Altra regola: mi è proibito fare la pipì in un qualsiasi
bagno. Quando sono eccitata mi scappa spessissimo
la devo fare
all'aperto e in un luogo non appartato (che sceglie lui). La prima lezione
pratica è stata a Terni, un sabato notte: in pieno centro storico,
c'era un muretto e, tra quello e la strada, un giardinetto: mi ha fatto
salire sul muretto e ... tenere le gambe aperte. Insomma, se qualcuno
mi avesse vista, doveva capire che era autorizzato a guardare ...
Dei profilattici vi ho già detto nella puntata n. 3: li devo portare
nella borsetta. Non vi ho detto invece che ho dovuto andare io in una
farmacia (che imbarazzo!) a fare la "spesa": tre confezioni
"alla fragola", tre "ritardanti" e tre "supersafe"
(quelli che si usano per il sesso anale), più l'idratante vaginale
(lo sanno tutti: anche quello serve per il sesso anale). Accipicchia,
ma quanto costano i profilattici
ho speso una follia!
Le prime volte è stato molto eccitante rispettare tutte quelle
regole (soprattutto col "rischio" di dover usare i profilattici)
anche se poi non è successo niente
a parte quelli
che mi hanno beccata a fare la pipì o mentre mi cambiavo.
Gio mi ha detto chiaramente che queste prove servivano per farmi acquistare
certi "automatismi"
ma credo che anche a lui avesse bisogno
di verifiche tecniche per lui.
La prima vera avventura è stata parecchio cruda, perfino squallida
e mai avrei pensato che mi sconvolgesse tanto (credo che sia stata
proprio questa cercata volgarità a mettermi tanta adrenalina nel
sangue).
Mi ha portato in uno di quei parcheggi dove "teoricamente" si
danno appuntamento le coppie scambiste. Beh, in realtà l'unica
coppia eravamo noi e, come ci siamo fermati con le luci di posizione accese,
così è cominciato un certo traffico di auto guidate da uomini
soli (anche perché il parcheggio è adiacente ad una strada
dove "lavorano" le straniere).
Brr
è sempre difficile per me distinguere tra eccitazione
e paura, perché non è che una scaccia l'altra
da
me succede che si sommano, accidenti!
Non è stato Gio a scegliere, ha semplicemente detto di sì
al primo che si è fatto avanti
chiaramente il più
deciso tra tutti quelli che avevano gironzolato attorno alla nostra auto,
rallentando e sbirciando. E' sceso anche lui, li ho visti parlottare per
qualche secondo mentre il cuore mi andava a mille, si sono avvicinati
al mio sportello, Gio lo ha aperto, mi ha fatto scendere di fronte al
tizio, si è messo dietro di me, e sollevandomi l'orlo del miniabito
fino alla cintura, gli ha chiesto senza preamboli:
- ti piace? - (accidenti, glie l'ha chiesto a lui, non a me! vi rendete
conto?)
L'uomo ha farfugliato qualcosa che assomigliava a un - "
azzo,
certo che sì!" -
e lì, seduta astante, Gio mi ha fatto accucciare davanti
a quello, mi ha sfilato l'abitino e la borsetta da sopra la testa e mi
ha consegnato uno dei profilattici alla fragola!
vabbè, mi tremavano le mani: il primo l'ho sprecato
il secondo il tipo se l'è messo da solo, e ho cominciato a fargli
il lavoretto. Non l'ho neanche visto bene in faccia, so che aveva i baffetti
neri, era robusto con una discreta pancia. Quando mi sono resa conto che
nel frattempo si era fermata un'altra macchina, ero così spaventata
(eccitata?) che non mi sono voltata neppure un attimo a controllare.
E' stato il tipo a fermarmi, perché col preservativo e tutta quella
confusione in testa, non mi ero resa conto che stava venendo.
Mi sono alzata barcollando sui miei tacchi a spillo, mi sono guardata
intorno per capire se l'altra macchina me l'ero sognata
e invece
no, era là a pochi metri, con un tizio affacciato al finestrino
che applaudiva me, tutta nuda che avevo appena fatto un pubblico pompino
in un parcheggio "malfamato"!
- quanto vuoi, bella? - mi ha chiesto.
- è una troia, non una puttana - gli ha risposto secco il mio
uomo
siamo risaliti in macchina e ce ne siamo andati.
poi abbiamo fatto i fuochi d'artificio io e lui, e vi assicuro
che non ne sono rimasta delusa.Lo sentivo che si era trattato solo di
una tappa di avvicinamento ...
capitolo quinto
DUBBI e PAURE
Il mio appuntamento con gli amici di LauraX sta diventando quasi un
"blog": mi aiuta parecchio a ragionare
senza contare
che l'interesse dei lettori mi incoraggia a moltissimo.
Grazie a tutti.
Le vacanze sono state molto belle (nonostante un po' di brutto tempo):
10 romanticissimi giorni io e lui, senza nessun pensiero. Così
le mie paure si sono ridimensionate
già, perché avevo
il terrore che tuffandomi anima e corpo in questa follia erotica avrei
perso la dolcezza del "fare all'amore".
E invece no, fortunatamente no
anzi, ho notato che anche lui, nella
nostra intimità, non sente più l'assillo della superprestazione.
In parole povere, la trasgressione ha trovato una sua dimensione concreta
fuori dall'intimità del nostro lettone, restituendo così
spazio e serenità alla dolcezza del fare all'amore.
Beh, beh
non è che sia diventato tutto improvvisamente
semplice! Da parte mia comincio finalmente ad accettare che la mia sessualità
(quella esplosiva, per intenderci) richieda un cocktail di tensione, paura,
imbarazzo
perfino vergogna e umiliazione. Da parte sua
ve
lo devo raccontare: mi ha fatto una sconvolgente dichiarazione di gelosia!
Mi ha detto che non accetterà mai di avermi "da una certa
data in poi". Ha detto che mi ama a come sono adesso, come sarò
in futuro
e come sono stata in passato. Mi ha giurato che non accetterà
mai né di occupare un posto in coda alla lista dei miei partner
sessuali né di ottenere meno di quanto hanno ottenuto loro. Se
questo vuol dire che dovrò concedergli più di quanto ho
concesso agli altri
ops, sarà un bel problema!!.
Panico
figuratevi come posso essermi sentita dopo queste sue parole.
Rimuginandoci sopra però non posso dargli torto: in fin dei conti
la mia sessualità è la somma delle mie precedenti esperienze
(credo che sia così per tutti gli esseri umani) e lui non accetta
di sentirsi escluso dal mio passato. Me l'ha detto chiaro e tondo:
- ho bisogno di sapere tutto sui tuoi trascorsi sessuali per poterli inglobare
(ha usato proprio questo temine) nel nostro rapporto
altrimenti
io non potrò mai sopportare il piacere che hai provato con gli
altri maschi.
Ancora panico anzi, di più!
Quando ci siamo conosciuti mi ero illusa di poter fare punto e a capo,
però certe cose mi sono rimaste dentro e tornavano a galla anche
se cercavo di dimenticarle. Non ci posso fare niente: il sesso l'ho scoperto
prima come trasgressione e poi come amore (credo che sia stato così
per moltissime altre ragazze). Adesso per amore potrei benissimo rinunciare
al piacere delle avventure trasgressive, ma non potrò mai convincere
me stessa che il sesso secondo le regole coniugali sia altrettanto eccitante.
Lui poi non è certo uno stupido e molte cose le aveva già
intuite anche senza che glie le raccontassi io, tanto che adesso le sue
domande hanno quasi sempre una risposta implicita
io non posso
far altro che confermare.
Insomma, ho dovuto ammettere che avevo già fatto sesso anale con
altri ragazzi ma non ho trovato il coraggio di raccontargli "come",
cioè quello che mi era successo quella estate in Sardegna.
All'inizio gli ho confidato solo l'altra storia estiva sulla riviera
adriatica con il tipo di Milano. Poi, visto che gli avevo già accennato
a proposito dei suoi due amici
ho cominciato a prendere in prestito
qualche dettaglio dalla "famosa" vacanza in Sardegna (lui non
sa niente di quella, ma i miei "fantasmi" stanno proprio là)
e ad inserirli nella vicenda romagnola.
Ovviamente, improvvisando lì per lì, mi sono contraddetta
diverse volte, e questo lo ha insospettito ulteriormente, spingendolo
ad essere sempre più implacabile ed esigente nelle sue domande.
Adesso sa che il tipo di Milano era attrezzato abbastanza sopra la media
e che nonostante questo particolare (
o proprio per questo?) il
sesso anale con lui mi era piaciuto parecchio
forse grazie ai suoi
"bis" inevitabilmente più prolungati e più scorrevoli
del primo round
e di conseguenza meno dolorosi.
Quando mi sono accorta che le mie confessioni non causavano disastri ma,
al contrario, creavano una profonda complicità tra di noi, ho trovato
il coraggio di inventare che quel ragazzo di Milano a un certo punto se
n'era dovuto tornare a casa e ... che io avevo continuato a frequentare
i suoi amici (lasciandogli così intendere che c'era dell'altro).
Mi sono sentita un verme nel mentirgli proprio al gioco della verità
, ma per me l'unico modo per continuare questo percorso è che sia
lui a pretenderlo
lui che intuisce e mi incastra con le sue domande
terribilmente imbarazzanti. Dopotutto uso delle bugie formali per potergli
raccontare delle verità sostanziali
Adesso sono molto agitata perché ancora non so se tanta complicità
lo sta facendo soffrire oppure se piace anche a lui
da come mi
prende dopo le mie "confessioni" direi che non è soltanto
"incazzatura"
(non mi dispiacerebbe sentire opinioni
maschili in proposito).
E' chiaro
sono anche parecchio eccitata dalla piega che stanno
prendendo le cose. Ho letto la sezione annunci
brrr, certe cose
succedono, eccome!
Visto che lui finora non ha sbagliato una sola mossa, credo proprio
che prima o poi dovrò dirgli tutta la verità. Se 2+2 fa
ancora 4, questo vuol dire
cosa vuol dire, accidenti?!
gang-bang?
così, sotto ai sui occhi?
e si
accontenterà di pareggiare i conti?
humm
non credo!
Il cuore già mi batte a 1000
perché un conto è
stato trovarmi sola e indifesa a 1.000 kilometri da casa
arrendermi
potendo dare la colpa all'alcool, ai maschi, alla delusione sentimentale
e tutto con la sicurezza che una vacanza finisce e poi si volta
pagina e ricomincia la vita da brava ragazza.
Ma
"tutto organizzato" e accompagnata da uno come Gio
(che incute rispetto)
come sarà? Metti che quelli resteranno
indecisi, troppo rispettosi, troppo educati
io che scusa avrò
per arrendermi? Invece, se mi ci costringeranno un po', come se lui non
ci fosse, io sicuramente mi accendo. E se prorio Gio si sente in dovere
di "difendermi" ???
caso cosa cavolo faccio?
Seghe mentali. La testa mi bolle
devo fidarmi di lui, devo convincermi
che lui riuscirà ad entrare nella parte di "uno di loro",
così io potrò sentirmi indifesa
oltretutto, una donna
che prende l'iniziativa viene considerata volgare, mentre quella che si
arrende no
è solo "vittima" della disparità
di forze e delle debolezze della carne.
E i rituali di dominazione? Molto sinceramente, se sono fini a se stessi,
non mi eccitano per niente. Non mi eccita nessun tipo di "strumento"
da sexy-shop
e non è solo una sfumatura: il lato cerebrale
del gioco deve semplicemente "costringermi" ad accettare quello
più animale
soprattutto se "estremo". Il piacere
della vergogna e dell'umiliazione
quello penso sia solo un effetto
collaterale dovuto all'educazione ricevuta, alla "morale" dei
benpensanti (che tutto sommato mi condiziona anche se non ci credo).
Ok, ok la smetto di annoiarvi con i miei deliri. Mi rifarò
viva quando ci saranno sviluppi concreti da raccontare (presto, credo).
capitolo sesto
GLI HO DETTO TUTTO
Gli ho dovuto dire tutto, c'era da aspettarselo.
Gio ha una memoria di ferro, come se avesse registrato ogni mia sillaba,
come se avesse filmato ogni mia espressione del viso, come se avesse passato
la mia voce alla macchina della verità. Ha analizzato tutto e
qualche sabato fa, dopo cena, mi ha snocciolato tutto l'elenco delle cose
che non quadravano nella mia versione dei fatti.
Insomma, ha capito che mi era successo qualcosa di moooolto più
importante di come glie la raccontavo. Non mi è restato altro che
ammettere "quando" e "dove"
mi riferisco a
quella mia storia in Sardegna.
A questo punto lui ha cambiato completamente tattica, forse rendendosi
conto che per me era troppo difficile raccontargli tutta laverità
a voce, faccia a faccia, occhi negli occh. Restare nel vago non sarebbe
servito né a me né a lui.
Per quasi due ore è rimasto chiuso nel suo studio, poi ho sentito
ronzare la stampante e subito dopo è uscito per consegnarmi alcuni
fogli puntati con la cucitrice. Quando ho letto le prime righe ho avuto
un tuffo al cuore
era una specie di quiz. Ad ogni domanda c'erano
due o più risposte: io dovevo segnare quella giusta
cioè
la verità.
La prima domanda era:
- hai avuto rapporti multipli? Sì No
. Cavolo, ero con le spalle al muro. Anch'io mi sono chiusa in
camera da letto, a mordere la penna, tutta rossa in faccia.
Mi rendevo conto
una volta messa la crocetta sul quel sì,
non avrei più avuto nessuna possibilità di restare sul vago
o di fornirgli una versione addolcita dei fatti
e neppure mi sarebbe
rimasta la speranza di dimenticare col tempo.
Al diavolo i dubbi, al diavolo i tentennamenti
"Sì"
sì amore, accidenti sì!
Ho risposto a tutte le domande, con le guance sempre più infuocate,
la mano destra che segnava tremante le caselle, incapace di mentire
la sinistra attratta dalle umide smanie tra le mie gambe:
in quanti
erano
chi erano
dove è successo
quante volte
usavano profilattici
li eccitavo con la bocca
erano
violenti
quanto dotati
quanto resistenti
cosa dicevano
cosa dicevo
li volevo
non volevo
godevo
quanto godevo, quando, perché
accidenti a te, avrei dovuto
stracciare quei fogli in mille pezzi. Accidenti a me invece, godevo!
avrei dovuto sentirmi infuriata
e invece no, ho scarabocchiato
le mie crocette, ognuna delle quali alzava il prezzo da pagare.
Ero nella sue mani, totalmente
finalmente nelle sue mani.
Non avevo mai tradotto quella dannata storia in cifre, non l'avevo mai
messa nero su bianco, ordinatamente, inesorabilmente. Accipicchia! Non
mi ero resa conto di quanto avevo "minimizzato", di quanto avevo
mentito a me stessa,
eppure era lì, tutto scritto come scritto
da un'altra persona. Le mie inquietudini, i miei confusi sensi di colpa
avevano improvvisamente preso un ordine preciso, dai contorni netti, impietosi.
Non posso ancora crederci ... mi sono sentita sollevata, liberata.
Ho capito perché "confessare" è tanto liberatorio:
i conti cominciano a quadrare, si accetta "la colpa" e si aspetta
"la punizione"
e adesso è tutto nella tue mani, amore, fammi quello che
vuoi, fammi fare quello che vuoi, farò quello che vuoi.
Giò ha ritirato la mia prova di esame e se l'è studiata.
L'ha passata ai raggi X per due notti (chissà se si è masturbato
anche lui ?). Era teso, molto buio in faccia e praticamente non mi ha
rivolto parola fino al sabato successivo. Ha dormito poche ore, sfinito
io no, io sfinita come lui, io lo guardavo. Ho cercato la sua mano
e lui non mi ha respinta
che tempesta deve esser passata nel suo
cervello
amore mio siamo pazzi, pazzi l'una dell'altro.
Il sabato mattina sembrava rinato, sbarbato fresco fresco, con quella
espressione da schiaffi che mi fa letteralmente impazzire. Il frigo vuoto,
io ansiosa di espiare le mie colpe:
- "vado al supermarket, come mi vesto?"
- "da troia, naturalmente!"
me lo sentivo
ci capiamo:
è arrivato il momento di "ufficializzare" la mia sottomissione.
Tacchi a spillo, minigonna nera a vita bassa, cintura luccicante, giacchino
corto in maglia di cotone nero, microtanga, niente reggiseno. Mi presento
per l'approvazione: il tanga non passa
lo tolgo (del resto me l'ero
messo per pura formalità). Lui lo ritira e mi passa un profilattico
"srotolato": dentro ci sono alcune banconote, il palloncino
sgonfio è stato annodato.
- "ni
niente bancomat?" gli chiedo
- "no, e niente borsetta. I soldi te li infili nella figa!"
Alla faccia della delicatezza! Mi accompagna al super, controlla che entri
senza barare.
Faccio la spesa. Così conciata mi sento tutti gli occhi addosso
mi becco pure una strusciata sul sedere. Sì, ma come faccio
a "sfilarmi" le banconote? Il carrello è pieno, mi faccio
coraggio: banco surgelati (il meno intasato), chiappe praticamente nel
freezer e carrello davanti, divarico un po' le gambe e
flip! Ho
finalmente in pugno il profilattico, è caldo, bagnatissimo, scivoloso.
Lo butto nel sacco del pane, "slaccio" il nodo e vado alle casse
in preda a quella esaltazione di chi ha appena superato una prova difficile.
Provo lo stesso senso di sicurezza che da ragazza avevo sentito dopo un
rapporto orale con un uomo, non maturo ma comunque ... sposato.
Vi sembrerà un episodio di poco conto, ma per me è il
primo che si e svolto dentro i confini del mio quotidiano: non a caso
il supermercato era quello abituale, a poche centinaia di metri dall'edificio
in cui lavoro. Non a caso, al ritorno, Gio si è fermato per un
caffè al bar dove faccio colazione tutte le mattine. I baristi
non hanno saputo nascondere sorpresa nel vedermi in versione "zoccola"
... comunque, dopo un attimo di sbandamento, mi sembravano entusiasti
del mio look..
Adesso mi sento più leggera, prima tenere nascosto il mio lato
oscuro mi pesava come un macigno. Non ho più paura della eccitazione
che provo nell'avere paura ... sembra uno scioglilingua.
Beh, ovviamente la "prova" del supermercato non era fine a se
stessa: doveva "prepararmi" ad una fase successiva
Non so che canale ha usato, ma gli è bastata una settimana per
organizzare tutto.
Se da singola quella mia avventura non programmata (quella in Sardegna)
mi aveva "sconvolta" proprio perché imprevista
in coppia, adesso questa avventura "programmata" mi sconvolge
proprio per l'attesa carica di agitazione. Innanzitutto Gio non mi ha
voluto dire né "chi" né
"quanti",
nè se erano dei ragazzi oppure degli uomini. D'altra parte io non
potevo certo aspettarmi né che si trattasse di un singolo, né
di avere qualche possibilità di rifiuto.
No, tranquilli, non voglio dire che non fossi libera
pensavo
che non sarebbe stato giusto dirgli di no e che comunque non gli avrei
mai detto di no per nessun motivo al mondo. Il mio debito lo volevo pagare
lo desideravo, lo temevo e ne ero eccitata.
Insomma: l'esito dell'incontro non era in discussione
qualcuno
mi avrebbe fatto "la festa" e temevo che sarebbe stato umiliante,
punto e basta.
Alle 21 ero pronta, senza bisogno di ordini nè di istruzioni:
abbigliamento "adatto" e alimentazione specifica (cercate di
capire
) per praticare il sesso anale senza controindicazioni.
L'appuntamento era in campo neutro, cioè lontano da casa nostra
e da casa loro. "Loro" erano in tre, il che mi rendeva del tutto
impossibile un eventuale ripensamento dell'ultimo minuto.
Alle presentazioni strette di mano e battutine "semiprofessionali":
non erano certo uomini con cui sarei uscita in condizioni normali. Non
riuscivo assolutamente ad entrare nella parte di quella che si fa tre
maschi come bere un bicchier d'acqua ... ero imbarazzatissima.
Fortunatamente le formalità sono state brevi, poi tutti nella loro
macchina: il mio lui di fianco al guidatore, io dietro in mezzo agli altri
due. Il "breefing" di Gio ha portato immediatamente la temperatura
in zona rossa:
- "il rispetto sostanziale c'è già stato, grazie. Quello
formale non importa". - Gio ostenta decisione ma io lo sento che
anche lui è teso la sua parte - "d'ora in poi le regole del
gioco sono: preservativo per qualsiasi tipo di rapporto e carta bianca
per tutti. Io sono il play-maker, il centravanti, il guardialinee e soprattutto
l'arbitro
e se non alzo il cartellino giallo o rosso, vale la regola
del vantaggio.
Buon divertimento"
Anticipando il fischio d'inizio partita, Gio prende in contropiede tutti,
non solo me
soprattutto per quella frase "che non importava
il rispetto formale". I tre tizi sembrano già esperti, probabilmente
abituati a garantire soprattutto la parte "atletica" del gioco
forse mi vedono un po' troppo fragile per un trattamento "da
troia". Sui sedili della macchina, non sanno da dove cominciare:
anche loro cedono ad una eccitazione molto più "oscura"
di quella che probabilmente mettevano di solito in campo
si vede
dagli sguardi che si scambiano
Arrivati a destinazione (una piccola vecchia casa colonica), la tensione
era salita alle stelle e un mio cenno di ripensamento dell'ultimo minuto
ottiene il risultato opposto: accende le polveri. Giuro, non l'ho fatto
apposta
mi ha preso davvero quell'attimo di panico e, nel ruolo
di vittima predestinata, mi sono sentita cadere come nel vuoto ... troppo
eccitata per non aver paura di me stessa.
Qualcuno forse ci resterà deluso, ma non voglio farvi esattamente
la telecronaca dell'incontro
spero comunque di comunicare le sensazioni,
quelle mie e forse anche quelle degli altri protagonisti.
Mi sa che comunque i maschi in gruppo si lasciano prendere anche loro
da quei rituali che ricordano molto lo stupro di gruppo. Lo so, quello
vero è un crimine odioso, terribile
ma quello ritualizzato
(dai maschi) e desiderato (dalla femmina), per me è qualcosa di
sconvolgente, travolgente. Non mi stancherò mai di ripeterlo: tra
rituale e stupro passa la stessa differenza che c'è tra una partita
di rugby e un pestaggio ai danni di un poveraccio. Era da chiarire ...
Insomma, spogliata e buttata su quel materasso senza lenzuolo, l'inizio
è stato parecchio realistico: Gio mi ha tenuto le braccia sopra
la testa, due di loro mi hanno aperto le gambe e mi hanno frugato con
le dita
fino a strapparmi gemiti di piacere. Il terzo si è
spogliato, ha armeggiato col preservativo e si è steso sopra di
me, la sinistra a palparmi il seno, la destra a tenermi il mento, la sua
lingua nella mia bocca e il suo cazzo a caccia dei miei orgasmi. Quando
sono venuta, Gio mi ha lasciato liberi i polsi ... gli altri due avevano
già permesso alle mie gambe di allacciare le reni del mio "violentatore".
Io? Beh, istintivamente ho desiderato che mi venisse dentro e ho odiato
il preservativo per quello che mi stava negando.
Non mi aspettavo una scopata tanto infuocata, così appagante
sono rimasta lì, senza forze, lasciando che le loro dita mi preparassero
all'assalto più temuto. La mia bocca ha cercato il sesso di Gio
e l'ha trovato durissimo
così riuscivo a non vedere le operazioni
necessarie al sesso anale "protetto" (ai maschi piace molto
il lato spettacolare, ma per me è troppo imbarazzante).
Ho capito ben presto che il secondo era perfino più dotato del
primo e che sarebbe stata un'impresa difficile anche collaborando al massimo.
Così, faccia a faccia, con la schiena sul materasso e le ginocchia
sul petto
non ce l'ho fatta proprio! Ho chiesto almeno di potermi
mettere nella posizione più adatta, ginocchia, gomiti e fronte
sul materasso.
Ovviamente già lo sapevo che il sesso anale con più maschi
è completamente diverso da quello di coppia: con un solo maschio
infatti il tormento finisce sul più bello, quando finisce anche
il rapportonel senso che una comincia a rilassarsi verso la fine ... e
dopo lui si riposa. Con più maschi, beh, è ovvio, il tormento
finisce un po' prima perché l'eccitazione alle stelle rilassa i
muscoli più in fretta
ma la vera differenza è che
poi si aggiungono altri rapporti dopo il primo
più scorrevoli,
perciò meno dolorosi e di conseguenza molto-moooolto più
piacevoli. Fisicamente, non si richiude subilo lo spazio che il primo
maschio ha aperto
e anche se gli altri sono molto ben dotati, questo
spazio si adatta in tutti i sensi ... ampiezza e profondità (purchè
ci sappiano fare).
Le sensazioni della penetrazione? Almeno per me, sono molto diverse:
nei rapporti vaginali il sesso maschile entra "al suo posto",
si fonde nella mia carne, sento che va quasi a "completare"
il mio corpo
.nei rapporti anali invece l'ingresso è un'intrusione,
un'invasione che pretende una resa incondizionata, e da questa resa partono
le reazioni più sconvolgenti, a catena, fisiche, cerebrali, inevitabili
e allo stesso tempo morbose, colpevoli.
Quando scopo, ho bisogno che il partner regoli il suo ritmo col mio, che
la sua pelle aderisca alla mia, che le sue mani e la sua bocca mi cerchino
e che i suoi occhi mi guardino lucidi di desiderio. Quando vengo
sodomizzata mi eccita l'energia, ho bisogno di mani che mi trattengano
i fianchi, di affondi che mi tolgono il fiato, di ritmi che mi facciano
implorare una tregua
e che la fine sia come deve essere, umiliante
come desidero che lo sia l'eiaculazione dentro e tutto quello che succede
quando il maschio estrae la sua spada (e che il profilattici purtroppo
smorza).
Bene, adesso avete un'idea di come è andata.
Nonostante il mio cervello fosse in orbita, il ricordo delle mie prime
esperienze senza Gio è stato una indesiderata presenza di sottofondo,
un rumore di fondo fastidioso
ho avuto paura che per lui fosse
l'unico motivo per cui se ne stava lì a vedere quello che mi facevano.
Ovvio, una certa "cattiveria" da parte sua me l'aspettavo e
ammetto che un suo perdono mi avrebbe perfino delusa, magari delusa non
sentimentalmente ma
sessualmente sì. Mettiamo i puntini
sulle i: non è facile stabilire un confine tra piacere fisico e
piacere mentale ... diciamo fisicamente quei tre hanno fatto un ottimo
lavoro ...
Insomma, come donna mi fa piacere che il mio uomo sia sessualmente molto
"incazzato" con me e che sia questa la sua punizione: è
un fatto irrazionale, non posso farci niente.
Se fossi ancora singola o se non mi fossi innamorata di uno come lui,
sicuramente la mia prima esperienza "multipla" sarebbe stata
anche l'ultima (credo che sia stato così anche per altre ragazze
o no?).
Ma lui fortunatamente c'è e sa tutto.
Mi ha fatto scoprire di desiderare anche il sesso con altri maschi perché
attraverso quello io sento tutto il suo amore, la sua gelosia, l'energia
incontenibile dei suoi sentimenti.
Le umiliazioni che desidero, che mi eccitano (e che spero continuino anche
in futuro) mi danno la prova di non farlo solo per me.
Se si potesse, cambierei una sola cosa
abolirei quei dannati preservativi!
Lo sperma è qualcosa che vorrei sentire dentro di me: se "sul
momento" mi fa sentire umiliata, "dopo", quando gli uomini
diventano agnellini, mi farebbe sentire orgogliosa
ammirata, invidiata
ma su questo solo le donne possono capirmi.
capitolo settimo
ME L'ASPETTAVO
Dal momento che all'epoca dei fatti ero "single", avevo considerato
la mia esperienza multipla come un plausibile incidente di percorso.
Poi era successo di nuovo in coppia con il mio lui
e questo l'avevo
voluto considerare come qualcosa che gli dovevo, un prezzo che pagavo
per estinguere il mio debito. Insomma, ho avuto una gran paura che la
sessualità "estrema" fosse incompatibile con la sessualità
"normale" (n.d.r - con l'infinita dolcezza del fare all'amore),
incompatibile con una vita "normale" e perfino con una
mente "normale". Poi ho cominciato a rendermi conto che le mie
paure erano infondate
o forse erano anche fondate ma fortunatamente
avevo un compagno meraviglioso.
Alla fine mi sono arresa. Arresa all'idea che il mio incidente di percorso
è stato solo apparentemente un incidente
in realtà
era un percorso, o meglio, è stato l'inizio di un viaggio nella
direzione di una sessualità sconvolgente, fisicamente piuttosto
brutale ma anche tanto profondamente cerebrale e totalmente condivisa
col mio uomo.
Insomma, lo ammetto, sono morbosamente attratta dalle situazioni al centro
di più maschi
con l'inquietante "piccolo particolare"
che la mia eccitazione è in qualche modo proporzionale al numero
dei maschi e/o alle dimensioni della loro dotazione (rendo l'idea?).
Non voglio usare il termine gangbang solo perché se ne ricava un'idea
abbastanza distorta (almeno per quanto mi riguarda).
Comunque non è il caso di sottilizzare sul termine: detta come
va detta, faccio sesso con maschi in gruppo.
All'inizio neanche lui sapeva se e come si sarebbe sviluppata la cosa.
Mi ripeto: anche per Gio il farmi "sbattere" da altri maschi
è stata soprattutto una reazione al mio incidente di percorso,
e pure lui non sapeva se la storia si sarebbe chiusa una volta pareggiati
i conti. Ora però i conti sono più che pareggiati ma né
lui né io siamo convinti di doverci fermare
anzi, conosciamo
i nostri desideri così bene da poterli "organizzare"
seguendo proprio quelle fantasie che al primo impatto avevano investito
il nostro rapporto con la forza di un tornado.
Uffa, sto facendo un cappello infinito per dirvi che in questi mesi
ho incontrato sia qualche singolo che qualche gruppetto maschile già
formato. Un eccitante tour de force
e attorno a me si è
formata una piccola cerchia di amici. Il programma prevede una "festa"
a metà settembre
sarà il mio primato personale in
fatto di numero di partecipanti (brrr, che pazzia). Cosa posso dirvi
le sensazioni sconvolgenti della prima volta non si possono ripetere all'infinito,
ma fortunatamente Gio ha un sorprendente talento nel trovare tutte le
stanze più oscure del mio mondo "inconfessabile".
Mi ha sorpresa con l'ambiguità del nostro primo annuncio. Con la
frase - lei disponibile al primo incontro - ha fatto sì che molti
si aspettassero una "semiprofessionista"
e "l'effetto
puttana" mi ha inaspettatamente proiettata su un orbita di follia.
Gli appuntamenti "conoscitivi" non hanno avuto sviluppi in privato
tutto si è svolto sul posto, in macchina e dintorni
la qual cosa Gio me l'aveva presentata come un accorgimento per evitare
giochi troppo impegnativi
in realtà aveva in mente procedure
molto sbrigative, crude per non dire proprio "deliziosamente crudeli"
nei miei confronti
della serie:
- salve, voi siete Tizio e Caio?
- Sì piacere, io sono tizio e io sono caio
- lei è Maya
allora? Cosa ne dite, vi piace?
- Cipicchia, complimenti, sei sexy
- volete provarla? Subito, qui adesso, prendere o lasciare.
C'è stato chi non ha capito subito il gioco e ha chiesto quanto
costavo, gli altri hanno cercato di capire con un certo imbarazzo
ma poi tutti hanno deciso per il giro di prova. Io? Ormai lo sapete, più
la situazione è imbarazzante (più mi spaventa) e più
mi eccita.
Gli incontri sono stati cinque, uno con un terzetto e gli altri con singoli
in coppia.
I giorni che hanno preceduto questa serie di appuntamenti li ho vissuti
in uno stato di agitazione molto erotica. Anche se fisicamente doveva
essere qualcosa di leggero, temevo che risultasse squallido e deludente
invece (pazzesco!) al dunque ancora una volta è stata proprio
la componente squallida a riempirmi il sangue di adrenalina!!
Quelli che ci sono andati giù pari-pari sono stati i tizi del
terzetto. Forse proprio perché in tre, non hanno neanche provato
a entrare in macchina tutti assieme. Uomini sulla quarantina, uno anche
piuttosto sovrappeso, hanno fatto i loro comodi uno alla volta e mi hanno
strappato orgasmi a raffica, senza giustificazioni razionalmente "accettabili".
già, perché le uniche ragioni stavano nel fatto che
per me quei tre erano emeriti sconosciuti, ce l'avevano grosso, sudavano
come fontane, mi soffiavano sul collo e soprattutto non si preoccupavano
minimamente del mio piacere
e io, accidenti a me, chiavata come
una puttana godevo lostesso. Insomma, mi sono sentita umiliata dai miei
stessi orgasmi.
Gli altri tre appuntamenti non sarebbero andati poi tanto bene se Gio
non avesse capito le mie difficoltà: a me infatti non va di essere
troppo attiva, mi sento troppo volgare
per lasciarmi andare ho
bisogno che siano i maschi a fare "le porcherie". In macchina
invece manca lo spazio, dovrei collaborare. Da un lato la cosa mi ha eccita,
perché vorrei tanto trovare il coraggio di mostrare esplicitamente
a Gio (seduto in posizione strategica al posto di guida) le penetrazioni
e il mio armeggiare per guidarle dentro di me. D'altro lato ormai mi conosco:
è proprio il sentirmici "costretta" che fa crollare le
mie inibizioni
è stato sempre così anche quando ero
molto giovane e ancora vergine (vedi i pompini fatti in diverse occasioni
dopo la discoteca
solo perché un maschio mi aveva offerto
un paio di consumazioni e poi avevo accettato che mi accompagnasse a casa
in macchina
) .
Gio ha trovato una soluzione drastica e coraggiosa: la "doppia"
(protetta) in macchina.
Ok, lo sapete, non è proprio una novità per me
ma
in macchina, ve lo assicuro, è tutto più esasperato, più
estremo
senza la possibilità di arrivarci gradualmente.
Un'ora tutta nuda per questo tipo di "prova": il miracolo l'ha
fatto il lato "umiliante" dell'orologio che segnava il tempo
a disposizione.
Non ho avuto via di scampo: è stato tutto terribilmente "spettacolare"
(il vocabolo giusto sarebbe "osceno"), dalla preparazione alla
penetrazione
fino alle inevitabili conseguenze del rapporto anale
con un partner ben dotato.
Me ne rendo conto: descrivere queste cose rischia di risultare di pessimo
gusto
sappiate soltanto che questi appuntamenti si sono volutamente
svolti nel giro di una sola settimana
e due di questi nella stessa
serata del sabato (alle 22 e alle 24). A parte il terzetto che ha richiesto
più di un'ora, gli altri incontri si sono conclusi abbastanza velocemente
o meglio, la "doppia" vera e propria è durata
pochi minuti.
Una delle cose più sconvolgenti è stata che, dopo ogni incontro,
ho desiderato spasmodicamente che Gio mi prendesse
ho avuto disperatamente
bisogno del suo corpo, del suo abbraccio, dei suoi baci appassionati.
E' stato irremovibile: ho dovuto aspettare l'ultimo della serie.
Del resto, se avessimo fatto l'amore dopo il primo incontro, probabilmente
non avremmo avuto la carica psicologica per gli altri 4.
Prossima tappa: la so già, è la gangbang vera e propria.
Siamo in fase di trattativa: Gio punta sull'alto numero di partecipanti
io cerco di restare nel ragionevole
(a livello di fantasia
mi piacerebbe senza profilattici, ma so che non si può)
Mi secca creare un collegamento tra il nick Maya e quello usato nel nostro
annuncio
ma è evidente che di me esistono anche foto. Perché
questa paura? Beh, perché in quel caso mi sentirei troppo fragile,
troppo vulnerabile. Chi conosce bene il mio corpo è meglio che
non conosca troppo la mia anima
cercate di capire, anche le troie
ne hanno una.
Spero di non avervi annoiato.
capitolo ottavo
MANTENGO LA PAROLA
Mantengo la parola: eccomi allappuntamento con la vostra curiosità.
Anche questo per me sta diventando un piacere, perciò vi ringrazio
tutti, in particolare chi ha espresso il suo apprezzamento sulla rubrica
messaggi.
E fatta, è successo. E stata quasi una liberazione,
perché questa benedetta gang estrema era diventata
lanello mancante per sentirmi veramente libera di scegliere (in
futuro) una sessualità più tranquilla. Quando
ci si trova di fronte a certe opportunità, rinunciarvi
significa che prima o poi ci si sente sconfitti dalle proprie paure, ci
si sente perdenti
e questo non è da me. Per farlo ho bisogno
di sentirmi sicura che poi potrò smettere di farlo ... sembra un
gioco di parole.
No, no, non rinnego il passato e non sono pentita. Non escludo neanche
che in futuro possa succedere di nuovo. Senza aver raggiunto
questo traguardo, forse non sarei riuscita nemmeno a dare un senso a tutte
le tappe precedenti. Forse, se Gio non mi avesse fatto pagare un prezzo
così pesante, non sarei riuscita a capire quanto lui
vuole che io gli appartenga totalmente e quanto è disposto a rischiare
perché io senta che lui mi appartiene totalmente.
Ma veniamo al sodo: ai fantasmi che ci hanno portato fin
qua, se ne è aggiunto uno che ha complicato parecchio le cose.
A Gio infatti rode parecchio che io abbia avuto i miei primi rapporti
anali quando davanti ero ancora vergine e, se ricordate quella
mia confessione, il ragazzo non aveva usavato profilattici, era piuttosto
ben dotato e
labbondanza delle sue eiaculazioni aveva fatto
nascere in me una forte istintiva ammirazione per la sua virilità.
Questo è il motivo per cui Gio ha voluto che almeno qualcuno nel
gruppo potesse avere con me rapporti non protetti ma altrettanto sicuri
(questa è davvero una bella complicazione!).
Insomma, io mi sono sottoposta senza problemi al test di sieronegatività,
ma non è stato altrettanto facile convincere qualcuno ad accettare
la stessa seccatura per un solo incontro. Oltretutto il
certificato vale ben poco se non si è sicuri che il soggetto
non ha rapporti a rischio tra la data del certificato e quella dellincontro
mi capite?
Morale della favola, tra gli elementi più affidabili, due hanno
accettato la proposta e, per evitare che nel frattempo si facessero altre
storie, io ho dovuto accettare una relazione con loro
(ho sempre
considerato troppo imbarazzante avere un amante
figuriamoci due).
Diciamo che ho dovuto impegnarmi a garantire la mia disponibilità
nel caso loro non fossero riusciti ad osservare l'astinenza fino alla
data della gang. In realtà è andata a finire che mi hanno
cercata diverse volte, soprattutto uno dei due.
Gli incontri clandestini in macchina, prima di cena, sono
stati diversi e
accidenti a me, quelle scappatelle
da mezzoretta, senza Gio, sui ribaltabili delle loro auto mi sono
piaciute non poco (tanto da esserne parecchio preoccupata).
Già, perché ... guidare fino al posto dellappuntamento,
scendere dalla mia macchina, salire sullaltra e cercare un inesistente
posticino tranquillo, sfilarmi le mutandine (così al volo
in piena luce del giorno), aprire le gambe (guardandomi attorno che non
passasse qualcuno)
e poi la sveltina, zum zum zum in fretta
dai vieni si siii siiii
e poi il tipo che si sfila il profilattico
bello ripieno, e i fazzolettini di carta, e lodore di sperma &
prfilattico ... e poi le macchine, i motorini che son passati, magari
non hanno visto tutti i dettagli ma di sicuro qualcuno ha capito molto
bene. E dopo, mentre lui guida, risistemarmi il trucco con quella strana
sensazione che nel traffico attorno a te tutti pensino zoccola ti
sei fatta una scopata clandestina ... e la voglia di correre a casa
e trovare Gio sconvolto dallattesa
woww
tutto questo
mix di indecenze e cuore in gola si è rivelato un efficacissimo
(e terribilmente eccitante) antistress.
Ma la gang?
Ok, ok
la gang è stata una cosa molto diversa dalle mie
precedenti esperienze multiple
Voi già lo sapete cosè che mi accende: il sentirmi
assediata, il dovermi arrendere
braccia che mi stringono,
bocche che mi cercano, dita che mi frugano, corpi che mi schiacciano,
sudori che si mescolano, muscoli che vibrano, cazzi che mi impongono la
legge della natura
cazzi che al di là della mia volontà,
più mi entrano, più mi aprono e più mi fanno sentire
femmina.
Beh, la gang è diversa (almeno ... quella lo è stata).
Per i maschi la gang è soprattutto spettacolo: vogliono essere
spettatori e spesso subordinano allo show anche il loro ruolo di attori
protagonisti. Quelli che ho incontrato hanno usato le mani soprattutto
per vedere
per spalancarmi di più, per aprirmi
il sesso
e per impugnarsi gli arnesi. Pochissimi i veri corpo a
corpo: il contatto fisico è stato molto ircoscritto alle penetrazioni
e alle mani che mi tenevano in modo che si vedesse bene. Ho
capito fin dall'inizio che se non mi facevo prendere da questo gioco,
rischiavo il disastro di irrigidirmi, di gelarmi.
Ripensandoci, ho avuto perfino limpressione che il mio divieto di
filmare/fotografare coi telefonini sia stato una grossa delusione per
tutti
assurdo, no? Una è lì per lasciarsi fare praticamente
di tutto, e loro ci restano male perché non possono fotografare!!!
Dal mio punto di vista la prima parte della serata è stata difficile
compreso il sesso orale, nonostante che la componente spettacolare
(nella giusta misura) eccita anche me, per carità ... (diciamo
che so essere gola profonda). In mezzo a tanti maschi però
non riesco ad accettare di dover essere io a darmi da fare
e non
mi va neanche di esagerare coi numeri solo perchè il
gruppo è numeroso (
nel senso che avrei preferito succhiarne
uno solo alla volta).
La seconda parte
hem ... in effetti loro hanno messo il turbo non
appena hanno capito che partiva il sesso anale
si sono
subito agitati tutti, chi per accaparrarsi il ruolo di attore,
chi per assicurarsi la visuale migliore.
Ci mancherebbe altro, adesso ci scherzo sopra
ma ci scherzo soprattutto
perché non riesco a rendere bene la tempesta che mi passava per
la testa
già, non ve lo avevo ancora detto: loro erano in
nove.
Il sesso anale in versione maratona lo temevo e allo stesso tempo lo desideravo
come se mi potesse "liberare" dalle mie ossessioni
... Però è stato diverso dalle mie fantasie oscure.
In tutte le mie precedenti esperienze infatti, i rapporti anali sono stati
sempre completi
cioè nessuno si è mai
sognato di venire da unaltra parte. Stavolta invece hanno fatto
così solo i due partecipanti garantiti (quelli autorizzati
a non usare il profilattico)
gli altri si sono tenuti la cartuccia
per il gran finale
un gran finale un po troppo scontato,
in stile porno-commerciale (speriamo che non si offendano).
Non per scendere troppo nei dettagli, però sinceramente la fissazione
di chiudere la serata con la doccia di sperma non mi è
piaciuta un granchè. In questo campo mi erano piaciuti
molto di più i ragazzi in Sardegna: più di una volta era
successo che qualcuno di loro si fosse masturbato di gusto davanti alla
mia bocca mentre un dei suoi "soci" mi sodomizzava. Ve lo assicuro,
la spasmodica attesa a bocca rendeva ancor più sconvolgente il
sesso anale, gli dava un significato morboso, cerebrale ed allo stesso
tempo selvaggio.
Ma torniamo a questa gang. Bilancio?
Positivo soprattutto perché adesso perlomeno non ho più
quel tarlo che mi rode il cervello.
Positivo come un bicchiere mezzo pieno invece che mezzo vuoto.
Positivo perché adesso so che, alla gang numerosa preferisco dellavventura
più spontanea ... magari con due o al massimo tre elementi.
Positivo perché adesso ne sono sicura: posso offrire uno spettacolo
molto più sconvolgente a chi non cerca di imitare i film porno
ma sa apprezzare i miei gemiti, la mia faccia sconvolta, i miei capelli
intrisi del sudore mio e dei miei partner, il mio corpo tremante, violato,
stremato, segnato dalla battaglia.
Positivo perché adesso non mi fa più paura una storia di
sesso con un singolo
e se proprio dovessi averne una per
i fatti miei, mai e poi mai mi allontanerebbe da Gio, mai e poi
mai intaccherebbe il nostro amore.
Avrei tante altre cose da aggiungere sul mondo che sta attorno
alle gang-bang, ma per ora me ne manca il tempo.
Aggiungo solo che mi sono sentita abbastanza sollevata nello scoprire
che si tratta di uno sport con un certo numero di praticanti.
Più che in espansione, credo stia uscendo allo scoperto
e ho notato con piacere che lo pratiano altre ragazze/signore mooolto
carine, non volgari. Dai servizi fotografici che ho visto, sono proprio
queste matricole le più immortalate in mitiche doppie
penetrazioni perfino con ragazzi di colore veramente oversize
(immagino vere bombe sia per loro che per chi si è goduto lo spettacolo
dal vivo)
eh-eh, ma allora non sono lunica!! ...
PS: non è che a me foto o videoriprese fanno schifo
anzi!
A livello di fantasia mi eccitano parecchio. Vi dirò di più:
uno dei mie fantasmi più eccitanti è quello di essere portata
in un locale a luci rosse (tipo quelli di Amburgo, per intenderci) e di
esser data in pasto ad una gang
sul palco, davanti a un bel pubblico
pagante!!
Non si può, non si può, non si può
ci vuole
discrezione.
capitolo nono
LA SBANDATA
Carissimi, se non mi sono fatta viva da tanto è perché ho
passato un periodo intenso e
turbolento.
Mi rendo conto che i miei racconti sono difficili da seguire, visto che
non si tratta di episodi a sé stanti. Per me è chiaro che
si tratta di un "percorso" ... e pare che questo mio viaggio
non abbia intenzione di fermarsi tanto presto (come credevo
).
La storia della gang ha spostato molti paletti
che mi avevano sempre fatto da riferimento. Da una parte ha azzerato quasi
tutti i miei sensi di colpa dandomi tanta sicurezza. Dallaltra parte
proprio la forse troppa sicurezza mi ha resa molto più
vulnerabile sia a quelle tentazioni che io credevo di saper controllare,
sia a tentazioni del tutto nuove (e in contrasto con i miei principi morali).
Insomma, accidenti, nonostante quei paletti io li avessi spostati, ho
sbandato, sono uscita fuori abbatendoli come birilli!
Fortunatamente sono tornata in strada dopo poche settimane ... "la
prima tentazione" è stata la storia con Lele (uno dei due
singoli certificati che avevano partecipato alla gang e che
avevo "frequentato" anche prima.
Vi ricordate? Lavevo incontrato diverse volte da sola, prima della
serata di gruppo, e avevamo fatto sesso in macchina. Sesso clandestino
dopo lorario di lavoro.
Il mio sbaglio è stato quello di credere che i rapporti non protetti
fossero un rischio solo sanitario, e che risolto quello non
ci fossero complicazioni di altro tipo. Invece
sarà perché
avviene uno scambio ormonale o chimico o chèssoio,
ma quando lo sperma di un uomo ti entra dentro e ti piace tenerlo dentro,
è come se lui ti entrasse nel sangue
te lo ritrovi nel cervello,
lo desideri e quello che provi rischi di scambiarlo per sentimento.
Ho provato rabbia verso me stessa e, quello che più mi dispiace,
anche verso Gio
colpevole di avermi spinta tra le braccia
di Lele.
Ebbene sì, lui, Lele ha continuato a cercarmi, non a casa, ma sul
lavoro
e gli appuntamenti si sono ripetuti anche due-tre volte
alla settimana. Solito posto tra il fiume e la strada, un sesso veloce,
impaziente, carico dell'attesa accumulata durante la giornata, carico
dell'inrigo, degli SMS, dei preparativi nella toilette dell'ufficio.
Con Lele sessualmente mi sono sentita molto me stessa perché
le dimensioni del suo pene gli permettevano di essere virile anche senza
diventare violento. Non avevo bisogno di sollevare le gambe per sentire
la profondità della penetrazione, non mi serviva incitarlo
semplicemente e naturalmente mi abbandonavo a lui e lui comunque mi sfiancava,
mi riempiva, mi faceva vibrare ... e soprattutto non usciva sul più
bello. Tenevo gelosamente il suo sperma dentro di me, tornavo a casa e
lasciavo che Gio lo trovasse, ne sentisse lodore forte che impregnava
i miei slip. Gio mi scopava cosciente ed eccitato di trovarmi già
soddisfatta, poco reattiva, con la mente al mio amante ... e io a lui
mi concedevo come se volessi mettere in atto una sottile vendetta ...
neanche mi spogliavo completamente, neanche mi facevo salire un orgasmo,
neanche nascondevo quel lampo di fastidio nel sentire che mi veniva dentro.
E poi, un lunedì ho capito, sono rinsavita, ho visto il vero
volto di Lele: evidentemente nel fine settimana lui aveva progettato
tutto, perché mi ha portato in un posto diverso da quello nostro.
Per arrivarci così deciso, vuol dire che ci era già stato
là. Era uno spiazzo molto più appartato rispetto alla strada
ma allo stesso tempo molto più esposto ad eventuali occhi indiscreti.
Già, perché, nel nostro solito posto lungo la strada, è
vero che gli automobilisti capivano quello che stavamo facendo
ma non potevano fermarsi a guardare e soprattutto non potevano
farlo di nascosto
quindi era eccitante ma anche sicuro.
Lì appartati invece, era linsicurezza che mi metteva ladrenalina
in corpo. Anche il suo comportamento è stato subito molto diverso:
mi ha spogliata completamente e ha voluto che fossi io a cavalcarlo
si eccitava nel fare in modo che io fossi ben visibile attraverso i finestrini
della macchina, mi voleva porca, mi respingeva per farmelo succhiare
cercava di farmi stare col sedere alto e mi allargava le natiche
accidenti, accidenti, accidenti, ladrenalina mi è salita
a 1000, lo assecondavo. Lui ha aperto lo sportello, lo abbiamo fatto un
po fuori e un po dentro, e in piedi e schiacciata contro il
cofano e sempre e comunque giocando col rischio che mi vedessero, cercando
e godendo loscenità più sfrenata come se ci fosse
stato tutto il mondo a guardarmi allupato (chissà se cera
qualcuno davvero ...).
E venuto fuori, o meglio, ha cominciato dentro e poi ha infierito
mirando gli schizzi proprio lì, tra le mie gambe
e me lha detto:
- porca - mi ha detto - domani chiamo quellaltro (si riferiva allaltro
partecipante certificato alla famosa serata-gang) e ti ripassiamo
i buchi come ti meriti !-
Cera molta rabbia nelle sue parole. Nel suo sguardo ho visto anche
un lampo di odio
forse gelosia. Era molto agitato, ha cercato di
umiliarmi spingendomi nuda lontano dalla macchina, come se minacciasse
di lasciarmi lì sola e svestita e senza nemmeno un fazzolettino
per pulirmi
Poi ha cercato di capire fino a che punto ero disposta
ad umiliarmi per scongiurare quel pericolo.
Hem
sul momento ho fatto quello che voleva lui, col cuore impazzito,
tremando non solo per il freddo. Non ce laveva proprio in erezione:
era evidente che cercava di fare la pipì e voleva la mia bocca.
Fortunatamente io lo so che i maschi non ce la possono fare se sono in
erezione
così ho provveduto a metterlo in sicurezza: io
cercavo di farlo venire di nuovo, lui cercava di aprire il rubinetto
e naturalmente ho vinto io nonostante la sua smorfia di rabbia quando
mi è venuto in faccia.
Con tutte quelle emozioni e quel freddo, la pipì alla fine lho
dovuta fare io, davanti a lui, alla faccia di tutte le regole, con unesaltante
sensazione liberatoria
dentro di me pensavo: vuoi che mi vedano?
Vuoi potermi disprezzare? Vuoi che sia io quella volgare e non tu il porco?
OK, accontentato, sporca in faccia, sporca tra le gambe me ne sono tornata
in macchina senza rancore.
Con Lele ho chiuso: sono stata irremovibile .. e lui ha capito anche
che non avevo niente contro di lui, a parte il fatto di aver capito cosa
voleva da me. Già
perché da me lui voleva quella
complicità che io avevo con Gio e grazie a Gio, complicità
che era cresciuta con Gio e che esisteva solo perché dietro a quella
cera il nostro amore e il nostro reciproco impegno a condividerne
le gioie e i dolori.
Se Lele avesse accettato il suo ruolo, se avesse capito che il nostro
gioco si faceva in tre e che lui era appunto il terzo, quasi
sicuramente quella storia poteva ancora riservarci dei momenti molto intriganti.
Perché no, me lo avesse proposto in un altro modo non mi sarebbe
dispiaciuto un incontro clandestino con lui e laltro
tizio. Anche quello è molto ben dotato
per niente sensibile,
poco gentile, più egoista
insomma, perfetto per le mie tendenze
masochiste. Alla serata a cui aveva partecipato, era stato quello là
il più aggressivo, quello che si era vantato di avermi lascia dilatata
dopo un rapporto anale
e a Lele la cosa aveva dato fastidio, lui
che mi aveva presa cercando di non mettermi troppo in difficoltà
Laltra tentazione?
Cipicchia, non è facile da spiegare!!
Sapete cosè lebbrezza da protagonismo?
Beh, se una donna carina è disponibile per delle gang,
diventa una specie di star
tutti la vogliono, tutti la cercano,
tutti la incoraggiano, tutti hanno proposte allettanti
wow
non pensavo!! ... o meglio, non ci avevo mai pensato.
Fino allanno scorso un mondo come quello delle feste erotiche
e delle gang lo avrei considerato immorale, da starci alla larga. Adesso
sinceramente non mi scandalizzo anche se non credo che ci entrerò
mai a tempo pieno.
però la fantasia di avere un sito internet, schiere di
fans, organizzare feste, fare video, incontrare tanti uomini
consumare tanti profilattici
ripeto, come FANTASIA mi diverte,
mi intriga.
Non so proprio spiegare come possa eccitarmi lidea del sesso da
semiprofessionista
teoricamente non dovrebbe
essere per niente divertente, eppure la fantasia ci gira attorno e il
sangue si scalda
Forse
dico forse potrebbe diventare un gioco da fare ogni tanto
.. vedremo.
capitolo decimo
E INVECE NO
Sono preoccupata e allo stesso tempo elettrizzata: quando ho accettato
che la nostra coppia (io e Gio) diventasse "aperta", ero convinta
che si trattasse di un desiderio momentaneo, una compensazione delle pazzie
che avevo combinato prima di conoscere lui. E invece no. La nostra storia
era nata dai miei sensi di colpa e dalla sua gelosia, ma adesso mi accorgo
che sta prendendo una strada tutta sua, indipendentemente dalle motivazioni
iniziali. Mi sono ritrovata a pensare ad altri maschi mentre facevo sesso
con Gio, questo perché dentro di me qualcosa mi spingeva a cercare
quelle scariche di adrenalina irraggiungibili nell'intimità del
proprio lettone.
Non è colpa di Gio, lo so benissimo, ed è proprio questo
che risveglia i miei sensi di colpa, come se ne avessi bisogno, come se
non potessi vivere senza di quelli, accidenti!!
Riesco a controllare le tentazioni di avventurarmi in relazioni clandestine:
la storia con Lele da una parte mi ha fatto scoprire il piacere dell'intrigo
e del sesso non protetto con un uomo esuberante e molto dotato
dall'altra mi ha fatto capire che "in pratica" la faccenda inevitabilmente
si complica.
Mi tormenta il desiderio che Gio pretenda sempre di più da me
è un tarlo che mi rode. A volte mi rimprovero di "delegare"
al mio uomo la realizzazione di desideri che sono miei, mi sento vigliacca
nello scaricare su di lui tutte le responsabilità di questo gioco
pericoloso
però è proprio questo che mi turba e che
mi lega sempre più stretta a lui e alle sue "punizioni".
Più ci penso e più mi rendo conto che il mio "masochismo"
si è concentrato nel sesso anale fin dai primi passi, quando ancora
vergine mi sono fatta quella storia estiva sulla riviera romagnola. Col
senno del poi adesso mi rendo conto di aver rischiato veramente tanto
che quella diventasse la mia prima esperienza "multipla"
perché adesso so molto bene che il sesso anale non calma "i
pruriti" (la voglia di cazzo
tanto per usare la terminologia
maschile), anzi
se si trattasse solo di scopare (intendo "rapporti
vaginali") le gang non avrebbero senso: una buona scopata mi mette
già abbastanza "tranquilla" e una seconda è tutto
grasso che cola, una cosa a cui mi abbandono per il piacere di lasciarmi
"sfinire".
A parte "la doppia" (che per una serie di motivi al 90% è
sesso anale), essere sodomizzata per me non è solo la sensazione
forte del "passaggio" più stretto, non è solo
l'esaltazione della virilità, non è solo la trasgressione
allo stato puro, ma è anche "la mancanza" del sesso vaginale
come il supplizio di Tantalo: più mi scopano nel sedere
e più l'uccello mi manca "davanti"
fino a perdere
ogni dignità, fino a supplicare, fino a diventare "ubbidiente"
pur di essere scopata ancora "davanti".
Era stato già così con quei tre ragazzi in Sardegna: diverse
notti in quel bungalow, con quelle temperature torride, mi ero già
ritrovata alla frutta dopo la prima scopata, sazia e ricoperta di sudore.
Sui rapporti multipli avevo poche idee e ben confuse
eppure il
sesso anale riapriva i giochi: mi piaceva soprattutto quando uno mi sodomizzava
incitandomi a rieccitare gli altri due con la bocca
e dal momento
che sta cosa piaceva un sacco anche a loro (nel senso che venivano abbastanza
in fretta
) a volte il mio desiderio di essere scopata di nuovo
non veniva soddisfatto. Ovviamente la vergogna mi impediva di fare richieste
esplicite
però c'erano altri ragazzi che lavoravano in quel
villaggio (e che di giorno mi "marcavano"
) e temo che
non avrei detto di no se li avessero invitati alla festa
Pensate
che in seguito ho perfino fantasticato su quello che sarebbe potuto succedere
se una notte mi avessero portata su quella spiaggia dove si radunavano
diversi ragazzi del luogo
secondo me molto affamati di sesso.
Comunque non voglio annoiarvi con i ragionamenti: venerdì scorso
ho partecipato ad un'altra gang.
Non mi aspettavo che fossero dei George Clooney. All'appuntamento si
è presentato un uomo sulla cinquantina, in Mercedes. Dintorni di
Modena, 10 minuti di macchina e siamo in un quartierino residenziale:
palazzine affiancate, pochi piani, circondate da giardinetti curati.
La "location" mi meraviglia, non mi sembra per niente adatta
a una gang, ma rimango letteralmente basita quando il tizio si ferma nell'atrio
e apre una porta sul pianerottolo del piano rialzato.
E' un monolocale con ingresso sul soggiorno. Subito sulla destra della
porta c'è un grande letto e al posto dell'angolo cottura c'è
un mobile bar. C'è anche un tavolino da salotto con un paio di
poltrone e un divano occupati dagli altri quattro componenti del gruppo.
Sì, l'arredamento non è male, ci devono aver speso dei soldi
ma
accipicchia, continua a preoccuparmi che sul pianerottolo ci
siano altre due porte dietro alle quali probabilmente abitano due normalissime
ignare famiglie!!!
Mi leggono in faccia la perplessità e mi assicurano che è
stato fatto un buon isolamento acustico, ma non riesco a togliermi dalla
testa che tra il letto e il pianerottolo ci sia solo poco più di
un metro e una porta chiusa. Quel misero spazio tra il letto e la porta
è occupato da un comodino sul quale è appoggiato un vassoio
inox con una serie bustine variopinte
preservativi di vari modelli
pronti per esser consumati.
Interrogo Gio con lo sguardo sperando di strappargli un ok per girare
i tacchi e rimandare a occasioni migliori, ma in risposta lui mi fulmina
con un'espressione sadicamente divertita
si accomoda in una poltrona
recitando esplicitamente la parte dell'accompagnatore non invadente.
I partecipanti alla festa mi offrono da bere: mi elencano tutta una seria
di vantaggi che potrei avere frequentando il loro giro
ovvero piscina,
palestra, sconti vari
sembrano introdotti dappertutto. Lancio occhiate
a Gio sperandoancora in un rinvio a data da destinarsi
Loro non sono stupidi, vedono la mia tensione e il mio imbarazzo, ma forse
è proprio il mio smarrimento ad eccitarli tanto: si considerano
quasi "clienti" e spingono perché sia io a prendere l'iniziativa.
Balbetto chiedendo se devo spogliarmi
domanda stupida: uno di loro
risponde battendo una mano sul tavolino:
-"Sali qui e facci uno strip
hai detto che ti chiami Luna
vero? Brava, facci vedere la luna tra le gambe ha-ha-ha" -
ah-ah-ah che ridere, sono talmente tesa che là sotto dovrebbe
essere tutto asciutto e secco proprio come il suolo lunare
E invece no. Quando arriva il momento fatidico di accucciarmi davanti
ai loro nasi e spalancare le ginocchia, istintivamente mi copro il sesso
con una mano
e il dito medio mi scivola tra le labbra: sono fradicia,
vergognosamente fradicia. Tutto quel bagnato non riesco a giustificarlo
neppure a me stessa, figuratevi l'imbarazzo di mostrarlo a loro
e soprattutto al mio uomo. Mi sento colta sul fatto, nuda come non mi
ero mai sentita, umiliata e sconfitta agli occhi di Gio
ma allo
stesso tempo terribilmente eccitata nel sentirmi "ceduta" a
quel gruppo di cinquantenni.
Ok, lo spettacolo ha avuto successo: loro si spogliano
o meglio,
tirano fuori gli arnesi senza preoccuparsi minimamente di rendere la cosa
un minimo attraente per me, così, senza pantaloni, in calzini e
t-shirt. A giudicare dall'erezione, il mio strip l'hanno gradito forse
proprio per i miei movimenti impacciati e per le mie guance rosse di vergogna.
Due di loro sono già "pronti", cerco di cominciare da
loro
E invece no: altra sorpresa che mi mette in difficoltà. Sono gli
altri tre che pretendono le cure del caso. Non mi era mai capitato, mi
sento umiliata nel dover portare all'erezione completa degli uomini a
cui evidentemente non basta che io sia carina, giovane e terribilmente
imbarazzata.
Mi do da fare inginocchiata sulla moquette, rendendomi subito conto che
quelli si stanno sforzando di tenere gli arnesi in uno stato di semirigidità:
trovano molto divertente mettermi in difficoltà. Chissà
che spasso invitarmi ad aprire la bocca e farmi aspettare così
fintanto che non mi decido a guardarli dritto negli occhi
! Quando
dimostro di aver imparato la lezione, a uno dei tre sale il sangue alla
testa e me lo fa prepotentemente succhiare premendomi la nuca per il gusto
di spingermelo in gola. Fa il giochetto di "gonfiarmelo" nella
bocca per il gusto di vedere i miei occhi che si riempiono di lacrime
(non di pianto
diciamo "effetti da rigetto").
Nessun preambolo, neanche un accenno di preliminari: mi trasferiscono
di peso sul grande letto. Mi aspetto numeri da contorsionista e geometrie
da film porno.
E è di nuovo una sorpresa: vogliono semplicemente che io stia distesa
sulla schiena e tenga le gambe ben aperte. Mi è sempre più
chiaro: per loro la cosa più eccitante è guardarmi in faccia,
leggere la mia vergogna e il mio imbarazzo.
Il primo di turno armeggia col preservativo, senza tener minimamente
conto dei tempi miei, ostentando di fare il comodo suo
e poi il
comodo suo lo fa pesandomi addosso e soffiandomi sul collo. Guardo il
soffitto, non voglio incrociare lo sguardo di Gio nè voglio fargli
sentire i gemiti e i sospiri che quell'odioso cazzo mi sta prepotentemente
pompando nelle vene e nei polmoni. Non ho un orgasmo come lo conosco io
... sento solo la vagina molto più aperta di quanto dovrebbe esserlo
per merito di quell'arnese (di dimensioni non entusiasmanti).
Il tipo non è venuto
si è tirato indietro senza consumare
la cartuccia
e l'intervallo che segue, se possibile, mi sembra perfino
più imbarazzante.
Cerco di essere più professionale: resto distesa sulla schiena
e faccio cenno a due di loro di sistemarsi uno di qua e uno di là,
di fianco alla mia testa. Lo so, l'ho già fatto diverse volte:
a tutti i maschi piace "vedere in faccia" i pompini che faccio
evidentemente i miei lineamenti dolci sono sempre stati un plusvalore,
qualcosa di irresistibile per tutti, nessuno escluso.
Quando mi sistemano in modo che Gio veda sia tra le mie gambe sia quello
che sto facendo con la bocca, ho la certezza che tutto fa parte del gioco,
un gioco di ruolo in cui io sono la puttana e loro i clienti stronzi.
Stando così le cose, mi alzo a sedere e mi allungo a prendere una
manciata di preservativi dal vassoio e li butto sul letto: sono pronta,
si dia inizio alla recita.
Un muro umano si mette tra me e gli sguardi di Gio
sono tutti eccitati,
mi sento in balia del gruppo. Per giustificare il piacere che sto provando
non ho più i suoi occhi puntati su di me. Le mie mani cercano i
loro sessi eccitati, li guidano dove la mia voglia li reclama. Il mio
viso si offre spontaneamente perché qualcuno se ne serva, qualcuno
non-importa-chi. Sì, un po' mi scopano, ma solo quel tanto che
basta per trasformare il mio desiderio in una irrefrenabile voglia di
farmi sbattere. Uno schizzo di sperma mi arriva all'improvviso, come una
sferzata. Viso, collo, capelli
una sferzata non-vedo-da-chi, non
mi interessa
rifiuto anche la salvietta che qualcuno mi ha lanciato
in soccorso
se mi vogliono mi tengono "sporca".
Adesso che vi scrivo, a mente (quasi) fredda comincio a capire cosa cercano
gli uomini da una prostituta. Secondo me la soddisfazione sta nel liberarsi
dall'obbligo di farla godere. Gli esseri umani tendono a passare da un
estremo all'altro, cioè dal desiderio di far godere una donna fino
a sfinirla, al piacere contrario di metterla in imbarazzo fino a umiliarla.
GRRR, non voglio indagare come mai Gio già sapeva queste cose
GRRRRR !!
Finalmente rivedo il mio uomo (non riesco a descrivere la sua faccia):
è ancora vestito, apparentemente imperturbabile
inutile
chiedergli se devo continuare. Del resto anche per me andare avanti è
una sfida che il cervello mi agita tra una tempesta di pensieri confusi
e "la svergognata" (la figa) reclama tra le gambe come
se urlasse a squarciagola
scopare, vuole scopare, in questo momento
accetterebbe anche una rozza chiavata da un energumeno qualunque.
Non sono sicura di saper rendere lo scontro tra la volgarità di
certi miei pensieri (
anche comportamenti) e il carattere riservato
del mio vivere quotidiano. Che ci crediate o no, sono una persona sensibile,
dolce e altruista, "dura" solo quando non è proprio possibile
farne a meno.
Il gruppo non si smentisce: non cerca il mio piacere, non ascolta le
mie voglie animali
ha inizio il sesso anale
"professionale",
cioè non nel bel mezzo di una battaglia nè all'apice della
mia eccitazione. I preparativi loro li fanno con una calma esasperante,
sadica, usando unguento & vibratore, "testando" la dilatazione
con le dita, ognuno smaneggiandsi l'arnese in attesa del proprio turno.
Mi sodomizzano tutti e cinque, senza altra ragione che umiliarmi. Qualche
affondo fino alle palle sperando di vedermi trasalire, e tappa-stappa
tappa-stappa per sottolineare di essere quel genere di maschi che disprezzano
"la puttana" che loro stessi hanno cercato. Mi prende un attimo
di panico: non posso essere io quella che ha voglia di essere energicamente
scopata da questi uomini straffottenti. Chiedo l'intervento dell'arbitro.
Gio si alza, ha la faccia tesa, i muscoli della mascella contratti.
- "c'è qualche problema?" mi chiede con voce inaspettatamente
calma e suadente
Quale problema posso esporgli se i suoi occhi non vedono le mie mani tremanti
e il mio viso scottato dalla vergogna?
non so cosa rispondergli.
- " mettiti giù da brava
così" le sue mani
mi schiacciano giù a carponi, con la testa contro il materasso
e le ginocchia divaricate
le sue dita mi frugano e trovano la cruda
verità, la prova schiacciante che la Maya-troia ha letteralmente
annullato la Maya-seria. Ho la vagina fradicia, i muscoli anali rilassati
non ho diritto di replica. Lui torna alla sua poltrona e io torno
in balia di quei cinque cinquantenni strafottenti.
Segue una staffetta: quattro rapporti anali completi e abbinati a sesso
orale
in stile porno di fascia economica. Più mi sento umiliata
e più disperatamente ho voglia di essere scopata nella "pussy".
Più lei,"lei-la-figa", ha voglia di cazzo e di spe rma,
più io, io-la-Maya-seria, ho disperatamente bisogno di essere punita
(sodomizzata). Il gatto si morde la coda, io devo mordere il lenzuolo.
Non so quanti di voi riusciranno ad abbinare le mie parole con una qualsiasi
idea di piacere. Ci ho provato, ma non sono una scrittrice
non
sono nemmeno una cultrice della letteratura sadomaso.
Se masochismo ha a che fare con il dolore fisico, il mio non è
masochismo. Sospetto perfino che il mio desiderio di umiliazione nasconda
una verità molto meno deviata.
Cioè?
cioè che mi piace fare sesso anale con partners
molto dotati, che desidero moltissimo ricevere il loro sperma dentro di
me
come del resto è naturale. In fin dei conti questo è
stato il mio primo approccio col sesso, è stato il seme da cui
è nata la pianta
Non ditemi che è contro natura: con la penetrazione il sedere diventa
più accogliente della vagina (almeno in profondità
)
ed è più difficile avere un rapporto solo che averne "diversi"
uno dopo l'altro.
Non so che direzione prendere: assecondare queste mie tendenze "naturali"
oppure i miei "deviati" sensi di colpa?
Dopotutto le due strade non portano a risultati pratici molto diversi
e se scegliessi le mie naturali tentazioni non sarei neanche l'unica
donna sposata in cerca di gang con ragazzi dotatissimi, di colore ecc
ecc
solo che a me piacerebbe senza profilattici.
Lo so, lo so, non è possibile.
Forse è un'utopia anche cercare di far capire che non c'è
niente di spregevole nel mio desiderio di ricevere "dentro"
lo sperma di più maschi, molto dotati
molto esuberanti.
Secondo me gli sperma-party tanto richiesti di questi tempi, non sono
altro che il surrogato del mio stesso "mito". L'istinto più
naturale, più primordiale è quello di rimanere gravida
cioè ricevere lo sperma "dentro".
Sono davvero "sbagliata" io ?
"E invece no"
mi piacerebbe sentirvi rispondere così.
capitolo undicesimo
LA GANG PERFETTA
Rieccomi: non mi facevo viva da un pezzo e in effetti una pausa c'è
stata. Solo fatti positivi, per fortuna! Anche se fuori tema in un racconto
erotico, gli avvenimenti essenziali ve li devo raccontare. Fanno parte
della mia vita e servono soprattutto a farvi capire che sono una di voi,
o perlomeno una che quotidianamente vive come voi, tra di voi.
Bene: ho passato delle bellissime vacanza estive. Noi due, innamoratissimi
come in luna di miele, anzi meglio (meno stanchi e meno sotto pressione
che allora).
Poi, a settembre, la battaglia decisiva riguardante il mio lavoro. Non
potete neanche immaginare la soddisfazione che ho provato sbaragliando
i colleghi che mi snobbavano in quanto donna. Cera chi voleva farmi
passare come la segretaria del capo
e probabilmente
ci sarebbe pure riuscito se non ci fosse stato limprevisto che il
capo è passato alla concorrenza (e di fatto io lho
sostituito). Insomma, in direzione si sono accorti che io le cose le mandavo
avanti meglio del mio predecessore e gli costavo di meno (per ora, eh
eh)
così mi hanno confermata capo.Ve lo dovevo
dire, sono troppo contenta !!!
Relax estivo e vittoria sul lavoro hanno risvegliato
leros.
La scintilla è stata la comparsa di un corteggiatore tra i miei
collaboratori. Giovanissimo, libero, spudorato, disarmante. Per la prima
volta in una posizione nettamente dominante, mi sono divertita a giocarci
come il gatto col topo. Me lo sono anche portato in giro (per ragioni
di lavoro) e ha avuto occasione di provarci in concreto quando
ho fermato lauto aziendale in un posticino tranquillo per chiarire
il nostro rapporto.
E stato molto eccitante parlarci, anzi, farlo parlare
e chiedergli se si rendeva conto che ero il suo capo e che ero sposata.
Perché gli piacevo, che cosa voleva da me, si trattava solo di
sesso, perché proprio con me ... insomma alla fine gli ho fatto
capire che purtroppo, per ragioni di lavoro, una storia tra
di noi era impossibile
Forse i signori uomini non colgono del tutto il lato erotico di questo
episodio, ma se mi legge qualche lei sicuramente adesso ha
un leggero sogghigno dipinto sulle labbra.
Comunque la scintilla è stata che l'ho detto a Gio
e lui
ha ricominciato a scavare nella zona buia della mia sessualità.
Lui ormai coglie sempre nel segno e ho dovuto ammettere che con quel ragazzo
non era successo niente solo perché ho giocato nella parte illuminata
del campo, cioè in quella zona razionale che conosco
e che adesso so controllare con tanta sicurezza (anche grazie ai miei
recenti successi sul lavoro).
Il mio lato oscuro?
Ormai lo conoscete: è un mix di esuberanza ormonale e tendenze
masochiste. Perfino la formula chimica del mio piacere è un misto
di endorfina e adrenalina, cioè di piacere e di paura. Non credo
che in me ci sia stata una predeterminazione precisa. Le mie tendenze
avrebbero potuto svilupparsi in varie direzioni, ma il caso ha voluto
che in me siano cresciute attorno al sesso anale. Se non avessi incontrato
Gio, probabilmente avrei seppellito da qualche parte i miei peccati di
gioventù, e lui senza di me non avrebbe mai scoperto il legame
profondo che lega padrone e schiava in un inscindibile rapporto
di simbiosi.
Tornerei indietro?
non ci penso nemmeno!
Adesso (lo sapete) il sesso anale lho già fatto con diversi
partner selezionati perché ben dotati. Soprattutto
i parecchi rapporti avuti con Lele, il suo sperma caldo, così denso
e abbondante che poi per tante notti mi è mancato e mio malgrado
ho desiderato, il fatto che per me le recenti esperienze siano state rapporti
con sconosciuti
beh, tutti questi sono stati fatti concreti
che hanno lasciato unimpronta
non solo psicologia, anche
fisica.
Per me non è stata solo trasgressione
ma benzina gettata
sul fuoco dei miei sensi di colpa ai quali non saprei e non potrei mai
rinunciare. Del resto mi affido alla volontà di Gio e ho bisogno
di lui proprio perché lui mi punisca
Ah, sì, ho usato
il termine padrone-schiava anche se il rapporto tra Gio e
me esce abbastanza dai canoni SM
è solo una
etichetta che ho adattato per farmi capire.
Beh, con questo cappello spero che che vi riesca più
facile entrare nelle mie stanze buie e trovare la chiave di
lettura della gang perfetta.
La settimana che precede un appuntamento mi vede sempre
molto agitata: vengono a galla dubbi e indecisioni
che però
appartengono a quel genere di paure senza le quali la trasgressione non
riesce ad attirarmi nei suoi vortici oscuri.Questa volta le mie paure
sono più che giustificate dai ragionamenti che Gio mi aveva fatto
nelle settimane precedenti
lui non è uno che si accontenta
dei compromessi.
Conosco solo la data e lora dellappuntamento
tutto
il resto è top-secret.
Comunque non ho bisogno di ordini precisi
so come
essere fisicamente pronta a questo genere di incontri. Questa volta però
non conosco nemmeno labbigliamento che dovrò indossare: esco
di casa in abiti non appariscenti e so che il cambio di look
avverrà durante il trasferimento. Mi meraviglio invece di essere
ancora in abiti civili quando incontriamo il gruppo.
Siamo a Ferrara e, dal momento che sono solo in due, è evidente
che si tratta di una delegazione. Due stazze da body-gard,
simpatici anche se poco loquaci: uno sale in macchina con noi, laltro
ci precede con un pick-up. Una decina di minuti in direzione periferia,
poi ci fermiamo davanti ad un bar dallaspetto decisamente squalliduccio
il che mi preoccupa, perché evidentemente non è una
mossa casuale. Gio tira fuori dal baule una borsa di carta: ho capito,
è labbigliamento che dovrò indossare.
Entriamo scortati dai due della delegazione: barista untuoso
e cinque-sei avventori habituè che di bicchieri ne devono aver
già bevuti diversi. Mi viene consegnata la borsa e un biglietto
di istruzioni.
Gulp, il bagno è dietro una porticina sgangherata e proprio davanti
ci sono gli avventori che mi puntano gli occhi addosso come fossi una
marziana. Passo tra i loro fiati, entro e accendo lorrida luce al
neon
azzzz, non cè neanche la chiave, solo uno striminzito
gancetto che agganciato lascia una fessura tra la porta e lo stipite.
Di fronte cè il cesso (il vocabolo rende lidea)
impossibile cambiarmi dentro a quella zozzeria: dovrò farlo qui
nello sgabuzzino, dietro a questa porta che non chiude bene.
Leggo le istruzioni:
- spogliati COMPLETAMENTE NUDA e indossa quello che trovi nella borsa
- : un paio di scarpe volgarotte con kilometrico tacco in plexiglass
più uno straccetto nero semitrasparente. Stop, nientaltro!
Eseguo gli ordini con le mani che mi tremano
Gio bastardo, Gio
bastardo tu lo sai che non so resistere a questo tipo di cattiverie
lumiliazione che provo mi brucia le guance e mi attira nel
suo vortice. Comunque il coraggio di uscire così conciata non riesco
a trovarlo
busso alla porta e chiamo Gio accostando le labbra alla
fessura. Fortunatamente lui ha tutte le antenne alzate e lo sento dietro
la porta
- "Sono io, apri!" -
Apro nascondendo le mie parti intime con la borsa di carta
gli
occhi degli avventori mi fanno la radiografia!! Peggio di così
la mia richiesta di aiuto non poteva andare
anzi no, il peggio
arriva quando Gio mi porta via dalle mani la borsa di carta e se ne esce
con una delle sue classiche frasi devastanti:
- Che gnokkka ke sei, dai fatti guardare !!! -
OK, non posso tirarmi indietro col rischio che a qualcuno venga in mente
di salvarmi chiamando il 118! Per evitare guai devo dimostrarmi
chiaramente consenziente
anche perché a quel punto, lo giuro,
non ho la minima voglia di essere salvata. Trattengo il respiro e faccio
una piroetta nonostante i trampoli in plexiglass
ma per non stramazzare
concludo i 360° con una gamba di qua e una di là
e distinto
gioco la carta dellaggressività: voilà! Alzo lorlo
dello straccetto (peraltro già trasparente alleccesso), ben
decisa a sconfinare nellosceno in modo da bloccare qualsiasi iniziativa
degli astanti. Il contropiede funziona quasi sempre e arrivo al bancone
senza rimediare neanche una palpata
solo che quelli si riprendono
in un attimo e, con la scusa di offrirmi da bere, tornano ad assediarmi
(cazzo
qui tutti vogliono offrire da bere per tutti!). OK,
accetto un giro di sauvignon poi un'altra piroetta sui tacchi, molto più
lenta, così chi aveva dei dubbi adesso è sicuro che sono
intimamente depilata. Stavolta il contropiede non funziona, ma con qualche
gomitata e un amichevole pugno nello stomaco a uno della mia scorta,
riesco a guadagnare luscita. Ridiamo come matti, io nervosamente,
tesa come un violino, loro di gusto
di un gusto molto grasso.
Saliamo tutti e quattro nella nostra macchina.
Tra risate e commenti, i due body-gard però le mani le allungano,
eccome
e le loro dita fanno pure un sondaggio per valutare il mio
grado di ebollizione. Divento improvvisamente seria e mi vergogno di ansimare
già in modo sonoro. Di malavoglia il tizio del pick-up
torna sul suo mezzo e si riparte
Non so come cavolo fanno ad orientarsi
in quel dedalo di strade che è la bassa ferrarese
ah, si,
che stupida, il GPS !!
Arriviamo: cancello in tubi di ferro e rete metallica, aia e casa colonica.
Fuori mi sembra brutta , ma dentro latmosfera non è male
ripensandoci a freddo, adesso sono perfino in grado di dirvi che
si trattava di una buona ristrutturazione.
Dentro la musica non è il solito bum-bum fastidioso, le luci
sono soffuse e il gruppo
hem, non ho la freddezza di contarli,
ma certo è che
brrr, sono una bella squadra!
Non mi saltano subito addosso, anzi, ostentano una certa indifferenza
al fatto che sono più nuda che seminuda. Altro drink, lo bevo in
fretta, pur sapendo che così, a stomaco praticamente vuoto (e con
la mia incapacità di reggere lalcool) divento pericolosa
per me stessa e uno spasso per gli altri.
Finalmente interrompono limbarazzo dellattesa: mi sfilano
lo straccetto che vola non so dove e balliamo in tre in mezzo alla tavernetta.
Quello che mi sta dietro si presenta tenendomi le mani sulle tette e sussurrandomi
il suo nik allorecchio. Quello davanti forse non sa
dove mettermele
fa un giro panoramico di palpeggiamenti, non si
presenta ma in compenso mi assicura di avercelo bello grande
forse
si aspetta che sia io a slacciargli i pantaloni
?
col cavolo,
non mi piace prendere liniziativa, non posso farci niente, mi basta
che uno sia indeciso per diventare uno stoccafisso. Il mio blocco
improvviso infastidisce Gio: sotto sotto ha sempre il timore di essere
lui a bloccare la troia che cè in me. Confabula con quello
che sembra il padrone di casa, poi velocemente liberano il tavolo dal
buffet e mi ci stendono sopra ostentando maniere forti. Mi
allungano le braccia sopra la testa, mi allargano le gambe, ma inizialmente
ci vanno cauti, cercano conferme dai miei occhi e dal mio respiro
mi sparano delle domande a bruciapelo, della serie
- "Ti piace esse trattata da troia, vero ?!!"
Ve lo giuro, non faccio commedie, non recito ad arte il ruolo
della vittima e cerco perfino di nascondere il montare della mia eccitazione
però loro ottengono le conferme di ciò che sicuramente
Gio aveva anticipato su di me, cioè che mi piaccono le maniere
spicce. Tutto il gruppo si sente ingrifato dalla piega che sta prendendo
lincontro.
Ormai queste per me sono sensazioni palpabili che riconosco immediatamente:
questo tipo di eccitazione-paura io lho conosciuto come singola
e vi giuro che lho sempre considerato un fatto legato proprio al
mio stato di singola, cioè al fatto di sola davanti all'imprevisto
mai e poi mai avrei pensato di poter condividere questa mia debolezza
con il compagno della mia vita, la persona che amo.
Scusate, riprendo il racconto. Volano in giro anche gli abiti maschili
e mi rendo subito conto che si tratta di un gruppo selezionato in base
alle misure del pene
e forse vi deluderò, ma, insomma, a
volte il troppo preoccupa molto ed eccita meno
comunque gli strumenti
non li usano subito: forse per loro è più eccitante farmeli
desiderare.
Ancora non li ho inquadrati tutti che già riconosco limmancabile
fetente del gruppo: le sue dita sono cattive
pizzicano
i capezzoli e mi entrano in modo sgarbato. Lo fa cercando di non essere
notato né dai suoi compari né dal mio uomo
e capisco
perfettamente che i suoi messaggi sono diretti solo a me. Non posso farci
niente, mi sento attratta da lui che mi guarda dritto negli occhi mentre
me lo caccia in bocca umpugnandolo con la destra e mi stringendomi i capelli
nel pugno sinistro. Normalmente non sopporto che mi si tirino i capelli,
perdipù mi sta facendo male, eppure non fiato
annebbiata
di lacrime anchio lo fisso negli occhi e lascio che mi scopi nella
bocca.
Faccio fatica a mettere in ordine i fatti
so solo che nel frattempo
qualcuno ha cominciato a scoparmi anche nella vagina
ma sono troppo distratta. La troia dentro di me chiede lo
sperma nella bocca
non cerco un pompino qualsiasi, voglio vedere
la sua faccia che si sconvolge, voglio sentire i suoi rantoli e
quel torrente caldo che rompe gli argini quando l'animale-maschio è
eccitato allo spasimo .... Strano come in certi momenti sparisca
tutto quello che ti sta attorno
questo me lo ricordo. Il torrente
in parte lo devo mandare giù e in parte finisce sul tavolo dopo
che lo sento scorrere lungo guance, mento e collo. Solo a questo punto
mi rendo conto di avere attorno un muro di maschi nudi. Quello fetente,
soddisfatto ma pur sempre fetente, mi butta un asciugamano come per dirmi
pulisciti che tocca ai miei amici.
Sorry, lo sperma non me lo pulisco mai anche se ho il faccino da ragazza
pulita
con me non si fanno turni e non passa limpresa
di pulizie tra un turno e laltro. Ero abbastanza ubriaca di alcool
e adesso lo sono anche di perma, sotto a chi tocca, prendere o lasciare.
Il tipo che mi scopa lascia il suo posto ad un altro. Peggio per lui,
penso, invece quello si toglie il profilattico, me lo avvicina alla bocca
e quello che vuole glie lo leggo in faccia: cè scritto vediamo
cosa altro sai fare".
Uffa, se non uso un po di linguaggio volgare non riesco né
a farmi capire da voi né ad essere sincera. Abbiate pazienza, cercherò
di limitarmi allo stretto indispensabile. Cest pa facile!
So fare altre cose, eccome! soprattutto a uno che si eccita vedendomi
ancora sporca, a uno ingrifato che nel frattempo altri mi
scoscino e mi scopino come una puttana. Nello stato in cui mi trovo, potrei
anche accettare gli inviti a succhiarne più di uno alla volta
lho già fatto ma sono sempre più convinta che è
meglio uno solo ma con tanto trasporto
e poi, se lo faccio, preferisco
che sia fino in fondo, fintanto che non mi scoppia tra le
mani. No, non ho sbagliato
ho scritto tra le mani perché
se lo faccio attivamente mi piace impugnare, mi
piace che la pelle scorra sul duro, che le vene siano gonfie e mi sguscino
sotto ai polpastrelli. Insomma, il succhiare fine a se stesso mi dice
poco
il vero pompino per me è sempre stato far venire
e più in fretta possibile, perché da parte mia non
cè lorgasmo con i suoi tempi da rispettare. Anzi, meno
ci metto, più mi sento "brava" e desiderata. Anche questa
mia specialità viene dalle mie primissime esperienze di ragazza,
nel senso che le primissime volte di orale c'è stato poco e in
compenso ho collaborato molto con la manina.
Tutte queste divagazioni sul tema le faccio per ricordarvi che sono
un essere umano. Ebbene sì, ammetto che sono brava: il tipo me
lo faccio venire a fior di labbra, e dal momento che mi sta
di fianco, ne esce uno di quei pasticci che piacciono tanto a chi si gode
lo spettacolo: guancia, per poco anche un occhio, tutto inondato da caldi
schizzi. Poi sento la parte più liquida scorrere giù giù
fin dietro alla nuca ad inzupparmi i capelli
wow !!
Fatto questo capolavoro, mi abbandono agli orgasmi miei. Mi viene da
ridere ripensando che solo in quel momento cerco di capire chi mi sta
scopando, se non altro per trovare quella intesa che permetta anche a
lui di venire con soddisfazione. Da quello che vedo e quello che sento,
è uno col cranio rasato e il cazzo grosso. Gli altri, Gio compreso,
si limitano a palparmi un po le tette e a fare il tifo. Poi a un
certo punto cranio rasato mi solleva dal tavolo, e sempre conficcato dentro
di me, mi trasferisce finalmente sul più comodo tappeto persiano
(forse un kilim).
Godi troia - godi troia godi troia ! Certo che Godo! e see non
urlo le vene del collo mi scoppiano, perciò urlo, e forte! Siamo
in mezzo alla campagna cazzo, intorno a me cè solo chi aspetta
il suo turno
perché mai dovrei reprimermi ???
Finalmente una gang che va per il verso giusto, finalmente dei maschi
che non sono là per sfoggiare doti atletiche e resistenza da maratoneti
il tipo dalla testa lucida va in orbita, mi schiaccia col suo peso,
trema come una foglia e sussulta, si dimentica perfino che ho il collo
impiastricciato di sperma e mi mangia un orecchio
lo sento, lo
sento il preservativo che si riempie e mi viene da piangere pensando a
tutta quella spremuta di testicoli che resterà lì dentro
per poi finire in qualche bidone della spazzatura (organico o differenziata??).
Sono già esausta, intorno a me ci sono ancora
quanti
faccio fatica a connettere, comunque so che una gang che si rispetti Gio
la intende una decina di elementi. Occhio e croce siamo su quella cifra.
Mi danno tregua, perciò tento di mettermi a sedere per guardarmi
attorno, ma come sollevo le ginocchia per darmi una spinta, così
la mia vagina emette un rumore sconcio
rido di spossatezza, rinuncio
ad alzarmi, chiudo gli occhi e spalanco le gambe.
Una gang vera riconosce il momento in cui la preda si arrende e non
è più in grado di difendersi (sarebbe più esatto
dire: non ha più voglia di difendersi
aspetta di essere
finita). Adesso finalmente il gruppo si muove come gruppo
e mi mettono in ginocchio. Anche se ora so quello che sta per succedere,
questa volta riconosco quella paura che mi rende troia fino agli estremi.
Sento che abuseranno del fatto che mi sono arresa. Il rituale è
quello, e mi rendo perfettamente conto che in quei maschi si è
svegliato listinto del branco.
Il rituale: uno di loro mi sodomizza e dimostra agli altri che in quel
modo mi fa diventare ubbidiente.
Questo fatto mi spaventa sempre, soprattutto perché sono io a
desiderarlo. Lho scoperto come singola, non come coppia,
e già come singola lo avevo accettato pur non rendendomi ancora
conto che si trattava di un rituale ancestrale, forse istintivo ma anche
ben determinato. In Sardegna si comportava così soprattutto quello
più dotato dei tre, nel senso che, quando mi sodomizzava, lui usava
la potenza del suo attrezzo come un mezzo di persuasione: se facevo la
porca mi sodomizzava in modo ragionevole, se smettevo diventava più
energico. Questo vi può sembrare "un abuso di potere"
... in realtà in questo modo io mi sentivo giustificata sia quando
accettavo di fare la porca, sia quando rifiutavo ... perchè, fintanto
che resistevo, mi piacevano sia gli affondi che il ritmo accelerato. Da
qui agli effetti collaterali il passo è breve
mi sono resa
conto quasi subito che "la dilatazione" a loro piaceva moltissimo
e che io inconsciamente collaboravo.
Divagazioni storiche a parte, inginocchiata su quel tappeto,
il rituale di quel gruppo mi si rivela subito molto esplicito. Sicuramente
sanno che per me non è la prima volta, per cui la loro sfida (manco
a dirlo) è quella di cominciare con il più dotato. Ahi-ahi-ahi,
nel vero senso della parola !! Solo loperazione di discesa in profondità
richiede un tempo interminabile e una quantità di lubrificante.
A tutto il gruppo (Gio compreso, anzi, lui più di tutti) piace
proprio il fatto che per me è doloroso cominciare da un grosso
calibro. "Purtroppo lo desidero anchio. Non è
il dolore fisico che cerco (ne farei volentieri a meno)
è
langheria in sé che mi risucchia verso labisso
della mia luna nera. Credetemi, nella vita di tutti i giorni odio tutte
le forme di maschilismo. Però in situazioni come questa è
proprio al maschio più bastardo e più dotato
che riconosco il diritto di sodomizzarmi "in quel modo" ...
cioè per costringermi a fare la troia con gli altri
e per umiliarmi col la dilatazione.
Insomma, lo avete capito, divento ubbidiente. Con una vera gang questo
non vuol dire che i maschi cominciano a copiare dai film porno
o dalle foto dimostrative postate sui siti specializzati.
Una vera gang ti monta, ti apre, ti sfinisce e nessuno sborra
per lo spettacolo
lo fanno perché esplodono di libidine.
Con una gang vera la doppia non è esattamente una doppia
diciamo che ti sodomizzano mentre uno te lo tiene conficcato davanti
e se ne fregano dei numeri complicati. Insomma, la bocca te la lasciano
per farti respirare e per sentirti cantare al ritmo con cui
ti montano.
E inutile scendere nei dettagli: finisce quando tutti si sentono
soddisfatti. Sul tappeto mi sento a pezzi ma Gio mi mette ancora in ginocchio,
mi benda gli occhi con un foulard e stavolta volta dà il permesso
di usare i telefonini. Qualcuno mi apre le natiche e vedo i lampi attraverso
la stoffa. Mi chiedono se ho provato "con la mano" ... non me
la sento, rifiuto. Ho la pipì e non ho più pudore, così
ondeggio tra uomini ormai rivestiti, apro la porta e mi libero sotto al
portico. Mi applaudono, ma sono troppo distrutta. Nuda come sto, mi butto
sui sedili dellauto. Casa, dormire
. Per un po sento
il motore che ronza, poi mi risveglio che siamo già fermi in garage.
Giò mi bacia, è premuroso, vorrebbe rivestirmi, vorrebbe
togliermi i grumi di sperma che si sono seccati tra i miei capelli. L'adrenalina
che mi scorreva nelle vene si è riassorbita da un pezzo, ma le
endorfine invece mi sono rimaste in ogni muscolo, in ogni anfratto del
mio corpo. Nel garage mi piace, ho 4 piani di benpensanti che dormono
sopra mia testa. Alla festa Gio non ha partecipato attivamente ... vorrei
vendicarmi in qualche modo, ma lo amo disperatamente e voglio che faccia
l'amore con me ... dopo ci addormenteremo nel nostro lettone.
- Tutto OK ?
Sorrido e lo bacio. - Sì, tutto OK, e tu amore, mi amerai ancora?
Il sesso tra una femmina e più maschi è uno dei rituali
più antichi che ci siano, sicuramente ancora più antico
del mestiere più antico del mondo. Ovvio, lumanità
è cambiata, fortunatamente la civiltà ha fatto tanta strada,
ma certe cose credo siano dentro di noi, nel nostro bagaglio cromosomico
o in chissà quale altro archivio della nostra memoria.
Ora, giustamente, sottolineo GIUSTAMENTE e FORTUNATAMENTE, lo stupro
di gruppo è il più odioso dei crimini
però
lo ripeto ancora: la gang sta allo stupro come una partita di rugby sta
al pestaggio di una persona inerme. Uno è un rito leale, l'altro
è un crimine odioso.
Ohi-ohi-ohi, cosa ho mai scritto. Spero che nessuno mi fraintenda. Mi
raccomando, certe cose si fanno solo con una femmina che chiede esplicitamente
questo genere di rituale, chiaro ragazzi?
capitolo dodicesimo
IL RUOLO DEL CORPO
Molti pensano che il vero organo sessuale stia nel cervello. Pene, vagina
e quant'altro sarebbero solo le "periferiche" ... se il software
è nel cervello questo ragionamento non fa una piega. Però
... però c'è anche il corpo, e anche il cervello funziona
grazie ad un suo hardware alimentato e regolato da sostanze chimiche.
Ma lasciamo perdere le divagazioni pseudo-scientifiche ... volevo solo
introdurre l'argomento.
All'inizio, per poter accettare il sesso estremo, ho dovuto autoconvincermi
che si trattava solo di saltuarie parentesi ritagliate nella normalità
del mio quotidiano. Pensavo: se è soprattutto una questione di
testa, se devo usare il mio cervello per attivare la funzione "sesso
estremo", vuol dire che per disattivarla sarà la stessa cosa
e lo posso fare quando mi pare.
Beh, le cose non stanno esattamente così.
Innanzitutto quando si va ad una "festa" di quel tipo, non è
che l'interruttore lo accendo prima di entrare e lo spengo quando esco
!! Tra me e il mio uomo c'è un gioco di tensioni ed eccitazioni
che iniziano anche più di una settimana prima dell'appuntamento.
Ci sono i preparativi, per me c'è l'ansia di non saper bene cosa
ha in mente Gio, e poi c'è il sesso anale che impone di osservare
una dieta salutista ... e poi c'è che nella normalità io
ci devo inserire anche tutti i controlli medici del caso.
E dopo??? ... dopo ci vuole qualche giorno per smaltire tutti i postumi
... senza contare che il cervello recupera autonomamente i ricordi più
sconvolgenti e te li frulla per la testa quando meno te l'aspetti.
Poi c'è il corpo.
Già ... la sua partecipazione non è mica secondaria! All'interno
della coppia "chiusa" il problema delle dimensioni del pene
non esiste: il corpo femminile si adatta al pene del proprio partner.
Nella coppia aperta invece, anche se gli incontri con altri partner non
sono assidui, il corpo di lei si adatta facilmente alle dotazioni di chi
frequenta ... non solo, ma si adatta anche alla quantità e qualità
delle loro performances, capittoo???
Poi è anche vero che io ho la mia volontà e che posso regolare
mia vita secondo le mie convinzioni, però ...
Però non è facile ammetterlo, ma il corpo, se gli dai tot,
poi reclama tot ... che tu voglia o no, l'appetito vien mangiando.
Ci ho messo un sacco di tempo a capirlo, ma quanto sopra spiega un pò
tutta la mia storia: se da ragazza non avessi fatto sesso orale con diversi
ragazzi, probabilmente poi non lo avrei mai fatto per migliorare le mie
pubbliche relazioni ... se non mi fossi sentita già così
smaliziata, probabilmente a Riccione non avrei "provato" il
sesso anale con quel ragazzo di Milano ... se fosse successo qualcosa
di imbarazzante la prima prova, probabilmente non avrei riprovato anche
un paio di volte al dì ... se lui non fosse stato ben dotato forse
non mi sarebbero venuti tutti quei sensi di colpa e non avrei mitizzato
le misure del pene ... se avesse usato il profilattico non mi sarei appassionata
tanto alle eiaculazioni interne ... se non avessi già provato sensi
di colpa forse in Sardegna non mi sarei fatta una storia "multipla"
così cruda ... se in Sardegna non avessi avuto rapporti protetti
non avrei odiato i profilattici e non sarei ossessionata dal desiderio
di sperma ... se non avessi incontrato Gio adesso forse sarei una donna
sposata e annoiata ... se mia nonna aveva le ruote ...
Insomma, è il caso che ti segna la strada, poi una decide se starci
dentro o starci fuori, ma a starci fuori io sono convinta che non c'è
soddisfazione, perche non sei sulla tua strada.
Qualcosa vorrei dire anche sui meccanismi mentali dell'eros. All'inizio
le mie voglie di sesso estremo mi sembravano giustificate solo dai miei
sensi di colpa e dal desiderio di essere "punita" in un certo
modo dalla gelosia di Gio. Più avanti è stato evidente che
il mio debito l'avevo già abbondantemente pagato. Prima infatti
per me erano "funzionali" le gang numerose, le umiliazioni erotiche,
le situazioni on the road, con intervalli piuttosto lunghi tra un "evento"
e l'altro. In seguito ho convinto Gio a ridimensionare il carattere estremo
degli incontri in cambio di ... intervalli più brevi.
Così siamo arrivati al periodo più recente del mio percorso.
In questi ultimi tre mi sono proposta solo a piccoli gruppi maschili di
2, 3 o max 4 elementi. Per praticità, ho rinuciato perfino alla
regola dell'incontro unico, nel senso che all'inizio non volevo assolutamente
vedere più di una volta la staessa gang, mentre adesso frequento
un numero di persone molto ristretto.
Per questo genere di incontri poi, io ho sempre avuto un bioritmo molto
stagionale: d'inverno vado quasi in letargo, faccio volentieri una pazzia
per carnevale, in primavera mi sveglio affamata. D'estate invece, le ferie
con Gio sono sacre, non si toccano, ma a parte quell'intervallo, apprezzo
di più la continuità.
Tantoper capirci, quest'anno i nostri w.e. al mare sono stati spesso abbinati
agli appuntamenti con un gruppo di 3 ragazzi. Si tratta di tre persone
che lavorano nell'alberghiero, quindi per me sono "perfetti".
Hanno poco tempo libero (quindi, anche volendo non riuscirebbero ad essere
invadenti), sono simpatici, esuberanti e sentimentalmente impegnati (le
rispettive fidanzate abitano molto lontano) ... e possono ospitare l'incontro
senza problemi e finita la stagione tornano a casa.
Insomma, non è esattamente quello che volevo, anzi, per certi
versi è quello che non volevo. Con Gio va bene ... tutto sommato
lui non ha più tutto il peso delle responsabilità e non
ha neanche delle ansietà da prestazione.
Io pentita? no di sicuro! Certo, qualche rischio lo corro, ma non cambierei
un anno dei miei con 100 anni di calma piatta.
Adesso qualche particolare più piccante ve lo racconto: non voglio
annoiarvi.
Per me il gruppo maschile ideale è quello in cui i suoi componenti
hanno ruoli diversi. In questo caso la carica erotica "complessiva"
è molto più intrigante e più intensa di quella di
elementi tutti uguali fatti con lo stampino.
L'avevo già notato in altre occasioni, ma il massimo l'ho provato
con i ragazzi "dell'area romagnola".
Il bello, il buono e il cattivo ... scherzo, però rende l'idea.
Il buono è il corteggiatore, quello più sensibile, quasi
un doppione del ruolo di Gio, se non fosse per il fatto che non siamo
innamorati e ... che gli altri due sono amici suoi. E' lui quello mi eccita
e poi mi offre al suo compare "cattivo", è lui quello
che sta sempre sotto mentre il cattivo se la prende col mio sedere, è
lui che non riesce a nascondere una certa bisessualità latente.
Il cattivo non è particolarmente dotato, ma compensa con maniere
piuttosto ruvide e doti atletiche non indifferenti ... a lui piace il
mio sedere ed è lì che sfoga la sua aggressività
erotica.
E il bello? Beh, è bello e scopa bene ... è affiatato con
gli altri due ma gli piace anche fare il solista ... se il cattivo mi
distrugge, lui mi resuscita scopando ... ha sempre in serbo più
di una cartuccia da sparare e apprezza molto i pompini fatti bene, umidi,
dedicati più alla sostanza che allo spettacolo e con un finale
senza sprechi.
Con loro tre, per la prima volta, dopo il sesso c'è un seguito
... o meglio, dopo il piacere della carne cè il piacere della gola.
Sanno preparare piatti profumati e gustosi: dopo che hanno finito con
me,, vanno in cucina e io scopo con Gio ... poi tutti a tavola con una
fame da lupi ... wowww ... cosa vuoi di più dalla vita?!?
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